22 September 2017

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MODA 'TECNOLOGICA': oggi mi vesto con un transistor!

Un recente studio condotto dall?Istituto di nanoscienze del Cnr e dall?Universit? di Bologna ha messo in evidenza la possibilit? di creare dei transistor da un semplice filo di cotone. Per fare cosa? Beh? semplice! Questa

Un recente studio condotto dall’Istituto di nanoscienze del Cnr e dall’Università di Bologna ha messo in evidenza la possibilità di creare dei transistor da un semplice filo di cotone.
Per fare cosa? Beh… semplice! Questa scoperta pone l’accento sulla reale fattibilità e creazione dei cosiddetti tessuti “intelligenti” in grado di monitorare il battito cardiaco o la temperatura corporea di varie tipologie di persone, come lavoratori a rischio, pazienti e atleti.
Ma non solo… Questi indumenti “speciali” potranno essere utilizzati anche per ascoltare la musica preferita.
Dovremmo dire addio all’iPod? Per il momento, no… ma chissà se nel futuro usciremo di casa con il nostro capo più amato e avremmo una colonna sonora che ci seguirà passo dopo passo! Abiti “intelligenti” I “tessuti intelligenti” permetteranno di ascoltare musica o di monitorare il battito cardiaco, e saranno molto comodi da indossare.
È questa la sfida proposta dai ricercatori Annalisa Bonfiglio e Giorgio Mattana (Istituto nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche e Università di Cagliari) e Beatrice Fraboni (Università di Bologna) che hanno dimostrato come da un semplice filo di cotone si possano realizzare dei transistor per poi creare vari indumenti “sensibili” da portare in totale tranquillità.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale Organic Electronics. Elettronica da indossare Il concetto di “elettronica indossabile”, ovvero l’inserimento di un apparecchio elettronico all’interno di capi di vestiario e indumenti intimi è noto agli studiosi da oltre quindici anni. “Nel mercato esistono già degli indumenti elettronici, capaci ad esempio di monitorare il battito cardiaco di chi li indossa o di rilevare eventuali fattori di rischio nell’ambiente”, spiega la ricercatrice Annalisa Bonfiglio. “Il limite, fino ad oggi, è stato l’ingombro dei dispositivi incorporati nei tessuti e la scarsa adattabilità agli indumenti delle parti rigide di dispositivi e connettori.
Inoltre, i tentativi di realizzare direttamente dispositivi elettronici a livello di fibre e fili si scontra con la scarsa compatibilità tra i materiali costituenti – metalli e semiconduttori come il silicio – e le caratteristiche di adattabilità e di comfort necessarie a un capo di abbigliamento”. Il cotone, ideale per realizzare capi “intelligenti” grazie alle sue proprietà di flessibilità, economicità e comodità, presenta tuttavia il limite di non essere conduttivo. “Col nostro lavoro di ricerca siamo riusciti a ottenere fibre conduttive da semplici fili di cotone, preservando comfort ed elasticità tipici di tale tessuto”, prosegue Bonfiglio. “Abbiamo raggiunto quest’obiettivo sviluppando una tecnica innovativa di rivestimento dei fili di cotone con un finissimo strato di nanoparticelle d’oro e di polimeri conduttivi e semiconduttivi”, spiega Beatrice Fraboni. “Questo insieme di strati di materiali differenti costituisce la struttura del transistor, che permette di regolare il flusso della corrente tra due elettrodi attraverso una tensione applicata ad un terzo elettrodo.
I transistor si presentano come semplici fili di cotone e possono essere collegati tra loro o ad altre componenti in cotone, tramite semplici nodi o i processi di tessitura normalmente utilizzati per il cotone”. Il potere della scienza Lo studio, nato da un periodo di studio di Bonfiglio e Fraboni presso l’americana Cornell University, centro di eccellenza dell’elettronica organica, coinvolge anche Giorgio Mattana e Piero Cosseddu dell’Università di Cagliari e la collaborazione del Centre Microélectronique de Provence.
Dall’idea è nato anche un brevetto, in fase di deposito.
Le potenzialità applicative sono molteplici. “Questi transistor miglioreranno la qualità e la realizzazione dei biosensori indossabili”, conclude Annalisa Bonfiglio. “In futuro potremo avere tessuti intelligenti, semplici e comodi, in grado di monitorare il battito cardiaco o rilevare la temperatura corporea, utili alla realizzazione di capi per i lavoratori a rischio, per monitorare i pazienti o per atleti che praticano sport estremi”. Sotto il vestito...
tanti fili! Dopo avervi riportato integralmente l’intervista ai due ricercatori, vi lasciamo riflettere su una questione importante, ovvero che la moda è da anni che sfrutta la tecnologia per creare abiti alternativi, coma ad esempio gioielli geek, realizzati da componenti elettronici di computer e lettori cd, ma non solo...
Una giovane stilista, Tina Sparkles, tempo fa, ebbe l’idea di realizzare un abito super tecnologico riciclando i cavi di un computer.
Il vestito in questione si chiama Recycled Computer Wiring Dress ? Supernova System ed è ecologico, monospalla ed ha un motivo geometrico con una gonna a volant, fatta di cavi di cablaggio arricciati.
Potete vederlo qui sotto grazie alla foto scattata da Andrew Sterling. www.stampa.cnr.it

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