21 September 2017

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CARO AVVOCATO: sindrome da shopping compulsivo ed addebito della separazione

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione ha affrontato il tema dello shopping compulsivo. Una moglie si ? difatti vista attribuire l'addebito della separazione poich?, in

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione ha affrontato il tema dello shopping compulsivo. Una moglie si è difatti vista attribuire l'addebito della separazione poichè, in sede di consulenza tecnica disposta dal Tribunale sulla sua personalità, è risultata affetta da sindrome da shopping compulsivo. Tale tendenza a sperperare il denaro per acquisti anche irrilevanti è stata vista dalla Suprema Corte come una violazione dei doveri coniugali ai sensi dell'art.
143 c.c.
poichè nel caso di specie si è configurata nel corso degli anni una vera e propria sottrazione del denaro alla famiglia per futili scopi. La Suprema Corte ha difatti rilevato che "è addebitabile alla moglie la separazione in presenza di una nevrosi caratteriale nota come sindrome da shopping compulsivo, caratterizzata da un impulso irrefrenabile all’acquisto.
Il disturbo mentale non aveva escluso la capacità di intendere e di volere e quindi l’imputabilità, pertanto può essere dichiarata la violazione dei doveri matrimoniali ai sensi dell’art.
168 c.c.
con conseguente perdita del diritto al mantenimento".

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