24 September 2017

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LIBRI: Intervista esclusiva a Ignazio Rasi, autore del romanzo "Il mangiabambini"

Il mangiabambini di Ignazio Rasi ? un buco nero nel quale si viene immersi, la mente di un assassino di bambini, geniale, imprendibile.   Un viaggio nella mente disturbata e sconvolta di un uomo, nella determinazione

Il mangiabambini di Ignazio Rasi è un buco nero nel quale si viene immersi, la mente di un assassino di bambini, geniale, imprendibile.   Un viaggio nella mente disturbata e sconvolta di un uomo, nella determinazione di un'agente dell'FBI presa dal rimorso e di due poliziotti romani che, contro ogni logica, decidono di aiutarla.   Questo libro è fatto di sentimenti e di passioni, è una storia in cui l'abisso si affaccia sulle vittime ignare e le risucchia in luoghi molto peggiori della morte.   La trama è cruenta...   Roma: Laura Rivelli, otto anni, scompare in un grande magazzino.
Ventiquattr'ore dopo il suo corpo viene ritrovato, orrendamente mutilato, a Fiumicino.
Nessuna pista, nessun indizio.
Il caso resta irrisolto.   Qualche anno dopo, sbarca a Fiumicino un agente dell'FBI: Laura Cohen, donna sicura e determinata, specializzata su Soggetti Particolari.   Otto omicidi apparentemente senza collegamento.
Otto casi irrisolti in otto paesi diversi.
Chi è l'assassino? E cosa si nasconde dietro il numero otto? La corsa contro il tempo per salvare l'ennesima vittima parte proprio dalla capitale, la città dove si è tenuto il battesimo di sangue del killer.   Per saperne di più su questo macabro thriller, abbiamo intervistato l'autore ed ecco cosa ci ha svelato...   Come è nata la passione per la scrittura?   Chi scrive non riesce a collocare temporalmente il momento in cui ha cominciato a picchiare su una tastiera e a volte non riesce neppure a dare una motivazione credibile.
Che ci crediate o no, io scrivo perché creare una storia dal nulla mi diverte.
E quindi credo che sia nata proprio così.
Mi divertivo, e mi diverto ancora oggi moltissimo, a scrivere.   Qual è stato l’input che l'ha spinta a scrivere il suo ultimo libro?   Una lettera di una ragazza a un settimanale.
La lessi mentre viaggiavo in treno qualche anno fa.
Aveva vissuto un trauma e ne era appena uscita.
Presi quel dolore e lo regalai alla protagonista della mia storia, Linda Cohen.
Poi, la accompagnai nel suo peggiore incubo e le dissi: esci da questo incubo e ritroverai la quiete.   Il suo scrittore preferito chi è?   Amo in modo maledetto e smisurato James Ellroy.   Tre aggettivi per descrivere la sua ultima opera?   Emozionante, appassionante, sorprendente.   Dove trae ispirazione per i personaggi? In quali si riconosce maggiormente?   Sono affascinato da chi riesce a trasformarsi.
Da chi, attraverso un percorso interiore o attraverso eventi che lo coinvolgono, riesce a migliorarsi.
Tutto ciò che riguarda la redenzione personale ha per me un effetto magnetico.
E un giorno riuscirò e redimermi anch'io.   Quale fra i suoi personaggi vorrebbe nella vita reale?   Amo moltissimo tutti i miei personaggi.
E amo più di ogni altro il Mangiabambini.
Ma non posso volere che si materializzi, per motivi che, a chi leggerà la mia storia, risulteranno ovvi.
E allora vorrei al mio fianco i due agenti di polizia che danno una mano a Linda.
Due tipi tosti di cui il mondo avrebbe un gran bisogno.   Le piacerebbe scrivere un libro a quattro mani? Se sì, con chi?   La scrittura a quattro mani è un'esperienza che ho già fatto con un buon successo.
Il mio primo romanzo, Io e Yvonne, fu scritto da me e lo scrittore milanese Ernesto Villa qualche anno fa.
Il confronto spietato è ciò che più stimola un autore.
Per cui ripeterei quell'esperienza e sceglierei senza dubbio ancora Ernesto, magari per ridar vita a protagonisti di quella magnifica storia.   Perché qualcuno dovrebbe leggere la sua ultima fatica letteraria?   Perché dietro al paesaggio fondamentalmente da thriller, si nasconde l'ambizioso progetto di umanizzare il male.
E come tutto ciò che è umano, si può odiare.
E si può anche amare.   Progetti futuri?   Scrivere, poi scrivere, e poi ancora scrivere.   Silvia Casini © Riproduzione Riservata

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