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Le regole per tenere sempre vivo l’eros: consigli di coppia

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Le regole per tenere sempre vivo l’eros (Istock Photos)

Le regole per tenere sempre vivo l’eros: i consigli di coppia per ritrovare la passionalità e la voglia di stare insieme al nostro partner

La vita di coppia non è sempre facile da affrontare e tenere vivo l’eros, il più delle volte diventa difficile. Questo lo sanno bene quelle persone che sono in coppia da molto tempo. Non sempre è facile trovarsi e ancora più difficile ritrovarsi, specie sotto le lenzuola. La passionalità che si aveva all’inizio del rapporto, dopo un po’ di tempo, va a scemare, sovrastata dall’abitudine, dalla routine quotidiana, dalla vita insomma. I troppi impegni ci fanno allontanare da ciò che un tempo, non vedevamo l’ora di vedere: la nostra o il nostro partner.

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E così, ci sentiamo sempre più nervosi, stanchi e diamo la colpa, se la nostra relazione amorosa proprio non va, all’altro, alla mancanza di eros, agli stimoli che non ci sono più. Ma non tutti sanno che invece, l’eros è sempre presente in una coppia, basta solo fermarsi un attimo e osservare, cercare di capire dove stiamo sbagliando, perché in tali casi, la colpa non è mai di uno solo. In coppia si è in due e le “colpe” si dividono equamente in questo caso specifico. Esistono alcune regole per tenere sempre vivo l’eros in una coppia, l’importante è affrontare questa monotonia che vi pervade e ritrovare, finalmente, quel guizzo erotico che caratterizzava la vostra relazione agli arbori. Quindi, rispolveriamo insieme le regole per risvegliare l’eros e mettiamole in pratica seriamente se vogliamo che le cose cambino per davvero. D’altronde amarsi è vivere felici.

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Le regole per tenere sempre vivo l’eros: piccoli trucchi per una coppia felice

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Le regole per tenere sempre vivo l’eros di coppia (Istock Photos)

Non si tratta solo di artifici per vincere la monotonia. Neanche di metodi originali per superare inibizioni o tabù. In realtà queste regole che seguono, mirano a uno scopo ben più preciso, dettato da un’urgenza che negli anni, e specialmente, negli ultimi anni, si sta facendo sempre più pressante: cioè, quella di tenere accesa la propria vitalità erotica. Da un lato viene fuori un mondo insoddisfatto da rapporti scontati e piuttosto logori che, dopo i fuochi artificiali dell’inizio,  si adagia sulle sponde di una tenerezza un po’ melensa e un po’ distratta; dall’altro lato si fa strada un immaginario erotico molto fantasioso, spesso affidato a destinatari virtuali, persone conosciute su Internet, ma anche hot-line, siti d’incontri occasionali e via discorrendo, che allude alla sfera sessuale come a un territorio plastico, desideroso di mutare, in cui tornano in campo gli istinti più intensi. Segno, questo, che la voglia c’è, o meglio ci sarebbe, ma spesso non sappiamo difenderla dalle aggressioni quotidiane del buon senso, della misura, dei principi da salvare, della correttezza, veri e propri veleni per l’eros, che inquinano nel profondo.

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Ecco allora come fare, in concreto, per imparare a intervenire il meno possibile su quello stato di eccitazione permanente, l’eros appunto, che, per fluire liberamente, ha solo bisogno di essere assecondato e di non essere disturbato. Le regole da seguire sono 7 e seguite nel giusto modo, possono ridare quel tocco erotico che cercate da tempo. Scopriamole insieme:

  • La giocosità nella coppia: questa prima regola è fondamentale in una coppia e, nel ritrovare quell’eros assopito. Ridiventare bambini in coppia è il modo migliore per eliminare tutti gli schemi di comportamento e le aspettative che ci hanno condizionato durante altre nostre relazioni e di inoltrarci lungo la strada dell’eros in maniera spontanea e infantile. Il ritorno alla giocosità così come accadeva nell’infanzia, è uno degli accorgimenti che possono trasformare l’amore in un elisir magico per corpo e mente.
  • Erotismo senza obiettivi, solo azione: uno degli atteggiamenti maggiormente responsabili dell’infelicità di oggi è il vivere di obiettivi. Senza rendercene conto abbiamo sostituito l’azione con l’obiettivo, cadendo così fuori tempo massimo, in una sequenza ininterrotta di programmi, pianificazioni, progetti futuri, che ci impediscono di calarci nell’istante e vivere, così, l’eros nella sua pienezza. A differenza dell’obiettivo, che è figlio della mente e come tale ci stoppa su mezze voglie e frasi lasciate a metà “vorrei, ma non posso”, oppure “se potessi” eccetera, l’azione, invece, ci cala nel corpo, non nella mente, e ha sul corpo, un potere immenso. Per questo motivo, anche gli antichi, per esempio, facevano lunghi pellegrinaggi o riti, poiché l’atto stesso di camminare verso un luogo, qui e ora, sono terapeutici mentre si svolgono: non prima, non dopo, ora. Così vale per l’eros. Nella relazione amorosa, non consumiamo energie pianificando dettagliatamente come dovrà essere o proiettandoci costantemente su ciò che avverrà: facendo in tal modo, senza rendercene conto, ci assentiamo dal rapporto che accade qui e ora, impedendo a noi e al partner di godere della vitalità del desiderio. Ce affiora sempre e solo nel presente, come una sorgente che sgorga ininterrottamente.

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  • Spazio alle novità: un’altra regola molto importante è dare spazio alle novità. Come fare? Partendo dal cervello. In sostanza, esiste una parte del nostro cervello in cui si raccolgono gli stimoli della fase appetitiva del piacere: quando questa zona viene soddisfatta dall’eros, non siamo spinti a ricercare piaceri alternativi. Vero è che questa area del cervello, questa zona, detta “nucleo accumbens”, è tanto più soddisfatta quanto più nuovi e variati sono gli stimoli che riceve. Questo non vuol dire che dobbiamo cambiare partner in continuazione; vuol dire, invece, che la coppia deve rinnovarsi e non deve trasformare il legame in abitudine o attaccamento. Per esempio: una coppia in cui lui e lei si sentono tutte le mattine in ufficio a una certa ora e che si mandano quel certo messaggio sul cellulare prima di andare a letto alla sera, che fanno tutto insieme, frequentano gli stessi amici, la stessa palestra, hanno stessi hobby e non hanno nessun segreto tra loro, ebbene, questa non è una coppia unita, è una coppia dipendente. E questa forma di attaccamento chiuso è estremamente pericolosa, perché lascia quella zona del cervello descritta prima, insoddisfatta e che quindi lo porta a cercare piaceri diversi. Primo fra tutti il cibo, cui ricorriamo quando come coppia, ci troviamo ad un binario morto.
  • Imparare a stare da soli anche in coppia: anche in una relazione erotica ad alto tasso di coinvolgimento, dobbiamo trovare uno spazio per la solitudine, per rimanere da soli con noi stessi. Stare da soli e trovare un proprio spazio personale è necessario per non riversare sul proprio partner gli eventuali momenti di tristezza e di dolore che proviamo e, soprattutto, per intrattenere un filo diretto con la nostra interiorità, che possiamo avere solo nel silenzio. Quindi, mantenere uno spazio di solitudine ci aiuta poi a non perdere di vista il confine tra la nostra identità e quella del partner, cos’ da preservare quell’autonomia necessaria a farci restare comunque “altro” da lui o lei e a non cadere nella pericolosità della simbiosi, che altro non fa che aprire le porte alla dipendenza affettiva.
  • Sperimentare nuove posizioni: quando si fa all’amore con il nostro partner, solitamente, dopo un po’ di tempo, si tende ad assumere sempre la stessa posizione, che nella media italiana è quella del “missionario” ma, questo essere convenzionali e seguire le “norme culturali” imposte, anche se inconsciamente, non aiuta affatto l’eros e anzi va a spegnerlo gradualmente. Se è vero che più dell’80 per cento degli italiani ricorre sempre alla stessa posizione quando fa all’amore, vuol dire, che siamo una popolazione tristemente standardizzata e significa anche che la sessualità è priva di partecipazione affettiva, emotiva o istintiva. Per ovviare a questo rischio, cambiamo dunque, posizioni quando facciamo sesso. Ogni posizione sessuale nuova e diversa dalla solita, ci apparirà come un rito nuovo, ci aprirà un mondo nuovo con noi stessi. Le molteplici posizioni del kamasutra avevano proprio questo significato implicito: accendere un interruttore nell’anima, portare quindi, l’individuo nel centro di se stesso.

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  • Annusiamo l’altro: facciamo come gli animali che quando sono eccitati o affettuosi si avvicinano e si annusano dappertutto. Proviamo allora a immedesimarci nel “nostro animale” e annusiamo il partner nelle parti più inconsuete, per esempio, gli occhi, le orecchie, le mani, i capelli. Se ci si concentra sull’odore, si scoprono stimoli nuovi per l’eros. L’olfatto è in effetti, il più antico tra i sensi che ci fa accedere direttamente alla parte del cervello legata agli istinti. Grazie all’olfatto siamo in grado di suscitare in noi emozioni distinte, inedite e profonde. Ogni incontro fisico diventa quindi un incontro di odori
  • Prendersi una “pausa” dal partner: una buona regola per preservare la carica erotica è quella di separarsi ciclicamente dal proprio partner. Per esempio, seconda la religione ebraica, i giorni non ammessi per compiere l’atto sessuale sono quelli del ciclo mestruale, più i sette giorni seguenti. Uno dei significati di questa legge è il rinnovamento del desiderio. Chi osserva tale regola, quando si ricongiungerà al partner carnalmente, è come se lo ritrovasse per la prima volta. possiamo far nostro questo insegnamento, traducendolo nella nostra esperienza con piccole pause prese di comune accordo, che interrompano la continuità di contatto col partner, anche stando sempre vicini e abitando insieme. In tal modo consentiremo al desiderio di non arenarsi nel pantano dell’abitudine o dello scontato.

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