17 October 2017

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CARO AVVOCATO: la disciplina giuridica dell'aborto

  • CARO AVVOCATO: la disciplina giuridica dell'aborto
L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Con l?introduzione della legge 194 del 1978 nel nostro ordinamento ? stata legalizzata la pratica dell'aborto anche se a determinate condizioni. L?art. 5 della legge sull'aborto

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Con l’introduzione della legge 194 del 1978 nel nostro ordinamento è stata legalizzata la pratica dell'aborto anche se a determinate condizioni. L’art.
5 della legge sull'aborto individua nella donna l’unica titolare del diritto di interrompere la gravidanza per permettere a quest'ultima di essere cosciente nelle sue scelte e di mettere al mondo un figlio che sia realmente voluto e non "capitato". La donna, nei casi in essa espressamente stabiliti, potrà ricorrere alla interruzione volontaria di gravidanza in una struttura pubblica.
In particolare, secondo l’art.
4, entro i primi 90 giorni la decisione può essere motivata: da un serio pericolo per la salute fisica o psichica della donna; dalle disagiate condizioni economico-sociali; dalle circostanze del concepimento, o da previsioni di anomalie o malformazioni del concepito. Mentre, dopo i 90 giorni dal concepimento, gli articoli 6 e 7 subordinano la possibilità di ricorrere all’aborto a precise condizioni, e cioè: sussistenza di un pericolo di vita per la donna; insussistenza della possibilità di vita autonoma del feto e, allo stesso tempo, di un processo patologico (fisico o psichico) in atto per la madre che possa degenerare recando un danno grave alla sua salute;infine, in caso di possibilità di vita autonoma del feto, l’aborto è consentito solo nell’ipotesi di pericolo per la vita della donna. La legge prevede inoltre che “il medico che esegue l'interruzione della gravidanza è tenuto a fornire alla donna le informazioni e le indicazioni sulla regolazione delle nascite, a renderla partecipe dei procedimenti abortivi, che devono comunque essere attuati in modo da rispettare la dignità personale della donna” (art.
14).  

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