14 October 2017

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WikiLeaks: guerra mediatica tra potenti

  • WikiLeaks: guerra mediatica tra potenti
WikiLeaks, la Casa Bianca emette un comunicato mettendo 'le mani in avanti' Era il 16 settembre 2009 quando il consigliere diplomatico dell'Eliseo, Jean-David Levitte, aveva parlato dell'Iran ai suoi interlocutori americani

WikiLeaks, la Casa Bianca emette un comunicato mettendo 'le mani in avanti' Era il 16 settembre 2009 quando il consigliere diplomatico dell'Eliseo, Jean-David Levitte, aveva parlato dell'Iran ai suoi interlocutori americani come di un Paese 'fascista', della risposta del regime alla politica della mano tesa di Barack Obama come di una 'farsa' e del presidente venezuelano, Hugo Chavez, come di un 'folle' impegnato a trasformare ''uno dei Paesi più ricchi dell'America latina in un nuovo Zimbabwe''. E' quanto emerge da uno dei documenti riservati messi a disposizione da Wikileaks, al momento ancora oscurato, al 'Guardian' di Londra. Si tratta del resoconto di un colloquio a Parigi fra Levitte e il sottosegretario di stato Usa, Philip Gordon.
''L'attuale regime iraniano è di fatto uno Stato fascista ed è arrivato il momento di decidere delle prossime tappe'', si legge inoltre nel documento. La Casa Bianca denuncia con forza la pubblicazione dei documenti diplomatici riservati da parte di Wikileaks.
Domenica, poche ore dopo l'inizio della diffusione su 'Guardian', 'New York Times', 'le Monde' e 'el Pais' del contenuto dei primi 'cables', l'ufficio stampa ha diffuso un comunicato in cui si denuncia come la pubblicazione sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo di conversazioni private ''rischia di avere un impatto profondo'' sulla politica estera degli Stati Uniti e dei loro alleati e amici. ''Anticipiamo la diffusione nelle prossime ore di diverse centinaia di migliaia di cables classificati del dipartimento di Stato in cui si rendono note nei dettagli discussioni diplomatiche private con i governi stranieri - si legge nella nota della Casa Bianca - per la loro stessa natura, le notizie riportate dal campo a Washington sono informazioni schiette e spesso incomplete.
Non sono l'espressione di una politica, e non sempre modellano le decisioni politiche finali.
Tuttavia, questi cables possono compromettere le discussioni private con i governi e i leader dell'opposizione stranieri e, quando la sostanza di conversazoni private viene pubblicata sulle prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo, si rischia di avere un impatto profondo non solo sugli interessi della politica estera americana, ma anche su quelli dei nostri alleati e amici in tutto il mondo.
Per essere chiari - prosegue la nota - tali pubblicazioni mettono a rischio i nostri diplomatici, i nostri funzionari dell'intelligence, e chi, da tutto il mondo, viene negli Stati Uniti per chiedere assistenza nel promuovere la democrazia e l'apertura dei governi.
Questi documenti possono anche contenere i nomi di individui che in molti casi vivono e lavorano sotto regimi oppressivi e che cercano di promuovere società più aperte e libere.
Il presidente Obama sostiene governi responsabili e aperti negli Stati Uniti e nel mondo, ma questa azione imprudente e pericolosa va contro questo obiettivo.
Diffondendo documenti rubati e classificati, Wikileaks mette a rischio non solo la causa dei diritti umani ma anche la vita e il lavoro di questi individui.
Condanniamo nei termini piu' decisi la pubblicazione non autorizzata di documenti classificati e di informazioni sulla sicurezza nazionale sensibili''.
Domenica sera, tra gli altri, il 'New York Times', riportando i documenti, ha citato diplomatici americani a Roma che, nel 2009, riferendo dei loro contatti in Italia, parlerebbero di un ''rapporto incredibilmente stretto'' tra il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi e il primo ministro russo Vladimir Putin.
Nei documenti si definirebbe Berlusconi ''portavoce di Putin''.
Gli americani - riferisce il 'NYT' - avrebbero parlato anche di regali ''generosi'' oltre a contratti su questioni energetiche. Fonte: AdnKronos

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