23 October 2017

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DONNE E LAVORO: licenziate per un tumore al seno

  • DONNE E LAVORO: licenziate per un tumore al seno
Molte donne perdono il lavoro in seguito alla diagnosi di un tumore al seno - Essere donne e lavoratrici ? gi? difficili ma essere donne, lavoratrici e malate pare davvero impossibile. Se infatti le pi? speranzose tra noi si

Molte donne perdono il lavoro in seguito alla diagnosi di un tumore al seno - Essere donne e lavoratrici è già difficili ma essere donne, lavoratrici e malate pare davvero impossibile. Se infatti le più speranzose tra noi si illudono che l’universo abbia finalmente raggiunto la parità dei sessi il recente sondaggio che andiamo a presentarvi servirà a far comprendere come la discriminazione sia in realtà all’ordine del giorno. L’indagine del Censis presentata oggi al Senato dalla Favo, la Federazione delle associazioni di volontariato, porta alla luce delle percentuali allarmanti circa il rapporto tra tumore al seno e licenziamento: pare infatti che il 10% delle donne a cui è stata diagnosticata tale patologia abbiano poi perso il posto di lavoro; il 3,4% delle donne intervistate dichiara di essere stata licenziata mentre il 6,2% afferma di esser stata costretta a presentare le dimissioni. Se è però vero che tali cifre fanno pensare ad una comprensione a dir poco scarsa da parte del mondo del lavoro, bisogna specificare per onestà che molte donne dichiarano che la malattia ha in qualche modo reso l’allontanamento dal lavoro quasi inevitabile: il 42% è stato costretto a fare assenze associate alla patologia ed alla cura (32,1% tra gli altri malati), il 33,1% rileva che si è ridotto il suo rendimento suo malgrado, il 16% circa ha dovuto mettere da parte propositi di carriera (il 6,2% tra gli altri) e quasi il 12% ha dovuto chiedere il part-time o altre modalità di lavoro flessibile o di riduzione dell’orario (rispetto al 4,3% degli altri pazienti). Cosa dedurre da tali cifre? Probabilmente che è ancora lunga la strada verso la vera comprensione del malato e anche quella che dovrebbe a lui (o in questo caso lei) garantire di poter continuare serenamente nella propria vita normale.
Un lungo lavoro che sarebbe meglio iniziare al più presto.   Fonte: qn.quotidiano.net

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