15 October 2017

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Il matrimonio blocca il genio.

  • Il matrimonio blocca il genio.
Gli uomini hanno un calo della creativit? dopo il matrimonio Una volta si diceva che il matrimonio ? la tomba dell'amore. Secondo una nuova teoria il matrimonio ? anche la tomba di ogni forma di genialit? creativa, una

Gli uomini hanno un calo della creatività dopo il matrimonio Una volta si diceva che il matrimonio è la tomba dell'amore.
Secondo una nuova teoria il matrimonio è anche la tomba di ogni forma di genialità creativa, una gabbia, una trappola, una scelta che tarpa le ali a ogni uomo d'ingegno, lo mette in pantofole, lo intorpidisce, lo frena. Vero? Falso? A sostenere questa teoria è uno studio condotto su centinaia di uomini illustri: scienziati, pittori, musicisti, scrittori e, curiosamente, anche criminali, per i quali scatterebbe lo stesso identico meccanismo.
Gli uomini raggiungono i loro maggiori successi, hanno le loro intuizioni di genio, in età giovanile, fra i 20 e i 30, nei primissimi anni di matrimonio e ancora di più se restano (o tornano) single. Alla radice di questo sensibile calo di produttività vi sarebbe un calo nel livello di testosterone, che coincide con il matrimonio e che invece torna a risollevarsi in caso di divorzio.
Le donne, al contrario, mostrano un andamento costante nella propria realizzazione, del tutto indifferente alla curva ormonale. I risultati di questa ricerca, dal titolo "Perché la produttività diminuisce con l'età, la connessione crimine-genio", sono stati pubblicati dal Journal of research in personality e recano la firma dello psicologo Satoshi Kanazawa (40 anni, sposato), ricercatore all'Università di Canterbury, Nuova Zelanda.
"Una persona che non ha dato il suo grande contributo alla scienza prima di aver compiuto trent'anni non lo darà mai": partendo da questa affermazione di Albert Einstein (che elaborò la teoria della relatività a 26 anni), Satoshi Kanazawa ha esaminato e comparato le biografie di 280 scienziati, molti premiati con il Nobel, 719 musicisti, 739 pittori, 229 scrittori più un numero imprecisato di criminali. In tutte le categorie si ripetono le stesse dinamiche.
Sposarsi significa dire addio, più che alla carriera, all'illuminazione del genio, affinato e tenuto in esercizio per conquistare una compagna e assicurarsi la migliore progenie possibile.
Dopo, il nulla, o quasi.
La vecchia storia della lotta per la sopravvivenza.
I matematici in particolare, superati i 25 anni, sembrano refrattari a qualunque lampo di genio, specie se sposati.
L'età che rappresenta il picco della creatività - attorno ai trent'anni - è la stessa sia per gli scienziati che per gli artisti.
Una creatività che sembra bloccarsi e segnare il passo in caso di matrimonio, tragicamente addomesticata. Uno scienziato su quattro, se sposato, non fa più nessuna scoperta di rilievo dopo i primi cinque anni di matrimonio, anzi, tende a fermarsi del tutto.
Invece uno scienziato su due, fra quelli che non sono sposati, continua a utilizzare e ad aguzzare il proprio ingegno con risultati più che lusinghieri fino ai 50 e anche ai 60 anni.
Soltanto un magrissimo quattro per cento degli scienziati coniugati ha una qualche intuizione di rilievo in età matura.
Sposarsi e anche mettere al mondo dei figli sembrerebbe dunque un grave impedimento al genio. La categoria più colpita, secondo questa ricerca, sarebbe quella dei chimici.
Quanto ad Einstein, è vero che pubblicò la teoria della relatività quando aveva appena 26 anni, ma è anche vero che al suo fianco, a fornirgli un aiuto anche di rilievo scientifico, c'era la moglie Mileva Marcovic, sua ex compagna di corso al Politecnico di Zurigo, dalla quale si affetterà però a divorziare non appena baciato dal successo. Così fluttua il testosterone.
Criminalità e genio hanno un elemento in comune, conclude la ricerca: entrambi vengono depressi dal matrimonio.
"Mettere la testa a posto" per un rapinatore ha probabilmente un significato diverso di quello che ha per un fisico nucleare.
I risultati tuttavia sono gli stessi: il matrimonio redime e insieme ottunde, il genio si appanna in una categoria, quella dei delinquenti, che vede la massima esplosione di iniziativa in età estremamente giovanile, se non addirittura nell'adolescenza. Fonte: La Repubblica

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