26 September 2017

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CARO AVVOCATO: donne sempre più tutelate dalla comunità internazionale

  • CARO AVVOCATO: donne sempre più tutelate dalla comunità internazionale
L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: La comunit? internazionale, dopo anni di intensi lavori e di intenso studio, ha sentito il bisogno di tutelare sempre di pi? le donne che sono vittima di violenza, intesa tanto in senso

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: La comunità internazionale, dopo anni di intensi lavori e di intenso studio, ha sentito il bisogno di tutelare sempre di più le donne che sono vittima di violenza, intesa tanto in senso fisico quanto in senso psichico. La normativa di riferimento sarà individuata nella Convenzione di Instanbul sulla prevenzione e lotta alla violenza contro le donne: approvato definitivamente dal Parlamento il 19 Giugno 2013, ma che diventerà operativa dopo la ratificata da parte di almeno 10 Stati di cui 8 componenti del Consiglio d'Europa. Con l’espressione “violenza nei confronti delle donne” si intende designare una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata; l’espressione “violenza domestica” designa tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima; con il termine “genere” ci si riferisce a ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per donne e uomini. L’Italia sarà la quinta nazione a ratificare la Convenzione dopo Turchia, Montenegro, Albania e Portogallo. Il punto specifico è l’art.
30 (Risarcimenti) che prevede “1 Le Parti adottano le misure legislative o di altro tipo necessarie per garantire che le vittime abbiano il diritto di richiedere un risarcimento agli autori di qualsiasi reato previsto dalla presente Convenzione. 2 Un adeguato risarcimento da parte dello Stato è accordato a coloro che abbiano subito gravi pregiudizi all'integrità fisica o alla salute, se la riparazione del danno non è garantita da altre fonti, in particolare dall'autore del reato, da un’assicurazione o dai servizi medici e sociali finanziati dallo Stato.
Ciò non preclude alle Parti la possibilità di richiedere all'autoredel reato il rimborso del risarcimento concesso, a condizione che la sicurezza della vittima sia pienamente presa in considerazione. Tale norma, una volta operativa, consentirà alle vittime di “gravi pregiudizi al’incolumità fisica o alla salute”, ricomprendendo anche in tale nozione anche le vittime di violenza psichica o agli eredi la possibilità di richiedere un “adeguato risarcimento” allo Stato nel caso di incapienza del responsabile.  

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