Alimentazione | 450mila italiani soffrono di questa patologia e non lo sanno

Alimentazione | 450mila italiani soffrono di questa patologia e non lo sanno. Potresti rientrarci anche tu nella categoria senza saperlo. L’ossessione per la scelta del cibo giusto: l’ortoressia! Cos’è e come si sviluppa?

uomo cibo sport
ortoressia l’ossessione del mangiare sano (Istock)

Mangiare in modo sano ed equilibrato è sempre un bene, ma quando la scelta del cibo “giusto” diventa un’ossessione sfocia in una vera e propria patologia. Una malattia che può discriminare, a lungo andare, la vita privata, sociale. Molte persone ne soffrono ma ne sono all’oscuro. Parliamo di ortoressia: l’ossessione della scelta del cibo giusto da mangiare. Se la scelta del cibo e la pianificazione dei pasti diventano un’ossessione, questo potrebbe creare più di un problema: per la vostra salute e e per la vostra vita sociale.

Mangiare cibi sani e naturali è il primo passo per vivere bene e in salute, ma questo stile di vita può diventare un’ossessione, rischiando così di compromettere, alla lunga, l’equilibrio sia fisico che psicologico dell’individuo. Quando ciò avviene, si parla di ortoressia nervosa, un disturbo che colpisce circa 450mila persone in Italia: chi ne soffre impiega molto tempo nella preparazione dei pasti e nella scelta degli alimenti, sacrificando spesso anche la vita sociale, perché mangiare in modo sano diventa un obiettivo totalizzante. Ma scopriamo più da vicino questa ossessione per il mangiare sano

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Ortoressia | 450mila italiani soffrono dell’ossessione del mangiare “sano”

uomo che fa la spesa
ortoressia ossessione del cibo sano (Istock)

L’ortoressia comporta un’attenzione esagerata per la selezione del cibo: chi ne soffre preferisce la salute al gusto e si sente profondamente in colpa se non  segue la dieta autoimposta. L’ortoressia è un fenomeno in aumento. Basti pensare che soffrono di disturbi alimentari, secondo dati forniti dal ministero della Salute, oltre 3 milioni di persone in Italia. Di questi, gli ortoressici sono circa 450.000 – in prevalenza uomini – e il numero è in crescita costante. Il 78% di chi soffre di ortoressia pianifica meticolosamente i propri pasti, il 76% diserta gli appuntamenti galanti e il 72% rinuncia alle uscite con gli amici: l’ortoressico è perfettamente in grado di passare il proprio fine settimana a cucinare verdure per la settimana seguente, calcolando al milligrammo le dosi e le combinazioni per pranzi, cene e colazioni.

Anche fare la spesa per l’ortoressico diventa un’impresa, poiché vista e pianificata come un’attività scientifica e affrontata di conseguenza. L’ortoressico vorrebbe evitare qualsiasi alimento che possa nuocere alla sua salute, ma è evidente come ciò sia impossibile: la lista si allunga a dismisura e inoltre ogni alimento indicato come potenzialmente dannoso lo è solo se assunto in quantità eccessive.

Il paziente affetto da ortoressia impiega eccessivo tempo nella pianificazione e preparazione dei pasti e si sente bene solo se mangia nel modo ritenuto corretto. Ecco perché è considerata una nuova dipendenza a carattere ossessivo-compulsivo, ovvero una problematica legata all’ansia non gestibile e a comportamenti altrettanto involontari.

Diversamente da quanto accade per anoressia e bulimia, però, chi soffre di questo disturbo non è preoccupato dal contenuto calorico del cibo ingerito o dalla quantità, ma dal fatto che risponda a determinate caratteristiche. L’obiettivo non è quindi quello di controllare il peso e dimagrire, ma di stare bene grazie a un’alimentazione corretta. Questo buon proposito, però, si trasforma in un atteggiamento rigido e fanatico che, paradossalmente, spesso si basa su conoscenze non scientifiche, un mix di notizie veicolate da internet e convinzioni personali non necessariamente fondate su reali competenze.

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Il comportamento tipico della persona ortoressica

uomo alimentazione
ortoressia (Istock Photos)

Pensate alla vostra dieta più di 3 ore al giorno? Pianificate i pasti con giorni di anticipo e vi sentite in colpa quando sgarrate? Mangiare in modo sano aumenta di molto la vostra autostima? Quando il cibo “giusto” diventa un’ossessione allora potreste rientrare in quelle persone affette da ortoressia. Il comportamento tipico di chi soffre di questo disturbo è l’eliminazione progressiva dalla propria dieta di tutti gli alimenti ritenuti pericolosi per la salute, col risultato talvolta di eliminare anche quelli utili. Nella lista nera dell’ortoressico infatti rientrano tutti i cibi considerati potenzialmente cancerogeni – carne rossa, latticini, patate, insaccati – seguono gli OGM, i dolci e gli ortaggi non biologici.

La persona che presenta questo disturbo cerca in modo ossessivo il cibo salutista, arrivando a imporsi restrizioni sempre maggiori nella scelta degli alimenti, fino ad ammettere solo pochi cibi nella propria dieta: “alcuni partono dall’escludere le carni rosse e i grassi, per arrivare a nutrirsi esclusivamente di alcuni cibi biologici, oppure solo di cibi crudi, scelte che potrebbero essere definite salutistiche, ma che se sono vissute con rigore eccessivo, e senza alcun controllo medico, possono portare a depauperare il proprio organismo di nutrienti indispensabili e/o comportare perdite di peso importanti e inopportune”. Si tratta di un “male moderno”, parallelamente al quale si registra la diffusione di un altro disturbo, ugualmente legato all’immagine e alla percezione che l’individuo ha di sé, la bigoressia, o vigoressia, è l’ossessione per i muscoli e la forma fisica. Non stiamo parlando della sana abitudine di fare sport ma ci riferiamo a chi sacrifica attività ricreative e relazionali per non sottrarre tempo alla propria rigida tabella di allenamenti quotidiana.

L’ortoressia indica una preoccupazione maniacale per la qualità del cibo consumato, tale da arrivare a imporsi regole alimentari sempre più strette, psicologicamente e fisicamente malsane, che possono portare a malnutrizione, perdita di peso e causano isolamento sociale.

Le persone con queste tendenze mantengono un estremo controllo sulla tipologia del cibo ingerita e sulla forma fisica, cercando dunque di ottenere un corpo forte, capace di resistere al passare del tempo ma anche alle contaminazioni del cibo non sano. In questo senso, le condiziona anche una lettura parziale della realtà o la tendenza a sovrastimare alcuni pericoli, alimentata forse anche dai media che regolarmente ci parlano di fenomeni come mucca pazza, aviaria o salumi cancerogeni.

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Quali sono le persone più a rischio?

sport alimentazione
ortoressia (Istock)

L’ortoressia può fare capolino quando si iniziano a seguire regimi alimentari non motivati da condizioni di salute, dalle diete “fai da te”, a quelle lette sulle riviste, o scaricate dal web. Ma ortoressico può diventare anche chi si affida a diete suggerite da un dietologo, ma non personalizzate per età e condizioni e non monitorate nel tempo. Le conoscenze nutrizionali di questi soggetti non trovano quasi mai fondamento in una reale competenza, ma derivano piuttosto da una somma di convinzioni personali, di passaparola, di indicazioni generiche e non personalizzate, spesso reperite sul web e comunque prive di una validazione scientifica. Gli adolescenti sembrerebbero più a rischio degli adulti. Come già accennato, lo sportivo potrebbe porre maggiore attenzione al cibo, convinto di aumentare più facilmente la propria massa muscolare e migliorare il fisico, attraverso l’eliminazione di alimenti che ritiene lo allontanino dal suo ideale. Può essere a rischio anche chi opera una scelta vegana o vegetariana, restringendo così il range di alimenti per motivi non solo etici, ma anche salutistici.

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I dati Italiani sull’ortoressia | Ministero della Salute

disturbo alimentare
ortoressia (Istock photos)

Anche se i disturbi alimentari hanno sempre riguardato per la maggior parte le donne, le proporzioni  per questo disturbo sono ribaltate: infatti tale patologia, in Italia coinvolge più uomini che donne.

Secondo dati diramati dal Ministero della Salute, sarebbero oltre 3 milioni gli Italiani, uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni, affetti dai diversi disturbi alimentari. Di questi, circa il 15% soffrirebbe di ortoressia. Secondo studi su campioni della popolazione italiana, l’ortoressia sarebbe prevalente nel sesso maschile (11,3%) rispetto a quello femminile (3,9%). Questa differenza potrebbe essere attribuita alla diffusione attuale, nella popolazione maschile, di modelli salutistici legati alla forma fisica e all’allenamento sportivo, che suggeriscono un elevato controllo del cibo per il raggiungimento della forma e della performance ideale.

Questo dato riflette un mutato scenario nei modelli maschili, oggi molto più portati a controllare l’alimentazione per raggiungere la perfetta forma fisica, che passa quindi anche dall’eliminazione di tutto ciò che non è puro e da una modalità esagerata di disintossicazione.

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 La causa dell’ortoressia? Il controllo su se stessi

uomo palestra
ortoressia l’ossessione del mangiare sano (Istock)

Non tutti quelli che si prendono cura della propria alimentazione sono potenziali ortoressici, ma alcune personalità sono maggiormente predisposte, per esempio chi ha manie di perfezionismo e tendenze a comportamenti ossessivi, ripetitivi e ansiogeni. Anche i salutisti estremi e gli atleti troppo attenti all’alimentazione sono interessati da una maggior predisposizione a diventare ortoressici.

Come abbiamo visto, le persone affette da ortoressia osservano in maniera rigida delle regole autoimposte e sono intolleranti verso ogni minima variazione ed eccezione. Controllare l’alimentazione può diventare un modo per illudersi di avere il controllo su se stessi, una modalità disfunzionale per cercare di abbassare l’ansia e migliorare l’umore. La rinuncia ad alcuni cibi diventa, quindi, una dimostrazione di superiorità etica e morale, ma anche prova inconsapevole di una ricerca di controllo che a sua volta spesso si lega a scarsa autostima e a profonda insicurezza.

Le conseguenze dell’ortoressia sul piano fisico

carenza vitamine per ortoressia
ortoressia ossessione del cibo sano Fonte foto: Istock

L’ortoressia non comporta solo disagi di tipo psicologico e sociale, ma anche problemi fisici. Escludere dalla propria dieta un numero elevato di alimenti vuol dire perdere peso e mangiare in maniera poco equilibrata. In questo modo si mettono alla prova tutti gli organi: l’ortoressia può causare demineralizzazione dell’apparato scheletrico; disturbi anche gravi dell’apparato cardiovascolare; carenze vitaminiche (in particolare della vitamina B12, contenuta nei grassi di origine animale).

Le conseguenze dell’ortoressia si manifestano, come già accennato, sia sul piano fisico, sia su quello psicologico. Sul versante fisico, vanno segnalate carenze nutrizionali man mano più severe: squilibri elettrolitici, carenze di micronutrienti che, nelle forme estreme, possono sfociare in fragilità ossea (osteoporosi) e atrofie muscolari anche in giovane età. Ugualmente pericoloso, nel soggetto ortoressico, è il rischio di una patologia da abuso di integratori alimentari, che sfocia in un loro accumulo nell’organismo.

Le conseguenze dell’ortoressia sul piano psicologico

ansia
ortoressia conseguenze psicologiche , IStock

Sul versante psicologico, lo stato emotivo di fondo della persona con ortoressia è segnato da depressione e senso di colpa, su cui si innesta un atteggiamento di tipo ossessivo-compulsivo.

L’ortoressico vive in un perenne stato di ansia, legato al timore che il contatto con i cibi da lui ritenuti malsani possa causargli problemi di salute. Altrettanto preoccupanti sono i transitori momenti di euforia, che si manifestano soltanto quando l’ortoressico riesce a resistere a una tentazione nutrizionale, o a mantenere una nuova ferrea regola autoimposta. L’ossessione nei confronti del cibo non di rado si associa ad altre forme maniacali, come l’ossessione per l’esercizio fisico, per la pulizia, per le cure estetiche. Spesso l’ortoressia convive con un pregiudizio patologico verso i farmaci: non è raro, infatti, che l’ortoressia celi anche la paura delle malattie e dell’invecchiamento. Da qui prende le mosse il voler rendere il corpo resistente agli “attacchi” dell’ambiente esterno, o al trascorrere del tempo, proprio attraverso un’alimentazione ipercontrollata. Infine, da non sottovalutare è l’isolamento progressivo del soggetto colpito da ortoressia che, se inizialmente tenderà a coinvolgere amici e parenti in questo stile di vita presunto sano, dovrà poi prendere atto del fallimento di questi suoi tentativi, che lo porteranno a isolarsi e a peggiorare il suo quadro psicopatologico

Le ricadute sulla vita sociale delle persone che soffrono di ortoressia sono molteplici, perché il disturbo influenza, modifica e determina le relazioni sociali dell’individuo che, per evitare di ingerire cibi considerati poco sani, comincia a disertare le uscite di gruppo, le cerimonie e addirittura gli appuntamenti galanti, relegandosi così a un isolamento sociale perenne.

Spesso, infatti, gli ortoressici preferiscono mangiare da soli e rifiutano inviti a cena o al ristorante, per non consumare piatti preparati da altri, nel timore che non siano abbastanza sani. Infatti, la necessità di conoscere ogni ingrediente del cibo che si mangia, unita al bisogno di programmare sempre in modo attento i propri pasti (per il 78% dei pazienti è il pensiero fisso più comune) e la fatica quindi di adeguarsi a mangiare fuori casa, condizionano negativamente la vita di relazione dei soggetti.

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Come uscire dall’ortoressia | I trattamenti mirati

terapia donna
ortoressia trattamenti mirati (Istock)

Il rimedio per l’ortoressia comincia – come per tutte le dipendenze – con l’ammettere la patologia. In seguito, è consigliabile rivolgersi a uno psicoterapeuta e a un nutrizionista, per educarsi a mangiare senza ossessioni. Spesso le fasi iniziali dell’ortoressia passano inosservate. Anzi. Va detto che, a volte, l’ortoressico è in questa fase ammirato da amici e parenti (se non addirittura da professionisti della nutrizione), per la propria capacità di autocontrollo e di adesione totale alle regole destinate a diventare la sua gabbia. È quindi necessario che i clinici e gli operatori della nutrizione vengano formati specificamente su questo disturbo, così da individuare precocemente i casi e motivare chi ne soffre a intraprendere un trattamento riabilitativo specialistico che, per la complessità del disturbo, dovrà essere multidisciplinare. Un secondo aspetto fondamentale riguarda l’informazione (e la pubblicità) nutrizionale. È dimostrato infatti che molti comportamenti alimentari disfunzionali e molti disturbi dell’alimentazione trovano terreno fertile in un’informazione (e in una pubblicità) nutrizionale aggressiva e superficiale. Non sono pochi i casi di informazione relativa ai settori della nutrizione affidata a contenuti sensazionalistici, con ricadute sul grande pubblico fuorvianti e ingannevoli.

Il trattamento dell’ortoressia  prevede un approccio integrato e multidisciplinare che, dopo un’attenta diagnosi specialistica, comporti il contributo di medici, psicoterapeuti e dietisti, perché deve essere tenuto in considerazione sia l’aspetto psicologico che quello clinico-nutrizionale, al fine di definire un percorso terapeutico personalizzato. La psicoterapia è finalizzata a comprendere e a trattare il sottostante problema emotivo che spinge a trovare quel tipo di soluzione per attutire le proprie ansie. Infine, il coinvolgimento di parenti e amici è fondamentale.

Come per molte altre patologie, le persone vicine possono avere la capacità di riconoscere i sintomi, di fornire motivazione e fiducia, aiutando la persona a superare la propria situazione di crisi e a affidarsi agli specialisti che possano fare una diagnosi corretta, e prospettare i percorsi di cura adeguati a ciascuna persona. Ad ogni modo, avere consapevolezza del problema è il primo passo per accettarlo e risolverlo per questo è importante agire con campagne di informazione e prevenzione, e puntare sulla diagnosi precoce.

(Fonti: auxologico.it – bloginsalute.it – MinisterodellaSalute.it)

 

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