Perché i bambini non ascoltano i genitori? Le 5 regole da seguire

Maternità | Perché i bambini non ascoltano i genitori? Ecco le 5 regole che ogni genitore deve seguire con il proprio figlio per ritrovare la serenità in famiglia

Bambini
perché i bambini non ascoltano i genitori (Istock)

Quante volte è capitato ai genitori di bambini piccoli che quest’ultimi non ascoltavano ciò che i genitori dicevano loro? Quasi sempre accade ed è frustrante ogni volta e per ogni genitore. La domanda che spesso si pongono mamma e papà è: Perché mio figlio/a non mi ascolta mai? Sicuramente, aldilà del “caratterino” del bimbo, la ragione risiede nel come ci poniamo nei confronti del bambino. Ma non è solo questo il motivo. I bambini, specie nella fase d’età che va dai 3 ai 6 anni (la fase del No), sono molto più portati a “rifiutare” qualsiasi proposta che venga data loro dai genitori. Ma perché questo accade? Cerchiamo di scoprirlo e come intervenire prontamente mettendo in pratica le 5 regole per farsi ascoltare dai propri figli sin da subito. Non ci credete perché le avete già provate tutte? Beh, provare un’altra volta, magari correggendo alcuni comportamenti (vostri),  magari risulterà l’arma vincente per vivere, finalmente, serenamente in famiglia!

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Perché i bambini non ascoltano mai i genitori?

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perché i bambini non ascoltano i genitori?(Istokc)

Nell’età in cui vostro figlio iniziava a muovere i suoi primi passetti in autonomia vi sorrideva facilmente e bastava una vostra parola a renderlo felice e contento, ubbidendovi all’istante. Ma adesso che è in età prescolare, si comporta in maniera così sfacciata e distruttiva che lo caccereste di casa in un secondo. Non vi capacitate come sia possibile un cambiamento così drastico in così poco tempo? Nulla di preoccupante, per la maggior parte dei genitori è normale! Succede perché in questa fase (3-6 anni) il bimbo\a rientra a pieno titolo in quella che gli psicologi infantile definiscono “la fase dei NO”. Tutto quello che dite a vostro figlio o che volete lui faccia è sempre un no affermativo e non c’è verso di fargli cambiare idea! Ma perché si comporta così a casa e magari, quando è all’asilo o con i nonni è ubbidiente? No, non siete voi che sbagliate, ma come vostro figlio vi vede. Cioè, con voi (mamma e papà) il bimbo si sente più libero di fare “come vuole” e questo lo porta a comportarsi in modo naturalmente oppositivo a qualunque regola voi cercate di imporgli. Ma facciamo un bel respiro e calmiamoci:la soluzione esiste, bisogna solo metterla in pratica. Come? Seguendo delle semplici regole, come una sorta di “guida per i genitori” da adottare con il proprio bambino sin da subito. Le 5 regole da seguire sono semplici e, magari, alcuni di voi hanno già “provato” a metterle in pratica senza però trovare un riscontro positivo. Dove si è sbagliato? In questo caso nella perseveranza, l’unico punto focale per “indirizzare” un bambino a fare ciò che vogliamo noi (adulti) è la pazienza e la perseveranza. Ovviamente, non dimenticando le restanti regole. Scopriamo come fare

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Vostro figlio non ascolta? Ecco le 5 regole da seguire

bimbo e mamma
perché i bambini non ascoltano i genitori? (Istock)

Spesso i genitori vogliono parlare con i propri bambini, spiegare loro qualcosa o dare loro semplici  e  basici consigli, così come anche condividere emozioni, ma non riescono a farsi ascoltare. I piccoli si distraggono facilmente, fanno finta di nulla, pensano ad altro e magari all’inizio guardano anche il genitore negli occhi per un attimo, per poi rispondere ad esso, con tutt’altra cosa. Allora il genitore perde la pazienza e sbotta: “Ascoltami quando ti parlo!”. Quante volte lo hai detto o l’hai sentito dire, da amici o parenti. Una frase che sfugge, ma che non aiuta e che andrebbe sostituita con un’alternativa più efficace.

Tutti i bambini passano attraverso questa specie di mini ribellione. Le 2 ragioni principali per le quali vostro figlio sembra non ascoltare sono:

  1. È troppo concentrato su ciò che sta facendo mentre voi parlate.
  2. Sta sperimentando fin dove si può spingere.

Per quest’ultimo punto, bisogna specificare che il bimbo non lo fa appositamente, ma è il suo modo per imparare le sfumature nelle relazioni interpersonali. Impara facendo, quindi ha bisogno di comprendere quanto di ciò che voi e gli altri dicono è veramente importante.

Per rimediare, chiedetegli di ripetere quello che avete appena detto e traetene le debite conseguenze o semplicemente scegliete le vostre battaglie. E ricordate, non siete in uno Stato straniero. Parlare più forte non servirà a farvi ascoltare!

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1. Giocate sull’empatia per farvi ascoltare

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perché i bambini non ascoltano i genitori (Istock Photos)

Il fatto che i bambini non ci ascoltino non significa che siano arrabbiati con noi o ci stiano sfidando, ma deriva dalla loro tendenza a rimanere immersi nel loro mondo. Un genitore che alza la voce, li apostrofa in malo modo, magari agitandogli davanti una mano o un dito alzato, non ottiene l’effetto desiderato. Per farsi ascoltare mamme e papà devono riuscire a spostare l’attenzione del bambino dal mondo che sta esplorando attraverso il gioco a risvegliare il suo interesse sia emotivo sia cognitivo. Come riuscirci, semplicemente giocando sull’empatia, quindi mettiamoci nei panni del bambino, cercando di chiederci cosa davvero potrebbe aiutare il bambino a sviluppare un’empatia con noi e viceversa. Usiamo la regola del “2 volte al giorno”. Ecco come: nell’arco della giornata bisogna dire o fare almeno due cose gentili per qualcuno, in questo caso per il bambino e il bambino per noi. Così riusciremo a sviluppare l’empatia nel bambino e troveremo un aggancio per farci ascoltare.

2. No ai giri di parole | Usate frasi brevi e concise

bambina e mamma
perché i bambini non ascoltano i genitori?(Istock)

Pensateci un attimo: a chi di voi non è mai capitato di trovarsi difronte una persona che chiacchiera chiacchiera e non la smette più solo per spiegarvi un fatto semplice? Ecco, la vostra attenzione, anche se voi siete degli adulti, sarà stata più o meno di 10 minuti, poi, tutto il resto è sfumato tra i vostri pensieri. Morale della favola? I bambini non hanno bisogno di tante parole per capire un concetto o spiegargli un fatto. Bandite dunque quei giri di parole infiniti, perché come prima cosa non capirà e come seconda cosa girerà la sua attenzione verso altro (e ve lo farà vedere bene!), la conseguenza? Voi sarete maggiormente frustrati e arrabbiati con lui/lei perché non vi ha ascoltato.

Quindi, poche parole, frasi concise e brevi. Il messaggio deve essere semplificato al massimo, usando parole adatte all’età del figlio, senza perdersi in meandri e complicazioni. In questo senso il suggerimento è quello di spiegare esattamente di cosa si ha bisogno senza stare a dilungarsi in racconti troppo complicati, che fanno perdere di vista l’obiettivo della comunicazione. Quando si ha a che fare con i piccoli, che ragionano in modo lineare, conviene anche specificare bene cosa si desidera che il bambino faccia e non ad esempio dire il contrario. Invece di dire “Non andare in mezzo alla strada”, sarà più efficace dire: “Stai in mezzo al marciapiede”.

3. Il tono di voce basso e fermo

madre figlia
perché i bambini non ascoltano mai i genitori? (Istock)

Quando cercherete di farvi ascoltare da vostro figlio, aldilà del messaggio semplificato delle parole che userete, una cosa che dovete assolutamente adottare affinché il bimbo recepisca il messaggio in toto è usare un tono di voce il più possibile fermo e basso. E sì, urlare non porterà a grandi risultati, anzi procurerà proprio l’effetto opposto.

Usate, invece, un tono di voce basso, quasi un sussurro ma che sia al contempo chiaro e fermo. Anche in questo caso vi suggerisco un pensiero: vi è mai capitato di parlare con qualcuno con un tono di voce basso? La vostra attenzione, in quel caso, sarà duplicata notevolmente, perché per capire dovevate concentrarvi bene nell’ascolto. Ecco, la stessa cosa accadrà a vostro figlio se userete quello stesso tono di voce.

Quindi, quando vostro figlio, per esempio, inizia a fare una scenata, parlategli con calma. Dovete spiegargli che non può avere tutto ciò che vuole subito, quindi proponete al vostro piccolo un compromesso. Se continua imperterrito nella sua “scenata”, prendete a questo punto, le dovute misure, come lasciare la stanza per un momento. Questo vi permetterà di non mettervi al suo livello e vi darà un po’ di tempo per sbollire la rabbia.

4. Lo sguardo | Occhi negli occhi

perché i bambini non ascoltano i genitori? (Istock)

Quando parlate con vostro figlio abbassatevi al suo stesso livello di altezza. Quindi, inginocchiatevi o sedetevi, l’importante è che i vostri occhi siano alla stessa altezza di quelli di vostro figlio. Usando un tono di voce calmo e fermo aggiungete, come per una ricetta deliziosa, anche lo sguardo. Dovete “catturare” il suo sguardo nel vostro, solo così avrete il pieno ascolto. No a urla e strilli da una stanza all’altra, vostro figlio non ascolterà mai!

Nel caso di ragazzini più grandi, invece, per coinvolgerli nel dialogo occorre appoggiare una mano sulla spalla o sul braccio, in modo da attivare un contatto corporeo e un contatto visivo usando lo sguardo.

5. L’alleanza con il bambino

padre e figlio giocano
perché i bambini non ascoltano i genitori? (Istock)

Quando volete che vostro figlio vi ascolti provate a creare un gioco di alleanze con lui/e. Prendete vostro figlio e, con calma, fatelo accomodare sul divano o anche sulle vostre gambe, dopodiché proponetegli di fare un gioco: creare un alleanza con lui, come una coppia di super eroi che si aiutano a vicenda. Se ponete le regole sotto il profilo del gioco, il bambino sicuramente sarà più incentivato a seguirle, perché per lui/e è un gioco e non una regola da seguire. Per voi, invece, sarà la vittoria!

Certo per essere chiari con i bambini e farsi ascoltare, risulta fondamentale anche avere bene in mente cosa si vuole comunicare.

Il bambino disobbedisce alle regole imposte, come fare?

bambino arrabbiato
perché i bambini non ascoltano i genitori (Istock)

Si sa, le regole non sarebbero fatte per essere infrante ma, le abbiamo infrante tutti (chi più, chi meno). Avete sicuramente spiegato a vostro figlio perché avete queste regole, ma se lo fate mentre lo punite per averle infrante, il concetto può non venire ben recepito. Lui lo vede come un rimprovero, non come una spiegazione.

Scegliete un momento in cui non avete perso la testa per ribadire le regole di casa e spiegare perché ci sono. Replicate prevedendo una conseguenza alla prima occasione in cui infrange tali regole, non dopo un avvertimento.

Inoltre, tutti noi abbiamo bisogno di sentire che ogni tanto prevaliamo in una discussione. Cercate l’occasione per permetterglielo, come per esempio lasciando che faccia uno spuntino prima di cena ogni tanto. Fintanto che voi ribadirete che quella non è la norma, il bimbo sentirà un pizzico di libertà e di potere che potrebbe calmarlo e trattenerlo dal rubare qualsiasi stuzzichino ci sia in frigo.

mamma e figlio
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