26 September 2017

Chedonna.it Copyright © 2011 - WEB365SRL | Tutti i diritti riservati

Kali Hardig, la bambina sopravvissuta al parassita del cervello

Dodici anni e sopravvissuta ad un ameba che divora il cervello - Una settimana o poco pi?. Questa l?aspettativa di vita riservata ai pochi sfortunati che contraggono il?Naegleria fowleri, parassita?dalla forma simile a un'ameba

Dodici anni e sopravvissuta ad un ameba che divora il cervello - Una settimana o poco più.
Questa l’aspettativa di vita riservata ai pochi sfortunati che contraggono il Naegleria fowleri, parassita dalla forma simile a un'ameba che vive nelle acque dolci di tutto il mondo che causa lo sviluppo della meningoencefalite amebica primaria, malattia in altissima percentuale letale. Non è stato così però per Kali Hardig, dodicenne dell’Arkansas quarta sopravvissuta nella storia americana alla meningoencefalite primaria.
Sembra che la ragazzina abbia contratto il parassita in un parco acquatico, il Willow Springs Water Park di Little Rock, luogo dove già nel 2010 si era registrato un altro caso di Naegleria fowleri. La mamma l’ha portata in ospedale il 19 luglio per una febbre alta e fortunatamente i medici si sono subito resi conto della gravità del caso. Pur dando poche speranze ai genitori, hanno proceduto con una terapia sperimentale: indotto artificialmente il coma e abbassata la temperatura corporea alla ragazza è stata somministrata un farmaco sperimentale e così è iniziato il miracolo.
Kali ora è vigile, respira da sola scrive il suo nome e ogni giorno fa qualche passo avanti verso la completa riabilitazione. «Abbiamo eliminato il parassita dal suo corpo, ma far tornare a posto il cervello è la parte più difficile - ha detto il dottor Sanjiv Pasala -.
Però ogni giorno assistiamo a un piccolo miglioramento, siamo ottimisti». Il caso sembra dunque avere davvero del miracoloso o almeno così appare agli occhi dei genitori di Kali, pronti a stare vicino alla figlia pregando e lottando con lei.
Un’impresa certo non facile e resa ancor più ardua da un’altra sfida che si svolgeva in contemporanea, quella che la famiglia sta affrontando contro il tumore al seno che ha colpito la mamma della ragazzina. Un’avventura dunque al limite dell’insostenibile ma che, proprio, per questo, appare ancor più incoraggiante con il suo lieto fine.
Sperare oggi è un po’ più facile grazie alla piccola Kali.

Articoli Correlati