Cancro al seno, il veleno delle api cura il tumore in un’ora

0
58

Alcuni ricercatori australiani hanno fatto una scoperta epocale nell’ambito della lotta contro il cancro: l’uso del veleno d’api potrebbe essere una possibile cura.

alveare
Photo Abobe Stock

Una scoperta che lascia ben sperare stando ai ricercatori australiani che dopo aver condotto alcune ricerche basate sugli effetti della melittina, contenuta nel veleno secreto da questi insetti, hanno scoperto che essa ha il potenziale per distruggere le cellule maligne di alcuni tipi di cancro al seno. I risultati dello studio, sono stati recentemente pubblicati sulla rivista scientifica Nature.

Il veleno delle api, un alleato nella lotta contro il tumore al seno

cancro seno
Photo Twitter

Abbiamo spesso sostenuto gli incredibili effetti sulla salute del corpo di alcune sostanze reperibili in natura e questo è il caso anche della melittina una sostanza contenuta nel veleno delle api, sperimentata come cura contro il tumore al seno dai ricercatori  dell’Harry Perkins Institute of Medical Research e dell’Università dell’Australia occidentale. Il veleno ha dimostrato di essere efficace contro i tumori al seno tripli negativi ed ha sorpreso tutti “distruggendo un intero tumore in un’ora”.

Un risultato davvero incredibile e seppure gli esperimenti siano stati condotti sui topi in un laboratorio lascia ben sperare che sia efficace anche sull’essere umano.

Secondo i ricercatori una dose specifica di veleno, sarebbe efficace per elininare in una sola ora tutte le cellule maligne dei tumori tripli negativi che, secondo il Curie Institute, rappresenterebbero il 15% dei tumori al seno.

Ciara Duffy, coautrice dello studio, ha spiegato l’incredibile azione della melittina sui tumori: “la melittina penetra effettivamente la superficie, o la membrana plasmatica, e forma buchi o pori e fa morire la cellula malata”.

L’esperta spiega che questo veleno è inoltre in grado di neutralizzare i marcatori chimici , ovvero i responsabili della moltiplicazione delle cellule tumorali impedendo cos’ al cancro di espandersi.

Mahasti Saghatchian, oncologo presso l’ospedale americano, afferma che siamo davanti ad una scoperta molto promettente. Intervistato da Europe1, l’esperto che è anche oncologo presso il Centro Gustave-Roussy (il primo centro per la lotta contro il Cancro in Europa, situato in Francia) ha dichiarato:

“il cancro al seno triplo negativo è quello su cui oggi i nostri trattamenti – radioterapia, chemioterapia -funzionano meno”. Aggiungendo che “Questi sono i pazienti che ricadono e muoiono di più”, e che questa sostanza “sarebbe una superchemioterapia, soprattutto su questi tumori”.

Ovviamente prima di poter esultare dovremmo attendere che il trattamento che è ancora in via sperimentale, fornisca risultati altrettanto apprezzabili in molti altri test di sperimentazioni cliniche, atte a tutelare la salute e a definire la il giusto dosaggio.

Cosa sono i tumori al seno triplo negativo?

ape
Photo Adobe Stock

Esistono diversi tipi di tumore tra quelli che colpiscono il seno e uno tra questi è il tumore definito triplo negativo, che è anche il  più difficile da trattare considerando la sua resistenza alle terapie convenzionali come chemioterapia e radioterapia come spiegato dall’oncologo Mahasti Saghatchian.

Il triplo negativo è particolarmente pericoloso perchè colpisce generalmente pazienti più giovani, che fovoriscono la moltiplicazione delle cellule malate, inoltre è stato notato che questo tumore a volte è una mutazione genetica di una forma ereditaria della malattia, come aggiunge l’esperto e anche che richiede maggiore vigilanza e screening regolari perchè tende a rimanifestarsi.

La dott.ssa Elise Deluche, anch’ella oncologa specializzata operante presso il Centro Gustave Roussy, spiega l’origine del nome di questo tumore: triplo negativo significa che il cancro risponde negativamente a tre elementi: i recettori del progesterone, il recettori degli estrogeni e recettori per la proteina HER2.

api cancro al seno
Photo Collage Adobe Stock

La diagnosi di carcinoma mammario triplo negativo rappresenta per il paziente maggior rischio di metastasi, tumori che si sviluppano da cellule tumorali che migrano ad altre parti del corpo. Poiché come abbiamo detto il rischio di recidiva è maggiore, questa scoperta apre un grande varco alla speranza per tutti i pazienti che si ritrovano a dover lottare contro questo tumore nei primi cinque anni successivi alla prima diagnosi.