18 October 2017

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MILANO: Dolce e Gabbana chiusi 'per indignazione'

  • MILANO: Dolce e Gabbana chiusi 'per indignazione'
Oggi le boutique di Dolce & Gabbana di Milano rimarranno chiuse 'per indignazione'. Motivo? L'assessore alle Attivit? produttive della giunta Pisapia ?Franco D'Alfonso ha ricordato in una conversazione la condanna di

Oggi le boutique di Dolce & Gabbana di Milano rimarranno chiuse 'per indignazione'.
Motivo? L'assessore alle Attività produttive della giunta Pisapia Franco D'Alfonso ha ricordato in una conversazione la condanna di D&G per evasione fiscale (i due stilisti sono stati condannati a un anno e otto mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, per la presunta evasione di 200 milioni di euro), puntualizzando che la pubblica amministrazione dovrebbe prendere le distanza da esempi simili, evitando di concedere loro spazi cittadini. Immediata e del tutto priva dello charme che si confà ad uno stilista di alta moda la reazione dell'infuriato Gabbana: 'Comune di Milano, fate schifo!'. 'Chiuso per indignazione' (con tanto di traduzione in inglese) si legge sulle vetrine di tutte le attività della griffe nella città di Milano, comprese l'edicola di via della Spiga 2, il Martini Bar, il barbiere e il ristorante Gold in via Risorgimento. A nulla sono servite le precisazioni di D'Alfonso: 'Oggi su alcuni organi di stampa é stata riportata una mia frase, non contenuta in un'intervista, ma estrapolata da una conversazione informale riguardante argomenti generali, che non esprimeva certo l'opinione dell'amministrazione'.
'Preciso che da parte mia c'é l'assoluto rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza fino ad una sentenza definitiva - prosegue -.
Il garantismo é un principio universale che vale per tutti.
Auspico quindi che nel procedimento in corso Dolce e Gabbana chiariscano la loro posizione'. Non ha calmato le ire di D&G neanche la dichiarazione di Pisapia: 'Ho sempre ritenuto che la presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva sia uno dei principi fondanti di ogni democrazia.
Principio che, per quanto mi riguarda, vale per tutti e dunque anche per Domenico Dolce e Stefano Gabbana.
Lo stesso assessore D'Alfonso ha chiarito del resto come la sua fosse un'affermazione personale e non riconducibile all'Amministrazione e ha comunque aggiunto che anche lui crede fermamente nella presunzione di innocenza'.
'Non trovo dunque accettabile - ha concluso il sindaco - che si possa rispondere a una frase infelice offendendo il Comune e, quindi, la città come in queste ore è accaduto da parte di chi, comprensibilmente, si è sentito offeso.
Milano è la capitale della moda, un settore che sosteniamo con piena convinzione e massimo impegno e vuole essere sempre più anche la capitale dei diritti.
Spero, quindi, che questo spiacevole episodio possa chiudersi al più presto e senza alcuno strascico'. Al momento però non è nota la data in cui riapriranno i negozi D&G. Per altri articoli di Attualità clicca qui.

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