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INFEDELTA’: migliora l’intimità ma prova il cuore

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Secondo uno studio condotto dalla Divisione di Andrologia dell’Università di Firenze su un vasto campione di fedifraghi, tradire la partner migliora il livello delle prestazioni, ma rende l’uomo decisamente più vulnerabile alle malattie cardiovascolari.

Secondo i dati raccolti dai ricercatori, il 20% circa della popolazione maschile italiana sarebbe impegnato in una relazione extraconiugale. In questi soggetti presentano il livello di testosterone nel sangue risulta essere ben più elevato rispetto a quello dei monogami e, al contempo, essi presentano un volume dei testicoli e un desiderio superiori alla media.

Segni inequivocabili di prestanza, ma non è tutto oro quel che luccica: il dottor Bruno Giammusso, Coordinatore Scientifico della campagna nazionale contro la Disfunzione Erettile «Chiedi Aiuto», spiega infatti che ‘Dato di grande interesse emerso dallo studio è l’aumentata incidenza di malattie cardiovascolari, e di conseguenza l’accentuato rischio di mortalità per problemi cardiaci, negli uomini che conducono relazioni extraconiugali. Il dato sembra trovare una giustificazione clinica nella combinazione tra maggiore impegno fisico, dato che la relazione extraconiugale viene spesso condotta con una partner più giovane, lo stress psicologico derivante dall’incontro clandestino e il frequente consumo di bevande alcoliche. Inoltre, altri fattori di rischio per la salute arrivano dalle malattie sessualmente trasmissibili’.

Affermando che l’infedeltà coniugale finisce quindi per rappresentare uno dei fattori di rischio per la salute dell’uomo, la ricerca smentisce di fatto gli studi che sostengono l’efficacia del tradimento nella lotta alla disfunzione erettile, presentandolo come una sorta di Viagra naturale.

Fonte: ilmessaggero.it