21 September 2017

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La paura dell'abbandono

The power of goodbye di Katia D. De Sessa Lo cantava anche Madonna in una celebre canzone. Lo hanno scritto poeti e cantanti, piangendone le sofferenze o esaltandone le virt?. Ma insomma, questo 'addio' ? una problematica

The power of goodbye di Katia D.
De Sessa Lo cantava anche Madonna in una celebre canzone.
Lo hanno scritto poeti e cantanti, piangendone le sofferenze o esaltandone le virtù.
Ma insomma, questo 'addio' è una problematica da affrontare o un reperto di storia da conservare e studiare? Psicologi e non solo sono convinti che la seconda opzione sia quella più valida.
Che si tratti di un addio ad una vecchia fiamma o a un lavoro troppo stretto, abbandonare ciò che non va più bene nella nostra vita è un miracolo di autostima e convinzione personale. Esistono addirittura studi che dimostrano che alcune persone possono soffrire di una sorta di 'sindrome da abbandono': non stiamo parlando di quella di cui soffrono i bambini che non vengono coccolati abbastanza.
Ne soffrono persone che non possiedono la capacità e la tenacia di abbandonare qualcuno o qualcosa.
Parliamo di relazioni che si trascinano negli anni senza alcun sintomo di affetto, ma anche di vecchi abiti o addirittura scatole vuote.
La causa va ricercata nella psiche di ogni soggetto, ma sembra comune a tutti un elemento: la paura di lasciarsi il passato alle spalle, nel timore che il domani non possa riservare le stesse emozioni, che quelle scatole vuote nascondano quel pizzico di serenità che nel momento dell'addio andrebbe inevitabilmente perso. Il consiglio è quello di affrontare 'l'addio attivo' con serenità e senso del dovere.
In fondo, tutti abbiamo rinunciato a qualcosa nella vita: anche a quel paio di splendide Manolo che volevamo tanto, e che non ci avrebbero cambiato l'esistenza.

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