20 September 2017

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CARO AVVOCATO: abbandono di minori od incapaci: presupposti e conseguenze

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L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Il delitto previsto e punito dal disposto codicistico di cui all'art. 591 c.p., presenta quale elemento materiale il dato dall'abbandono di una persona minore di anni quattordici, ovvero

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Il delitto previsto e punito dal disposto codicistico di cui all'art.
591 c.p., presenta quale elemento materiale il dato dall'abbandono di una persona minore di anni quattordici, ovvero incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, di provvedere a se stessa e della quale si abbia la custodia o si debba avere cura. Abbandono che, per essere giuridicamente rilevante richiede, tuttavia, che l'agente venga meno ad un preesistente obbligo di cura o custodia, la cui violazione costituisce l'essenza del reato de quo.
In tal senso, pertanto, ai fini della sussistenza del reato si rivela necessario accertare, in concreto, in via del tutto preliminare, salvo che si tratti di minore di anni quattordici, l'incapacità del soggetto passivo di provvedere a se stesso non potendo la stessa presumersi (ad esempio per la sola età avanzata) e dovendo il dovere di cura e custodia raccordarsi con la capacità di autodeterminazione del soggetto affidato alle proprie cure. Consegue, da quanto innanzi enunciato, che non vi è presunzione assoluta di incapacità nel caso di vecchiaia del soggetto passivo, la quale non è una condizione patologica ma fisiologica che deve essere accertata concretamente quale possibile causa di inettitudine fisica o mentale all'adeguato controllo di ordinarie situazioni di pericolo per l'incolumità propria e che il dovere di cura e di custodia deve essere raccordato con la capacità, ove sussista, di autodeterminazione del soggetto anziano. Comunque, ai fini dell'integrazione del delitto di cui all'art.
591 cod.
pen., il necessario "abbandono" è integrato da qualunque azione od omissione contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia) che grava sul soggetto agente e da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l'incolumità del soggetto passivo, sicchè ne risponde colui che, pur non allontanandosi dal soggetto passivo, ometta di far intervenire persone idonee ad evitare il pericolo stesso.