13 October 2017

Chedonna.it Copyright © 2011 - WEB365SRL | Tutti i diritti riservati

CARO AVVOCATO: responsabilità penale nelle pratiche abortive

  • CARO AVVOCATO: responsabilità penale nelle pratiche abortive
L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: La legge sull'aborto, nelle sue disposizioni finali, prevede una serie di articoli mediante di quali si individuano varie ipotesi di reato (artt. 17,18,19 legge 194/1978). Nel diritto

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: La legge sull'aborto, nelle sue disposizioni finali, prevede una serie di articoli mediante di quali si individuano varie ipotesi di reato (artt.
17,18,19 legge 194/1978). Nel diritto penale l'aborto viene inteso come interruzione intenzionale e violenta della gravidanza, con conseguente morte o soppressione del prodotto del concepimento, che si consuma nell’arco temporale che intercorre tra l’inizio della gravidanza e quello del parto. Le condotte che caratterizzano i “delitti di aborto” si realizzano in un momento precedente il distacco del feto dall'utero materno.
Di conseguenza, qualora la condotta diretta a sopprimere il prodotto del concepimento sia posta in essere dopo il distacco, naturale o indotto, del feto dall'utero materno, il fatto potrà configurare le ipotesi di abbandono materiale e morale della madre, previsto dall'art.
578 c.p., o di omicidio volontario. La prima fattispecie criminosa prevista è quella di cui all’art.
17, il quale al primo comma prevede e punisce la condotta di chiunque, per colpa, cagiona ad una donna l’interruzione della gravidanza.
Si tratta di un reato colposo, riscontrabile il più delle volte nelle ipotesi di negligenza, imprudenza o imperizia del sanitario nella prospettazione della diagnosi o nell’esecuzione di una operazione chirurgica. L’art.
18 della legge 194/78 punisce al primo comma con la pena della reclusione da quattro ad otto anni chiunque cagioni l’interruzione della gravidanza senza il consenso della donna. La condotta si consuma sia laddove il consenso manchi del tutto sia nel caso in cui sussista ma sia stato estorto con violenza, minaccia o carpito con l’inganno.
La manifestazione della volontà della donna, nel senso univoco e palese dell'interruzione della gravidanza, deve essere infatti focalizzata al momento in cui l'intervento viene eseguito, risultando indifferenti le eventuali dichiarazioni espresse in precedenti colloqui. Il secondo comma dell’art.
18 prevede il reato di “aborto preterintenzionale”,sanzionando la condotta di chiunque provochi l’interruzione della gravidanza con azioni dirette a provocare lesioni alla donna. Quella in esame è sicuramente una previsione peculiare in quanto rappresenta, con l’omicidio preterintenzionale, una delle due sole ipotesi di delitto preterintenzionale previste dal nostro ordinamento (art.
42, 2° comma c.p.). Il legislatore, al secondo comma dell’art.
17 della legge n.
194/78, ha previsto l’ipotesi dell’acceleramento colposo del parto (cd.
parto prematuro), e al 3° comma dell’art.
18 quella di acceleramento del parto dovuto alle lesioni o ad azioni dirette a provocarle (acceleramento preterintenzionale del parto). L’evento non consiste nella morte del feto, bensì in una accelerazione dei tempi naturali di gestazione.
In entrambi i casi è necessario che la condotta si realizzi nei confronti di una gravidanza ove il bambino sia ad un grado di maturazione tale da poter vivere autonomamente.
Laddove, infatti, dovesse poi seguire la morte del bambino si contesterà il più grave reato di omicidio colposo. L’art.
19 sanziona penalmente l’interruzione volontaria della gravidanza avvenuta: senza l’osservanza delle modalità di cui agli artt.
5 e 8 della legge in esame (fuori dalle strutture sanitarie autorizzate); senza l’accertamento del medico dei casi previsti dalle lettere a) e b) dell’art.
6 (interruzione dopo i 90 giorni) o senza gli accertamenti richiesti dall’art.
7 in caso di processi patologici; senza l’osservanza delle particolari procedure previste in caso di donne minori di anni diciotto o interdette (artt.
12 e 13). La donna in questi casi è sanzionata con pene notevolmente minori rispetto a colui che cagiona l’aborto ab externo.

Articoli Correlati