20 September 2017

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CINEMA: Intervista a Tea Falco, protagonista del film “Sotto una buona stella”

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Chi ? Lia? Ci descrivi il tuo personaggio? Il personaggio di Lia ? divertente, autoironico e mi sono divertita molto a interpretarlo.?E? una poetessa, una giovane donna che ha gi? una figlia di colore di 2 anni; per lavoro?fa

Chi è Lia? Ci descrivi il tuo personaggio? Il personaggio di Lia è divertente, autoironico e mi sono divertita molto a interpretarlo. E’ una poetessa, una giovane donna che ha già una figlia di colore di 2 anni; per lavoro fa delle traduzioni per una casa editrice piccola ma molto prestigiosa, per passione fa delle riunioni con un gruppo di amici poeti con i quali declama poesie.
Ad un certo punto, quasi per caso, incontra un uomo proprio presso il suo luogo di lavoro; lui si chiama Richard ed è un giornalista del Guardian.
Tra loro nasce subito una simpatia che si trasforma presto in amore: questo incontro cambia completamente la vita di Lia. Che tipo di lavoro avete fatto, tu e Carlo, per sviluppare il personaggio di Lia? Carlo mi ha dato degli input, dei suggerimenti su come immaginava Lia, e all’inizio io non riuscivo a capire alcune sue osservazioni.
Ben presto mi sono resa conto che la recitazione nella commedia è completamente diversa da tutto ciò che avevo fatto prima, anche quando avevo lavorato con Bernardo Bertolucci nel film “Io e te”.
La recitazione normale mi aveva portato a un’osservazione di me stessa e di tutto ciò che mi circondava: nella commedia, invece, accade esattamente il contrario perché è necessario essere fuori da se stessi, bisogna portare tutte le emozioni all’esterno. Lavorare con Carlo è stata un’esperienza molto formativa, oltre che divertente e appassionante: mi ha dato la possibilità di fare qualcosa che non appartiene alla mia persona. Cosa ti ha colpito della sceneggiatura di “Sotto una buona stella”? Mi ha colpito il suo essere molto divertente, attuale, legata ai giorni nostri: è una commedia che, con toni leggeri ma non superficiali, riesce a toccare tematiche di oggi che in un modo o nell’altro riguardano tutti.
Per me “Sotto una buona stella” è un po’ come un film muto degli anni '20: Carlo interpreta questo personaggio, e secondo me non è stato mai così divertente.
I momenti in cui si ride di più sono quelli in cui lui sta in silenzio, si muove e si esprime con la mimica facciale: mi ricorda i grandi comici del glorioso passato del cinema come Buster Keaton, Charlie Chaplin, Peter Sellers, attori che sapevano far ridere solamente usando le loro facce e i movimenti. Che tipo di provino ti ha fatto Carlo Verdone? E cosa ha significato per te lavorare con lui? Carlo non mi ha fatto il provino: mi ha scelto perché aveva visto “Io e te” di Bernardo Bertolucci, gli era piaciuto molto e così mi ha chiesto di lavorare con lui nel nuovo film che stava preparando.
Confesso che all’inizio avevo molta paura perché non avrei mai pensato di partecipare a una commedia, non credevo di poter fare ridere; poi invece è andata molto bene, mi sono divertita e ho fatto un’esperienza molto importante, dal punto di vista umano e professionale. In questo film, come in “Io e te” di Bernardo Bertolucci, interpreti una ragazza dotata di grande istinto artistico, per la quale il rapporto con il fratello diventa fondamentale in una fase importante della crescita.
Ci sono altre similitudini tra Lia e Olivia? E tra questi due personaggi e Tea? Io mi sento simile alla Lia di “Sotto una buona stella” ma anche alla Olivia di “Io e te”: sono due donne molto diverse tra loro, ma hanno entrambe qualcosa di me, fanno parte di me, non avrei potuto interpretarle altrimenti.
Con il personaggio di Lia ho un legame particolare: il nome l’ho scelto io, ed è quello di mia madre.
Lia ha delle caratteristiche e delle sfaccettature, caratteriali e artistiche, che mi fanno ricordare mamma: anche lei fa traduzioni, anche lei scrive poesie, e la loro indole è molto simile. Cosa significa per te essere “Sotto una buona stella”? Essere sotto una buona stella per me significa essere sempre positivi, riuscire a guardare il mondo con ottimismo e con il sorriso.
Io oggi mi sento così, e la casualità della vita mi ha portato anche ad andare ad abitare in una casa sulla cui porta c’è proprio una stella! Quando l’ho vista non riuscivo a crederci, proprio una coincidenza bella e di buon auspicio!

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