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Scandalo Facebook, Zuckerberg confessa: “E’ anche colpa mia”

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In seguito alla pubblicazione delle inchieste che hanno portato alla luce lo scandalo elezioni presidenziali che implica il coinvolgimento di Facebook e Cambridge Analityca, il creatore del più utilizzato social network del mondo, Mark Zuckerberg, ammette le proprie responsabilità per quanto successo.

Scandalo Facebook, Zuckerberg confessa: "E' anche colpa mia"

Nei giorni scorsi, grazie ad un inchiesta pubblicata sul ‘The Guardian‘ e sul ‘New York Times‘ il clamoroso coinvolgimento di Facebook nel tentativo di influenzare le elezioni che hanno portato all’elezione di Donald Trump. A quanto pare l’azienda di Zuckerberg ha concesso ad Alexandr Kogan di implementare un app all’interno di Facebook attraverso cui raccogliere dati sensibili sugli americani. Grazie a questa app (‘Thisisyourdigitallife’) Kogan ha messo insieme i dati statistici di 51 milioni di americani che, in periodo di elezione, sono stati ceduti a Cambridge Analytica (società che si occupa della raccolta di dati statici al fine di indirizzare la comunicazione durante le campagne elettorali), la quale pare abbia utilizzato i dati ottenuti per influenzare il voto degli americani.

Dopo il silenzio Zuckerberg ammette le proprie colpe nello scandalo Facebook

Scandalo Facebook, Zuckerberg confessa: "E' anche colpa mia"

Sin dalle prime ore dalla diffusione dello scandalo, le conseguenze sono state dure: l’azienda ha perso costantemente quotazioni nella borsa di Wall Street trascinando con se tutto il settore tecnologico di base alla Silicon Valley ed il capo della sicurezza Stamos ha dato le proprie dimissioni. Ciò nonostante i portavoce di Facebook hanno intrapreso una linea difensiva totale accusando Kogan di aver tradito gli accordi per aver venduto i dati in suo possesso che, per accordi presi, sarebbero dovuti essere raccolti ai fini di una ricerca universitaria.

Sebbene la posizione riguardo ai dati ceduti a Kogan non è cambiata, ieri il leader di Facebook Mark Zuckerberg ha ammesso la propria responsabilità per quanto successo attraverso un post sul proprio profilo: “Voglio condividere un aggiornamento sulla situazione di Cambridge analytica – compresi i passi che abbiamo già intrapreso e quello che faremo per affrontare questo importante problema. Abbiamo la responsabilità di proteggere i tuoi dati, e se non ci riusciamo, non meritiamo di servirti. Ho lavorato per capire esattamente cos’è successo e come fare in modo che non succeda di nuovo. Ma abbiamo anche commesso degli errori, c’è altro da fare e dobbiamo farlo”.

Il Ceo di Facebook entra successivamente nel dettaglio della vicenda e scrive: “La settimana scorsa abbiamo scoperto grazie al Guardian, al New York Times e Channel 4 che Cambridge analytica potrebbe non aver cancellato i dati come invece aveva assicurato. Abbiamo immediatamente vietato loro di usare i nostri servizi”, spiega Zuckerberg che infine aggiunge: “È stata una violazione del rapporto fiduciario tra Kogan, Cambridge analytica e Facebook. Ma anche tra Facebook e le persone che condividono i loro dati con noi e si aspettano che noi li si protegga. Dobbiamo sistemare le cose. Sono responsabile di quello che succede sulla nostra piattaforma”.