19 October 2017

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EVENTI: "Una voce dentro l'anima - In ricordo di Boris Christoff"

  • EVENTI: "Una voce dentro l'anima - In ricordo di Boris Christoff"
18 e 25 maggio: due domeniche dedicate a ricordare la grande figura musicale, artistica ma anche umana di BORIS CHRISTOFF nel centenario della nascita. Gli appuntamenti si aprono domenica 18 maggio alle 17.00 presso lo Spazio

18 e 25 maggio: due domeniche dedicate a ricordare la grande figura musicale, artistica ma anche umana di BORIS CHRISTOFF nel centenario della nascita.
Gli appuntamenti si aprono domenica 18 maggio alle 17.00 presso lo Spazio Risonanze dell’Auditorium Parco della Musica con l’inaugurazione di una mostra fotografica tratta dall’archivio personale dell’artista conservato presso l’Istituto Bulgaro di Cultura.
In programma anche la proiezione in prima mondiale di due documentari: La preghiera di Boris Christoff per la regia di Magdalena Manolova, un documentario che indaga il mondo intimo e spirituale di Christoff, le sue nostalgie e la sua personale preghiera per un mondo migliore espresse nelle registrazioni realizzate nella più cattedrale imponente della Bulgaria - l’Alexander Nevski; il secondo documentario in programma è Lettera dalla Toscana di Gheorghi Toshev per la regia di Ema Konstantinova, un film delicatissimo che dipinge il grande Maestro attraverso lo sguardo e il racconto di chi ne ha conosciuto, anche al di fuori della carriera, la persona, complessa ed esplosiva. Grande giornata conclusiva domenica 25 maggio: si partirà alle 17.00 con un ritratto del grande basso bulgaro a cura del musicologo Maurizio Modugno per proseguire alle 18.00 con un Concerto che vedrà salire sul palco Sergio Vitale (baritono), Ivo Yordanov (baritono), Delyan Slavov (basso), Antonio Di Matteo (basso).
Al pianoforte Stefano Giannini.
Il concerto ripercorre, affidandolo a giovani e promettenti cantanti, il programma dell’ultimo concerto da camera che Boris Christoff tenne il 18 febbraio 1977 a Santa Cecilia, un evento che coronava con successo un sodalizio, quello con la più antica istituzione musicale romana, di oltre trent’anni. L’evento, realizzato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in collaborazione con la Fondazione Boris Christoff e l’Istituto Bulgaro di Cultura, si avvale del Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica di Bulgaria in Italia e presso la Santa Sede ed è realizzato con il Sostegno del Ministero della Cultura Bulgaro. Boris Christoff debuttava a Roma, nei Concerti dell'Accademia di Santa Cecilia al Teatro Adriano, il 3 febbraio 1946, cantando l'Addio di Wotan sotto la direzione di Francesco Molinari Pradelli.
Vi tornerà subito, in maggio, per la Matthäus-Passion con Otto Klemperer.
Un sodalizio di oltre trent’anni, chiuso con il concerto del 18 febbraio 1977.
La ricorrenza del centenario della nascita, i legami tra la Fondazione Boris Christoff, Santa Cecilia Opera Studio e l'Accademia ceciliana, sono le cause prossime del ricordo odierno, che ha il duplice volto di una memoria diretta dell'artista e di un concerto in suo onore, con lo stesso programma del récital del 1977 affidato a giovani cantanti.
Le cause remote sono più profonde ed entrano nella coscienza della nostra storia.
In quella necessaria apertura d'orizzonte culturale che consente di spaziare non solo sul presente e sul futuro, ma che guarda ai grandi del passato come a maestri senza i quali presente e futuro sarebbero assai più poveri.
Da Boris Christoff ci giungono oggi non solo i documenti in audio e in video d'una personalità vocale e interpretativa fra le massime dello scorso secolo, ma anche un approccio alla musica peculiare.
"Mi domando se cantare non sia altro che una maniera di vivere", scriveva egli stesso.
Il suono, il canto, il gesto di lui non sono mai stati esercizio di stile, routine, superficialità.
Non sono mai stati disgiunti dalla vita: dalla volontà di scendere dentro l'anima dei personaggi per dirne l'intera - contraddittoria e appassionante, meravigliosa e drammatica - umanità.
Cantare l'uomo, dare voce alla sua anima, senza paura di cercarne per anni il fondo più segreto: questa è la lezione che ricordando Boris Christoff il nostro tempo può, forse deve apprendere.
Questo è l'intento del nostro incontro.

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