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MANIFESTAZIONE INDIGNATI ROMA: pochi violenti devastano la città

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UNA MANIFESTAZIONE PACIFICA TRASFORMATA IN GUERRA DEVASTA ROMABlack bloc, violenti, criminali, vandali, teppisti.. li chiamano in tanti modi ma in fin dei conti le definizioni lasciano il tempo che trovano: più di queste parole, un po’ vuote e un po’ abusate, parlano chiaro le immagini, quelle di una Roma che brucia, devastata, ridotta a campo di battaglia, una Roma violentata. Queste parole invece un significato lo hanno: devono risuonare forti, perchè mentre chi devasta una città una definizione non la merita, quella città merita che ciò che ha dovuto subire venga definito chiaramente, senza mezze misure e mezzi termini che rischiano inoltre di lasciare impuniti i responsabili, mischiandoli senza distinzione a chi in quella città ha marciato con rispetto e ideali alti, senza dubbio superiori a chi di ideali non ne ha.

Perché, se una certezza c’è, è quella che chi spaccia violenza e vandalismo per una manifestazione sta non solo infangando secoli di proteste degne di questo nome, ma cerca anche di sminuire la meravigliosa potenza intellettuale di chi in quella manifestazione credeva: persone giunte nella Capitale come una goccia di quel mare potente e sorprendente che ha preso il nome di “indignati”, movimento di cui non si devono condividere gli ideali per ammirarne la capacità aggregativa e di stimolo intellettuale dispiegata in questi ultimi mesi.

Qualsiasi cosa abbia infatti la capacità di stimolare spirito e mente delle persone, spingendole alla riflessione, ad una presa di coscienza del mondo che li circonda, ad uscire dall’inerzia per abbracciare una sana consapevolezza, a dovere prendere una posizione, qualunque essa sia, è degna di rispetto: chi scrive ritiene che la manifestazione di ieri facesse parte di questa meravigliosa categoria, chi invece mette a ferro e fuoco una città, non solo ne è anni luce lontano, ma la disonora, facendo si che il proprio agire violento monopolizzi l’attenzione generale e si vada a confondere con quella che realmente può essere definita una manifestazione.

Dovere allora della società dovrebbe essere restituire dignità alla vera marcia degli indignati, isolando quel pugno di incivili che equipara il manifestare al devastare: perduta sarà quella società che lascerà offuscare la propria capacità di giudizio dal fumo delle auto in fiamme per le strade di Roma.

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