14 October 2017

Chedonna.it Copyright © 2011 - WEB365SRL | Tutti i diritti riservati

CARO AVVOCATO: Sì al mantenimento per il figlio trentenne

  • CARO AVVOCATO: Sì al mantenimento per il figlio trentenne
L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Con la recente sentenza? nza 9 maggio 2013, n. 1102 la Suprema Corte di Cassazione torna ad occuparsi del mantenimento spettante al figlio maggiornne ormai trentenne. Nel caso

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Con la recente sentenza nza 9 maggio 2013, n.
1102 la Suprema Corte di Cassazione torna ad occuparsi del mantenimento spettante al figlio maggiornne ormai trentenne. Nel caso affrontato, un padre separato si rivolgeva al Tribunale di Roma, chiedendo una modifica delle condizioni di divorzio stabilite dal Tribunale medesimo ed in particolare, per quel che interessa ai nostri fini, una riduzione dell’assegno di mantenimento mensile nei confronti del figlio maggiorenne il quale aveva terminato gli studi (si era laureato in medicina) ed aveva rotto i rapporti con la clinica ove prestata la propria attività professionale. Il giudice di I grado rigettava il ricorso del genitore il quale si rivolgeva alla Corte d’Appello, chiedendo la revoca del contributo per il mantenimento del figlio. I giudici di secondo grado confermavano la decisione del Tribunale, deducendo, dalle dichiarazioni rese dal figlio, che il medesimo, pur avendo trent’anni, non aveva ancora raggiunto una situazione di indipendenza economica per motivi a lui non imputabili. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza dei giudici d'appello stabilendo che “ (…) l’obbligo dei genitori di concorrere tra loro al mantenimento dei figli secondo le regole dell'art, 148 cod.
civ.
non cessa, "ipso facto", con il raggiungimento della maggiore età da parte di questi ultimi, ma perdura, immutato, finché il genitore interessato alla declaratoria della cessazione dell’obbligo stesso non dia la prova che il figlio ha raggiunto l’indipendenza economica, ovvero che il mancato svolgimento di un’attività economica dipende da un atteggiamento di inerzia ovvero di rifiuto ingiustificato dello stesso, il cui accertamento non può che ispirarsi a criteri di relatività, in quanto necessariamente ancorato alle aspirazioni, al percorso scolastico, universitario e post-universitario del soggetto ed alla situazione attuale del mercato del lavoro, con specifico riguardo al settore nel quale il soggetto abbia indirizzato la propria formazione e la propria specializzazione (…)” .

Articoli Correlati