19 October 2017

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Sarnemo 2011: Benigni show

  • Sarnemo 2011: Benigni show
Roberto Benigni trionfa al Festival di Sanremo Roberto Benigni si ? presentato al Festival di Sanremo a cavallo. Benigni ? il primo artista ad entrare a cavallo al teatro Ariston per partecipare al festival. Il tanto atteso

Roberto Benigni trionfa al Festival di Sanremo Roberto Benigni si è presentato al Festival di Sanremo a cavallo. Benigni è il primo artista ad entrare a cavallo al teatro Ariston per partecipare al festival.
Il tanto atteso ospite della serata è entrato dal fondo del teatro per rendere omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Sul cavallo Benigni sventolava il tricolore italiano gridando “Viva l’Italia!” . E' salito sul palco ed è iniziato il suo show di circa 45 minuti.
Sul palco ripete: ”Sono qui solo per parlare dell’inno di Mameli e dell’unita’ d’Italia”. Benigni parla dell'Italia ma non dimentica il Caso Ruby: ”La nostra nazione ha 150 anni.
E’ una bambina, una minorenne.
Mameli quando scrisse l’inno aveva vent’anni, quindi era minorenne, perche’ la maggiore eta’ si raggiungeva a ventuno.
Comunque con ‘sta storia delle minorenne non se ne puo’ piu’ e la cosa e’ nata proprio a Sanremo, con la Cinquetti che cantava Non ho l’eta’ e si spacciava per la nipote di Claudio Villa”. Forse avrebbe voluto evitare di pronunciare esplicitamente il nome di Ruby: ”Ruby Rubacuori: vabbe’, l’abbiamo detto.
Abbiamo perso tempo a capire se era la nipote di Mubarak, ma bastava fare una cosa semplicissima, andare all’anagrafe in Egitto e vedere se Mubarak di cognome fa Rubacuori”. Non ha problemi nel mandare un messaggio al Premier: ”Silvio, se non ti piace, cambia canale, vai sul due: ma no, c’e’ Santoro!”. In una seconda fase Benigni parte con la lettura dell'Inno di Mameli proponendo riferimenti all’attualità politica del nostro paese.
Questa volta si rivolge ad Umberto Bossi, leader della Lega Nord: “Dov’é la vittoria, le porga la chioma, ché schiava di Roma Iddio la creò.
Umberto, è la vittoria che è schiava di Roma, non l’Italia! Umberto, il soggetto è la vittoria! Il federalismo è un’altra cosa.
Qui parliamo dell’unità del Paese, che è la ricomposizione quasi religiosa di un corpo fatto a pezzi.
L’unità è talmente bella che permette pure che qualcuno dice: non la festeggio!”.

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