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CARO AVVOCATO: locazione e ospitalità dei prossimi congiunti

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L’avvocato Sara Testa Marcelli risponde:

In molti contratti di locazione ad uso abitativo molto spesso prevedono il divieto, da parte del conduttore, di sublocare l’appartamento a terzi o, comunque di concedere in comodato d’uso il medesimo.

Il problema si pone per quelle famiglie che, ad esempio, ospitano a titolo gratuito parenti (come ad esempio genitori, fratelli) anche per un periodo di tempo abbastanza lungo.

Recentemente la Suprema Corte di Cassazione si è espressa statuendo che il divieto di sublocazione o di comodato, previsto da una clausola del contratto di locazione, non può ritenersi violato per il solo fatto che il conduttore abbia ospitato, sebbene per un cospicuo periodo di tempo, un prossimo congiunto, costituendo tale circostanza un mero indizio, privo di rilievo probatorio ai fini della prova dell’inadempimento, se non accompagnato da ulteriori circostanze idonee a dimostrare che il conduttore avesse accordato agli ospiti le facoltà proprie del comodatario.

Dunque, spetta al proprietario dell’immobile che agisce per l’inadempimento del conduttore, provare che le persone ospiti in realtà hanno vissuto effettivamente nell’immobile con contratto di comodato d’uso o contratto di locazione.