16 October 2017

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Calciatori gay: Cecchi Paone «Il più giovane sta pensando di dirlo pubblicamente»

  • Calciatori gay: Cecchi Paone «Il più giovane sta pensando di dirlo pubblicamente»
Un calciatore presto dir? che ? gay ? Che il mondo dello spettacolo, del calcio, del cinema stia cambiando? In questi giorni non si fa altro che parlare di omosessualit? nel mondo vip, e questo ci fa pensare che forse siamo

Un calciatore presto dirà che è gay Che il mondo dello spettacolo, del calcio, del cinema stia cambiando? In questi giorni non si fa altro che parlare di omosessualità nel mondo vip, e questo ci fa pensare che forse siamo davvero in corsa per una società amogenea, senza discriminazioni, senza sotterfugi, senza nascondigli per potersi baciare e senza ombre per potersi amare. Vi abbiamo raccontato la scorsa settimana dell'intervento di Cecchi Paone a Mattino5, con l'ammissione delle sue due relazioni con altrettanti calciatori. E' uscita questa mattina sul Corriere l'intervista di Basile a Cecchi Paone sulla sua ammissione, e su un probabile outing del calciatore più giovane, quello di Serie C. Dopo la squadra gay del Boga basket e l’outing di Tiziano Ferro, potrebbe essere il momento del calcio: un giocatore professionista, ex fidan­zato di Alessandro Cecchi Paone, potrebbe am­mettere di essere omosessuale.
«Ne stiamo parlando - spiega Cecchi Paone, 49 anni, giornalista, gay dichiarato dal 2004 -voglia­mo provocare un effetto Ferro nel mondo del cal­cio ». Ottobre mese zero dell’anno ze­ro del nuovo calcio, quello che non ha più paura, non arrossisce, non sfugge alla vita.
La sua ammissio­ne ha seminato il panico... «...per aver detto che ho avuto una storia con un campione di se­rie A e un calciatore di C...». Prima telefonata ricevuta? «Dal più giovane.
Mi ha detto: Bravo Alessan­dro, hai fatto bene perché la nostra è stata una bella storia». E il campione? «Alessa’,nonfa’scherzi...». Alla romana. «Ma non è romano...
lasciamo perdere». Va bene, non è una caccia al tesoro. «Comunque non è il beneamato Totti, anche se mi dicono sia una persona molto intelligente e ca­rina, e io sono tifoso della Roma.
Il mio ex è un campione dello stesso livello». Ma spaventato. «Atterrito.
Mi ha chiesto se avevo intenzione di fare altre conferenze stampa». Il mondo del calcio ha un’immagine finta da di­fendere. «Tutti belli, pieni di donne, con soldi». Ci sono nella politica, nel cinema, perché non nel calcio. «Non è solo un fatto statistico.
C’è un aspetto che farà arrabbiare molti, ma è un fenomeno na­turale: il mondo del calcio riproduce quelle collet­tività di maschi che vivono lunghi periodi segre­gati e insomma è normale si aiuti­no tra loro a essere felici». I ritiri come una caserma. «Mica voglio dire che sono tutti gay». Lo dica chiaro, il mondo del cal­cio è suscettibile. «Non-sie-te-tu-tti-gay». Ecco. «Però sta succendo qualcosa...». Ahia. «Una svolta generazionale: i giovani sono meno spaventati nel parlarne.
Lo spartiacque sono i trent’anni.
Quello famoso è sopra i trenta e ha paura...
Quello più giovane è sui venticinque ed è più sereno». Il campione sa che farebbe più clamore.
Come vi siete conosciuti? «Cinque-sei anni fa, lui era già un giocatore molto famoso». Di un grande club. «Grande». Del nord. «No».Pausa.«Ci conoscemmo in un program­ma televisivo, uno di quei mescolonicono ospiti vari.
Lui mi disse che era appassionato di scien­za, archeologia, dinosauri.
Ci siamo rivisti, si com­plimentò per il fatto che avessi fatto outing.
Poi confessò che la cosa lo riguardava». E lei? «Risposi che un personaggio famoso come lui avrebbe dovuto dirlo pubblicamente, sarebbe sta­to un esempio per molti.
La sua reazione fu...». Un crampo allo stomaco. «Più o meno.
Disse che non po­teva: il club gliel’avrebbe fatta pa­gare.
E poi i compagni, i tifosi.
Mi presi carico di accettare l’orrore della segretezza». Tutto di nascosto. «Davanti a un teatro o al risto­rante dovevamo far finta di incon­trarci per caso.
E mai a cena in un locale alla moda, ma in periferia.
Mi vietò di andare allo stadio.
Ho resistito sei me­si...
». Non era vita. «Come spiega il primo psicologo nascondere un amore vuol dire non farlo vivere.
Invece col più giovane è stato tutto molto naturale». Prima volta? «A una festa di laurea, a Napoli.
Vidi questo bel­lissimo ragazzo, giocava in serie C, in una squadra del sud, diciamo tra Napoli e Reggio Calabria.
Mi disse che era cresciuto guardando il mio pro­gramma La Macchina del Tempo.
Un bicchiere insieme, poi ci siamo visti a Positano, poi in bar­ca...
Mi ha raccontato che decine di giocatori han­no relazioni tra loro.
Una generazione pulita, che non si ferma alle fregnacce tipo quanto sei gay o fai il maschio o la femmina». Adesso il ragazzo potrebbe dirlo pubblicamente. «Sì,ci pensa seriamente». Il primo outing nel calcio. «Il primo di una serie, speriamo». Non una nuova generazione di calciatori gay, ma una nuova generazione di calciatori che lo di­ce. «Sabato sono andato in giro per Roma e temevo di sentirmi grida­re ‘a frociooo’...
invece molti mi hanno detto: ‘A Cecchi, dicce chi è?’ ed erano tifosi veraci». Sembra più curiosità che soli­darietà. «E comunque vorrei che fosse il mio ex a dirlo». Quando? «Entro ottobre, diciamo un paio di settimane». Il campione invece. «Difficile...». Gli lanci un messaggio. «Dillo e passerai alla storia come un personag­gio di grande spessore.
Libererai tanti giovani cal­ciatori dalla paura». Effetto Ferro sul calcio. «Prima un giocatore, poi due, tre.
E magari i ragazzi di Saranno Famosi e Amici che non lo am­mettono». L’onda lunga. «Sarebbe un modo per far tornare l’Italia un Paese normale». «Il campione gioca in una grande, non del nord.
Ha paura, mi ha detto: Alessa’, non fa’ scherzi...»«Vogliamo provocare un effetto Ferro anche nel calcio.
Sono sicuro che libererebbe molti ragazzi dalla paura»

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