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Concorso scuola | Raggiunto accordo di governo prova dopo l’estate

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:51
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Raggiunto l’accordo di governo sull’assunzione dei precari nella scuola. Il concorso ci sarà, ma dopo l’estate e non sarà più a crocetta ma con una prova scritta.

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Giuseppe Conte e Lucia Azzolina (Getty Images)

Accordo raggiunto nella maggioranza di governo per il concorso sulla scuola. Si farà dopo l’estate e non sarà più a crocette ma con una prova scritta. L’obiettivo è di stabilizzare 32mila insegnanti precari.

Una soluzione che mira a combattere il precariato garantendo la meritocrazia spiegano delle fonti di Palazzo Chigi, come si legge sul sito dell’Ansa.

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La proposta di Conte sul concorso straordinario è stata dunque accolta. Resta perciò la prova selettiva in entrata, ma sarà in forma scritta attraverso la consegna di un elaborato. Non più quindi i quiz a risposta chiusa.

Concorso scuola | La prova scritta dopo l’estate

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Adobe Stock

Fumata bianca per il concorso scuola. È stato raggiunto l’accordo di governo e dopo l’estate ci sarà la prova scritta per stabilizzare i 32mila insegnanti precari.

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Soddisfazione, dunque, da parte del premier Conte e del ministro dell’istruzione Lucia Azzolina che ha detto: “Vogliamo ridurre il precariato, per dare più stabilità alla scuola, e vogliamo farlo attraverso una modalità di assunzione che garantisca il merito. Abbiamo 78 mila insegnanti da assumere nel primo e secondo ciclo fra concorsi ordinari e concorso straordinario. Sono numeri importanti e dobbiamo fare presto”.

Nel frattempo, i 32mila insegnanti precari di scuola media e superiore saranno assunti a tempo determinato, selezionati direttamente dalle graduatorie d’istituto, con la messa a disposizione della scuola dal primo settembre.

Sulla scuola e in particolare sul concorso straordinario c’è stato un vero e proprio braccio di ferro nell’ambito della maggioranza di governo. Pd, Leu e Iv volevano valorizzare i precari inserendo dal 1 settembre 40mila insegnanti attraverso un vero concorso che garantisse merito e selezione. Il Mcs voleva invece una prova a crocette per snellire i procedimenti.

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Lucia Azzolina (Getty Images)

”Ora occorre lavorare rapidamente, insieme al Parlamento, per tradurre la misura in una norma da introdurre nel decreto scuola, dimostrando che la maggioranza ha a cuore la qualità del sistema di istruzione e, di conseguenza, gli studenti, che ne sono i principali protagonisti. Stiamo rispondendo anche ad una precisa richiesta delle famiglie che vogliono, a ragione, certezze sulla qualità del nostro sistema di istruzione e sul suo futuro. Le scelte che facciamo oggi avranno infatti ripercussioni nei prossimi anni. Si legge nel profilo Facebook del ministro Azzolina.

(fonte www.ansa.it e www.ilsole24ore.com)