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PEDOFILIA e PEDOPORNOGRAFIA: per dire BASTA serve informazione

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5 Maggio 2016 – Giornata Nazionale contro la pedofilia e pedopornografia

Nel cosiddetto “deep web”, la Rete nascosta, quella che la stragande maggioranza degli utenti non usa né conosce, si stima che siano migliaia i siti a contenuto pedofilo. Il più grande («Playpen») a marzo 2015 contava 215.000 iscritti, secondo la Polizia Postale.

Ma la Rete non è il solo luogo dove si consuma il reato di pedofilia e la Giornata nazionale per la lotta alla pedofilia e alla pedopornografia istituita nel 2009 dal Governo italiano ce lo ricorda e ci invita a promuovere iniziative per la sensibilizzazione e divulgazione di informazioni sul tema e per supportare vittime di abusi. 

Quest’anno Chedonna.it ha deciso di supportare l’iniziativa di Ecpat Italia Onlus, che da 25 anni si occupa in Italia e in altri 70 Paesi nel mondo, di combattere lo sfruttamento sessuale dei minori, il turismo sessuale e soprattutto la pedo-pornografia e pedofilia. In questi giorni Ecpat ha lanciato la campagna #nopedofilia2016 #proteggiamoilfuturo: una serie di immagini con citazioni sul mondo dei bambini e sulle responsabilità degli adulti, da condividere sui propri social network.

“Purtroppo, data la delicatezza del tema e il coinvolgimento di bambini, la pedofilia subisce una sorta di alone di falsa pudicizia, quasi negazione. Mentre i dati e i fatti di cronaca si susseguono, l’attenzione sul problema e soprattutto le iniziative per contrastarlo sembrano essere intermittenti, scoordinate.” Ce lo racconta Yasmin Abo Loha, Segretario Generale di Ecpat Italia Onlus.

“Occorre ricordare che le vittime sono, spesso, le prime che non riescono a cogliere la gravità degli abusi subiti, spesso non riescono a denunciare né a raccontare cosa gli accade. Ma, proprio per la loro ingenuità, reagiscono in maniera istintiva e i segnali del disagio possono essere percepiti dagli adulti che sono accanto”.

Per questo, oltre al grande lavoro della Polizia italiana, all’avanguardia insieme a quella Postale per l’individuazione e il contrasto della pedofilia online e offline, è fondamentale il lavoro delle Associazioni che si occupano di formazione di insegnanti, operatori e adulti in genere.

“ I dati elaborati da Ecpat Italia e provenienti per lo più dal lavoro della Polizia di Stato di 485 denunce per adescamento, produzione e commercializzazione on line di materiale pedopornografico e 221 vittime che hanno denunciato adescamenti. Sono stati monitorati 17.283 siti web, di cui 73 sono stati aggiunti a una lista nera composta in totale da 1.819 siti.”

Proprio per questo Ecpat Italia, che da anni conduce corsi di formazione per operatori sociali, giuridici e sanitari, si occupa anche della formazione e sensibilizzazione nelle scuole, direttamente con i ragazzi. “Vogliamo capire con loro quali siano le insidie, imparare a riconoscerle e cercare di individuare insieme quali siano comportamenti corretti per vivere e navigare in sicurezza e serenità”.

Per questo – continua a spiegarci Yasmin Abo Loha – abbiamo scelto proprio una campagna web, anzi social, perché non dobbiamo avere paura del mezzo, ma dobbiamo consocerlo e soprattutto non aver paura di denunciare le cose che non capiamo, le cose che potrebbero costituire un pericolo, scrollandoci di dosso vergogna o falsi pudori”.

L’Obiettivo della campagna oltre a voler riaccendere i riflettori su questo tema attraverso il coinvolgimento della Rete, è anche quello di ricordare alle Istituzioni l’urgenza di redigere il Piano nazionale di prevenzione e contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori previsto dagli impegni presi dall’Italia nei 3 congressi Mondiali (Stoccolma 1996, Yaokohama 2001, Rio de Janeiro 2008 )

La prima cartolina che diffonderemo riporta forse la frase più emblematica “Ciò che ricordiamo dall’infanzia lo ricordiamo per sempre – fantasmi permanenti, timbrati, inchiostrati, stampati, eternamente in vista”. È proprio questo che dobbiamo ricordare: quello che facciamo ai nostri bambini oggi resterà, in positivo e in negativo, un marchio indelebile per gli uomini e le donne che saranno domani. Quello che facciamo per proteggere l’infanzia oggi, è il primo vero atto concreto per proteggere il loro, e il nostro, futuro”.

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