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Prendersi cura del bimbo: il sonno e il rituale della buonanotte

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cura del bambino
Cura del bambino, il sonno e il rituale della buonanotte (Istock Photos)

Prendersi cura del bimbo: il sonno dei neonati e il rituale della buonanotte, come affrontare al meglio i primi mesi di vita

Prendersi cura del proprio bimbo, specie quando ancora è in fasce, non è per nulla semplice. Certo l’istinto da mamma di indirizza al meglio ma, a volte, non è abbastanza. Prendersi cura del proprio neonato è capirei i suoi bisogni può essere difficoltoso, specie se si parla del sonno. Pochi problemi tormentano i neo genitori come il sonno e, la sua mancanza! I bimbi piccoli di notte si svegliano in continuazione per mangiare e magari, poi, faticano a prendere sonno. C’è però una lieta notizia, tutto ciò, con il tempo migliora e i bambini finalmente dormiranno per l’intera notte.

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Fare il genitore di un bambino appena nato può essere estenuante. Trovarsi alle prese con i suoi bisogni primari, nutrirlo, cambiarlo e metterlo a letto sono tutte preoccupazioni impegnative in sé e, svegliarsi spesso di notte rende tutto più snervante e logorante. La buona notizia è che esistono numerosi modi per stabilire presto schemi di sonno sani e aiutare, così, vostro figlio – e anche voi – a dormire profondamente e in modo regolare. Il sonno è importante per tutti e, se riposerete a sufficienza, indubbiamente vi sentirete più ricchi di energia, più ottimisti e, soprattutto, più calmi e distesi.

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Il segreto perché voi riusciate a dormire a sufficienza è fare in modo che anche vostro figlio dorma bene, naturalmente! Se per le prime settimane dovrete rassegnarvi a vedere interrotto il vostro riposo notturno, con il tempo potrete stabilire un rituale fisso per andare a letto e coltivare, così, le buone abitudini che aiuteranno il bambino a dormire la notte intera. Ma quali sono le esigenze legate ad un bambino piccolo? Scopriamolo insieme

Le esigenze primarie del neonato

cura del bimbo
cura del bimbo, il sonno (Istock Photos)

I neonati, come ben sapete, hanno uno stomaco minuscolo e, perciò, devono essere nutriti regolarmente di giorno e di notte, soprattutto nelle prime settimane di vita. Alcuni, fortunati, genitori sostengono che i loro figli dormivano tutta la notte, fin da piccolissimi, ma si stratta di un fatto eccezionale e anche poco salutare:  fino a sei mesi tutti i bambini hanno bisogno delle poppate notturne proprio per le loro dimensioni piccole. Dopo qualche settimana potete iniziare ad aiutare vostro figlio a distinguere la notte dal giorno e, se cresce normalmente avrà periodi di sonno un poco più lunghi.

Come regola generale, lo stomaco di un bambino di un mese può contenere latte a sufficienza (massimo 120 ml) per un sonno di tre o quattro ore. A tre mesi può arrivare a dormire sino a cinque ore tra un pasto e l’altro, a 5 mesi arriva sino a circa sette ore e a sei mesi, con 230 ml di latte, è in grado di dormire anche fino ad otto ore consecutive, ovviamente sempre che ne abbia voglia. Se lo allattate al seno, sarà il vostro organismo a produrne quanto basta per soddisfarlo.

Il benessere del bambino: aiutarlo a dormire

Controllare che vostro figlio sia pronto per essere messo a letto è importante. Domandarsi se ha fatto il ruttino prima di fare ninna è fondamentale per un sonno sereno, così come controllare se il pannolino è pulito e asciutto e, non troppo stretto. Chiedersi se è coperto abbastanza senza però farlo sudare. Tutti questi interrogativi sono utili ai neo genitori per capire lo stato del benessere del bambino nel momento del sonno. Anche  eventuali difficoltà di alimentazione possono pregiudicare le sue possibilità di prender sonno, come il reflusso o l’incapacità di attaccarsi bene e quindi di assumere latte a sufficienza.

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Per i genitori, far addormentare il proprio pargoletto è fonte di ansia durante le prime settimane o i primi mesi. Tuttavia, è utile sapere che buona parte dei problemi del sonno sono causati da associazioni sbagliate. Per esempio, se dopo la sesta settimana (il primo mese e mezzo), continuate ad attaccare il bambino appena sveglio senza controllare se non si sia svegliato per qualche altro motivo, vostro figlio continuerà ad aspettarsi la poppata ogni volta, anche se non né ha bisogno. Quando lo fate addormentare, tenete a mente i principi di un sonno sano.

  • Uno è la stabilizzazione del suo orologio biologico. Intorno al primo mese e mezzo, se il bambino cresce al ritmo previsto, provate a creare uno schema più regolare di alternanza fra pasti e riposo ( basandovi sulla quantità di latte che ingerisce in un pasto) e spingerlo a dormire più a lungo di notte prolungando i periodi di veglia del giorno.
  • Un altro principio è associare al sonno i segnali giusti sin da subito. Se per esempio, cullate, ninnate o accarezzate vostro figlio regolarmente finché non si addormenta e poi lo mettete nel lettino o culletta, gli togliete l’opportunità per imparare ad addormentarsi senza di voi.

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Esiste un grande dibattito sul modo giusto di far addormentare i propri bambini. Alcuni sostengono la causa del “pianto controllato” e dei vari metodi di educazione al sonno. Altri preferiscono, invece, un approccio più dolce e non lasciano mai piangere il bambino. Ma, indipendentemente dal vostro stile genitoriale, è voce unanime che i bimbi debbono essere messi a dormire quando sono ancora abbastanza svegli per rendersi conto di essere nel proprio lettino, da soli, anche se voi siete lì con loro. Così facendo, possono imparare ad abbandonarsi al sonno senza essere cullati da qualcuno.

I problemi da affrontare nei primi periodi del sonno del bambino

A volte, dopo aver superato le difficoltà legate alla prima fase ed aver, così, raggiunto un certo equilibrio tra sonno e sveglia, il bambino ricomincia a svegliarsi nonostante avesse già dormito notti intere, oppure si sveglia come il miglior orologio svizzero, allo spuntare dell’alba. Nelle fasi cruciali del suo sviluppo, quando per esempio, impara a rotolarsi da solo su se stesso, oppure a sedersi o gattonare, può essere che si svegli più spesso per sperimentare ed affinare questa sua “scoperta” di gioco nuova. Se sta mettendo i denti o soffre di colichette (tipiche nei primi mesi), potrebbe aver bisogno di essere maggiormente consolato dalla mamma durante la notte e non riuscire ad appisolarsi se non nelle vostre braccia. Cercate in tal modo di avere molta pazienza e mantenere la calma, perché comunicare ansia al bimbo peggiora la situazione e lo induce a sviluppare associazioni negative con il sonno.

Fortunatamente, i problemi legati al sonno, sono passeggeri e durano poco. Di solito esistono mezzi collaudati per affrontarli nel miglior modo possibile e, cosa importante, farlo serenamente.

I riti della buonanotte: una routine che fa bene al bambino

Una volta che vostro figlio avrà un sonno, più o meno, regolare e dorme bene, è il momento ideale per instaurare un rituale prima di andare a letto. Il bambino assocerà sensazioni positive al momento del sonno e andrà, così, a letto più volentieri sapendo che cosa lo attende. I bimbi sono molto abitudinari e amano la routine quotidiana. Questo è il modo migliore per iniziare bene la giornata, partendo dal rituale della buonanotte.

Quali sono i vantaggi del rituale?

Stabilire una sequenza regolare di attività piacevoli come il bagno, il massaggio, la storia (quando è più grandicello) o una canzoncina o filastrocca, prima di andare a letto, contribuirà a rilassare il bambino, che assocerà questi riti della sera al sonno ristoratore che ne seguirà. Un rituale ben stabilito sin dai primi mesi di vita del neonato che segue i ritmi naturali del bimbo e i suoi bisogni specifici, istituirà sin da subito le sane abitudini del sonno, favorendo così gli schemi positivi anche durante la crescita e il suo sviluppo. I bambini rispondono bene al rituale e crescono imparando esattamente che cosa aspettarsi dopo. Si sentono molto più sicuri e protetti quando sanno quali sono i limiti. Infatti, se il vostro bambino vedrà modificate le abitudini correlate al rituale più volte, ne sarà disturbato e più facilmente creerà difficoltà al momento del sonno o, probabilmente si sveglierà ripetutamente durante la notte. Una routine specifica è indispensabile non solo al bimbo ma anche a voi. Per esempio stabilire un orario fisso per il sonno significa che potete sapere quando avrete tempo di occuparvi d’altro. Ma nello specifico come si svolge il rituale della buonanotte? Post partum: le poppate del neonato, consigli utili e vantaggi

  • La poppata serale: un buon rituale prima di andare a letto è la poppata serale. Dargli il pasto in soggiorno evita che la poppata sia direttamente associata al sonno. Dopo mangiato, potete continuare il rituale del sonno in cameretta sua.
  • Il bagnetto della buonanotte: benché vostro figlio non abbia bisogno del bagnetto tutti i giorni, fare un bel bagno caldo e una delicata pulizia, lo aiuterà a rilassarsi e a dormire meglio la notte. Per di più, giocare nella vaschetta con l’acqua, lo stancherà più facilmente.

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  • Il massaggio della sera: molti genitori consigliano un massaggio serale rilassante, spesso subito dopo il bagnetto caldo. Dopo averlo asciugato per bene, quindi, massaggiatelo delicatamente con un olio nutriente appositamente comprato per lui.
  • L’ora del pigiamino: quando il bebè sarà pulito e asciutto, vestitelo per la nanna. Canticchiategli una canzoncina dolcemente, l’aiuterà maggiormente a rilassarsi.
  • L’ora della storia: per i bambini più grandicelli, l’abitudine di guardare insieme un libro della buonanotte, o raccontargli una storiella, può essere presa molto presto. Anche se il bambino non capisce per intero, è comunque coinvolto dalle immagini o dalla voce che usate per raccontargli la favola che, a lui, risulterà come essere dolcemente cullato. Augurategli sempre la buonanotte.

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