21 September 2017

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Eritemi estivi del bambino: come curarli con l’omeopatia

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L’estate è la stagione senza dubbio più amata dai bambini di ogni fascia d’età, che possono finalmente godere delle lunghe giornate, trascorrendo piacevoli ore all’aperto.
Attenzione, però.
Il caldo rappresenta una condizione che favorisce diverse infezioni della pelle: innanzitutto perché agevola la crescita di numerosi microrganismi; in seconda istanza perché l’aumento della sudorazione concorre a creare un microambiente ideale alla proliferazione dei funghi, in particolare nelle pieghe ascellari e inguinali dei bambini più cicciottelli; in terzo luogo perché è più facile il contatto della superficie corporea con aree “contaminate”.
“Va ricordato che la pelle del bambino è predisposta ad arrossamenti a seguito di alcune sue caratteristiche costitutive” afferma il dottor Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano.
“È infatti più sottile, è virtualmente priva del film idrolipidico (cioè quella pellicola protettiva frutto della secrezione sebacea e della traspirazione), è dotata di sistemi protettivi meno efficienti e perde acqua con maggiore facilità”.
Prima di affrontare nel dettaglio le principali insidie per la pelle è bene però ricordare che non sempre le infezioni sono primarie, cioè si manifestano su una cute in precedenza sana: molte volte esse si impiantano su lesioni già esistenti (sono, cioè, secondarie, come si dice nel gergo medico), a seguito per esempio del prurito, che induce il bambino a grattarsi, o di una semplice auto inoculazione di microrganismi, spesso presenti sotto la lamina ungueale.
Un esempio classico al riguardo è la puntura di insetto, che irrita e rischia di diventare punto di partenza di un’infezione. “Nei bambini più piccoli l’aumento della traspirazione può favorire quella manifestazione nota come sudamina o miliaria cristallina, dovuta alla cristallizzazione del sudore all’interno dei condotti che lo veicolano dalle ghiandole alla superficie cutanea” precisa Salari: “sono maggiormente colpite le pieghe, per esempio alla base del collo e la regione ascellare come pure il tronco.
Nei più grandicelli, invece, vanno messe in conto morsicature di zanzara, eritemi solari e arrossamenti favoriti dalla pratica di attività ludico-sportive e/o dal mancato rispetto di adeguate precauzioni igieniche, come per esempio l’utilizzo di scarpe di gomma può favorire l’insorgenza di abrasioni da sfregamento e perfino di micosi”. Normalmente i farmaci topici più noti sono gli antistaminici e i cortisonici.
I primi, però, possono dare luogo a reazioni da fotosensibilizzazione mentre gli altri, malgrado un’apprezzabile attività antinfiammatoria, comportano possibili e numerosi effetti indesiderati.
Il ricorso a farmaci omeopatici diventa così un’opportunità per coniugare l’efficacia di principi attivi, spesso noti da secoli e di impiego ampiamente consolidato, con la sicurezza, che nella cura del bambino rappresenta sempre una priorità assoluta. La Calendula, per esempio, denominata anche Fiorarancio, è una comune pianta da giardino, appartenente alla famiglia delle Asteraceae impiegata solitamente sotto forma di tisane, tinture, estratti liquidi, creme o unguenti, o come componente in prodotti per la pelle e per i capelli.
Essa contiene flavonoidi, carotenoidi e xantofille e composti triterpenici che svolgono una triplice azione, antinfiammatoria, antisettica (dovuta a effetti antimicrobici e immunomodulanti) e procicatrizzante e giustificano la sua utilità nel trattamento di piaghe, ustioni e ferite. Un’altra pianta importante è Cardiospermum halicacabum, rampicante tropicale appartenente alla famiglia delle Saponifere, molto diffuse in India, Sud America ed Africa.
L’estratto è dotato di proprietà antinfiammatorie, antiallergiche e lenitive, utili a ridurre i mediatori infiammatori cutanei, con un effetto simil-cortisonico molto apprezzato nel trattamento di eczemi da contatto, miliaria ed eritemi solari. Merita infine attenzione anche l’Echinacea, già impiegata dagli indiani per la cura di piaghe e ferite, incluse quelle provocate dal morso di serpenti.
La specie più popolare e apprezzata per le sue proprietà curative è la angustifolia, che deve il nome alle foglie molto piccole: possiede una notevole azione cicatrizzante a livello cutaneo e favorente la rigenerazione dei tessuti, dovuta soprattutto all’inibizione dell’enzima jaluronidasi, che attacca e distrugge gli acidi jaluronici presenti nella cute, alla quale conferiscono elasticità”.
La pianta svolge anche attività antibatterica grazie alle poliine, che presentano una notevole capacità batteriostatica. Imo Complesso D associa queste tre piante sfruttandole sinergicamente per il trattamento di svariate alterazioni cutanee, dalle macerazioni da sudore agli arrossamenti, dal contatto con sostanze irritanti/urticanti agli eritemi solari.
Un vero toccasana per ogni tipo di pelle, in particolare per quella dei bambini, che in estate paga il tributo più alto in termini di eruzioni e sovrainfezioni.

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