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Addio agli occhiali: in arrivo le nano gocce che restituiscono la vista

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Università di Bar-Ilan (BINA. Un gruppo di ricercatori esperti,  ha messo a punto delle nano gocce, chiamate Nano-Drops

 

Questo tipo di gocce molto particolari, sono in grado di migliorare miopia e ipermetropia. Gli esperti, hanno fatto sapere che le Nano Drops, avrebbero gli stessi effetti benefici degli occhiali, delle lenti a contatto e di tutto quello che serve per migliorare la vista

Queste  nano gocce danno la possibilità di correggere l’indice di rifrazione corneale dell’occhio, l’entità e la natura della correzione sono regolate da un modello ottico stampato sullo strato superficiale dell’epitelio corneale con un laser, che sarà costituito da un piccolo dispositivo collegabile anche a uno smartphone.

Questa è una svolta davvero epocale dunque. Pare che, per il primo utilizzo, si colleghi  il dispositivo laser citato in precedenza allo smartphone dopodichè, si apre l’apposita app e poi si passa all’applicazione delle nano gocce per attivare il modello risultante.

Un’ evoluzione che ha stupito tutti. Anche i più scettici a riguardo

Le Nano-Drops riusciranno a correggere i problemi di vista degli utenti

 


Le gocce, molto semplicemente, vanno ad agire sul modello stampato in precedenza dal laser, e lo migliorano modificando  l’indice di rifrazione e conseguentemente la traiettoria della luce che passa attraverso l’occhio.

Il professore Zeev Zalevsky che è un  ingegnere elettrotecnico, e e nano-ottica all’Università di Bar-Ilan, assicura che le Nano-Drops riusciranno a correggere i problemi di vista degli utenti, andando ad agire solo sulla parte più superficiale della cornea.

“Il procedimento correttivo tramite l’ausilio delle Nano-Drops potrà essere effettuato comodamente a casa propria, senza il bisogno di supervisione medica, rendendo dunque le nano gocce accessibili a un pubblico più ampio. Il processo deve essere ripetuto ogni 1 o 2 mesi, in modo da permettere all’occhio di “guarire” gradualmente.”

 

Gli esperimenti fatti sugli animali promettono molto bene. Sono previsti per il 2018 dei primi test anche sugli umani.