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TEMPESTA ISAAC: 19 morti ad Haiti, ora trema New Orleans

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La tempesta tropicale Isaac, che ha infierito sulla già duramente provata isola di Haiti, provocando 19 morti, non si è ancora trasformata in un vero e proprio uragano ma, secondo le previsioni, lo farà nelle prossime ore, quando i venti potranno raggiungere velocità tra i 150 e i 180 km/h.

Florida, Alabama, Mississippi e Louisiana hanno dichiarato lo stato di emergenza e la paura è che Isaac faccia rivivere il disastro dell’ uragano Katrina che esattamente sette anni fa sconvolse New Orleans. 

Per ora, come riporta il National Hurricane Center, la tempesta si sposta dai pressi di Cuba verso Nord-Ovest, viaggiando a una velocità di circa 100 chilometri all’ora. Ma se i venti acquistassero maggiore forza si potrebbe parlare di un uragano (quando verrà superata la soglia dei 120 km/h), di categoria 2 o addirittura 3 (in una scala da uno a 5).

E allora le piogge, i venti e gli isolati tornado che accompagneranno l’approdo dell ‘uragano – ossia l’arrivo sulla terraferma dall’acqua – potranno causare danni per ora solo immaginabili. 

Dallo scoperchiamento di case ed edifici allo sradicamento degli alberi, all’interruzione della corrente elettrica, a inondazioni ed erosioni delle coste colpite dall’arrivo dell’uragano. Mobile, in Alabama, è tra le città più a rischio insieme a New Orleans, che pur rimanendo fuori dalla possibile rotta di Isaac potrebbe vedere pesantemente danneggiate le proprie dighe. 

E il rischio di danni alle infrastrutture potrebbe essere ancora maggiore, colpendo un punto centrale dell’approvvigionamento energetico Usa, quello legato al Golfo del Messico, responsabile del 23% della produzione petrolifera statunitense e del 7% di tutta la sua estrazione di gas naturale.

Intanto per evitare che le due sonde della missione della Nasa Radiation Belt Storm Probes (Rbsp) per lo studio della fascia di Van Allen venissero danneggiate dalle condizioni meteo, il loro lancio, previsto per il 24 agosto è stato rimandato a non prima del 30.

Fonte: wired.it