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LIBRI: ‘Sani da morire’

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Il giallo si tinge di humour con Sani da morire di Paola Rinaldi.

Il lento e abitudinario tran tran dell’estate a Chianciano è improvvisamente sconvolto dalla morte sospetta dell’ottantenne Benito. La cittadina è preparata ad accogliere qualunque evenienza dovuta all’età avanzata dei suoi villeggianti, ma non è assolutamente attrezzata per gli omicidi.

Mentre un paio di scatenate vecchiette, Mercedes e Cisalpina, si improvvisano detective, il comandante Cavicchioli cerca disperatamente di scaricare il caso spinoso su qualcun altro, terrorizzato dal dover interrogare l’unica testimone dei fatti, una centenaria dalla memoria corta. Cavicchioli aguzza l’ingegno e trova l’uomo che cercava, il commissario Angiolino.

Caduto in disgrazia dopo uno sfortunato scontro a fuoco e relegato al controllo della raccolta differenziata, Angiolino accetta il mandato.

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Alle terme, in mezzo a vecchietti vittime e vecchietti assassini, molestato da una diciassettenne decisa a perdere con lui la verginità, Angiolino inizia a capire che quello di Benito è solo il primo di una serie delittuosa, che si rivelerà molto più complicata e sorprendente di quanto potesse immaginare.

Paola Rinaldi è nata a Roma. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti e al Laboratorio di Arti Sceniche di Gigi Proietti, nel 1980, non ancora ventenne, fa il suo esordio come Ofelia nell’Amleto di Gabriele Lavia, al quale fa seguito una lunga e fruttuosa carriera di attrice teatrale, cinematografica e televisiva. Sani da morire è il suo primo romanzo.