20 October 2017

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CARO AVVOCATO: il ruolodegli assistenti sociali nel tribunale per i minorenni

  • CARO AVVOCATO: il ruolodegli assistenti sociali nel tribunale per i minorenni
L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Gli assistenti sociali offrono un sopporto psicologico ai minori ed alle famiglie in difficolt?. All'interno di un procedimento penale a carico di minorenni, gli assistenti sociali

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Gli assistenti sociali offrono un sopporto psicologico ai minori ed alle famiglie in difficoltà. All'interno di un procedimento penale a carico di minorenni, gli assistenti sociali coadivano il minore nel reinserimento nella società e offrono un supporto al medesimo durante il processo. Molto spesso hanno un ruolo molto più pregnante all'interno dei procedimenti di natura amministrativa pendenti presso il Tribunale per i minorenni. Questi ultimi sono procedimenti aperti nei confronti di adolescenti in difficoltà, che gli stessi genitori non riescono più a contenere.
In questi casi non si interviene per limitare la potestà genitoriale, ma supportarla, sollecitando gli stessi ragazzi ad assumersi la responsabilità della propria vita. Il fondamento di questi provvedimenti è l’art.
25 della legge istitutiva dei Tribunale per i Minorenni (R.D.
1404/1934 sostituito sul punto dalla l.
25 luglio 1956, n.
888) anche se ormai depurato dal suo contenuto "rieducativo" che in passato rinviava ad interventi restrittivi (in riformatori ormai da decenni eliminati). La logica attuale è quella di fornire all’adolescente i cui genitori non sanno esercitarla, una funzione di "contenimento" da parte dei servizi sociali e da parte del Tribunale, finalizzata a consentire un inserimento sociale e ad evitare lo sbocco della crisi adolescenziale in esiti di devianza.
Tale intervento può prolungarsi fino ai 21 anni (art.
29).
Classico esempio è l’inserimento in Comunità.
Superati i 18 anni tale inserimento però deve essere accettato dal minore, libero di interrompere quindi la sua permanenza in qualsiasi momento, essendo già maggiorenne. La richiesta di un tale procedimento (c.d.
prosieguo amministrativo) avviene ad opera dei Servizi Sociali, del pubblico ministero o dei genitori.
L’età minima non è prevista, quindi di applica anche agli infraquattordicenni, nella pratica però viene ormai utilizzato per estendere l’inserimento in Comunità oltre il 18esimo e fino al 21esimo anno di età del soggetto.

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