20 September 2017

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CARO AVVOCATO: abbandono del tetto coniugale prima della separazione

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L'avvocato risponde: La Suprema Corte di Cassazione, con la pronuncia 30 gennaio 2013,?n. 2183, ? tornata nuovamente ad occuparsi dell'abbandono del tetto coniugale prima della separazione. Gi? la riforma del diritto di

L'avvocato risponde: La Suprema Corte di Cassazione, con la pronuncia 30 gennaio 2013, n.
2183, è tornata nuovamente ad occuparsi dell'abbandono del tetto coniugale prima della separazione. Già la riforma del diritto di famiglia del 1975 aveva disancorato l'abbandono del tetto coniugale dalla richiesta di separazione per colpa, giustificandolo tutte le volte in cui vengano ad esistenza fatti che rendano intollerabile la prosecuzione della convivenza, indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi. Nel corso degli anni si è fatto strada un orientamento giurisprudenziale secondo cui il soggetto non deve sentirsi obbligato a mantenere in vita una convivenza non più desiderata, la cui dissoluzione non può essere fonte di biasimo giuridico e dunque di addebito della separazione. Ebbene, la riforma del diritto di famiglia del 1975 aveva già disarticolato la separazione dal presupposto della colpa, rendendo essa azionabile tutte le volte in cui vengano ad esistenza fatti che rendano intollerabile la prosecuzione della convivenza, indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi. Ma quando una convivenza viene ritenuta intollerabile? Il giudizio sull'intollerabilità viene effettuato sulla base di parametri soggettivi, avuto riguardo al contesto sociale e culturale della coppia e non può essere valutato solamente sulla scorta di parametri meramente oggettivi. La Cassazione, con quest'ultima pronuncia, ribadisce quanto precedentemente affermato dalla giurisprudenza nel corso di questi ultimi anni e fa suo il ragionamento testé enunciato.
Il giudice dunque, nel pronunciare la separazione, deve individuare, da fatti obiettivamente emersi nel corso del giudizio, l’esistenza, anche in uno solo dei coniugi, di elementi di disaffezione al matrimonio che rendano intollerabile la convivenza.