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Sindrome della leonessa: quando l’amore della mamma è eccessivo

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Madri che amano troppo i propri figli. Le conseguenze di un amore eccessivo e la sindrome da leonessa che colpisce la mamma

sindrome della leonessa (Istock)

Quando si diventa madri si vorrebbe dare al proprio figlio o figlia tutto l’amore che si ha, e questo è normale ed è giustissimo. Ma, c’è sempre un ma, esistono alcune madri che con il proprio “amore eccessivo” soffocano i propri figli, pensando che tutto questo amore sia giusto per loro. Non sempre amare così follemente il proprio figlio, sin da subito, è un bene per la loro crescita. Affatto, spesso il bambino cresce insicuro perché troppo protetto da questo amore-malato che lo soffoca e non lo fa respirare. Ogni madre ama il proprio bimbo e ogni madre lo fa con tutte le sue forze e naturalmente – io che sono mamma so cosa vuol dire – ma non per questo ritengo giusto che mio figlio debba essere immerso 24 ore su 24 da questo amore a volte, troppo ossessivo e invadente. Non stiamo parlando, qui, di amare di meno, assolutamente no, ma per questo amore “ossessivo” esiste una patologia che prende il nome di Sindrome da leonessa. Cos’è? cerchiamo di capirlo e spieghiamo la differenza tra amare nel modo giusto, senza conseguenze malsane sulla prole e sulla famiglia in genere, e amare in modo ossessivo. Cerchiamo di far chiarezza su questo rapporto che si crea tra madre e figlio e quanto questo possa influire negativamente sulla vita del piccolo quando quest’ultimo crescerà e diventerà un adulto

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Quando l’amore diventa una dipendenza: madri che amano troppo

Sindrome della leonessa (Istock Photos)

L’amore, se non vissuto nel modo corretto, può diventare una vera e propria dipendenza. Questa non è mai giusta per nessuno, vittima e carnefice, che subiscono la dipendenza. Tale dipendenza può sfociare in una vera e propria ossessione.

Le dipendenze affettive non si sviluppano solo nei confronti del partner, ma anche dei genitori, figli e amici. E a proposito di quella che si sviluppa nei confronti dei figli, potremmo parlare di genitori che amano troppo. Si può diventare tali fin dalla più tenera età dei figli e spesso le vittime sono le madri. Una differenza tra madri e padri, è che la gelosia delle madri è dovuta soprattutto alla paura di essere abbandonate, mentre quella dei padri all’esigenza di avere il controllo sulla prole. Per entrambi i genitori comunque alla base c’è sempre un’insicurezza di fondo rispetto a quella che è la loro vita.

Una madre che ama troppo, non si sente sicura di se, di conseguenza nemmeno del rapporto con il proprio bimbo. Vivendo nel terrore di poterlo perdere o di esserne abbandonata, tende a “proteggerlo” in modo esagerato, ovvero a nasconderlo e a cercare di creare un rapporto di totale esclusività con lui. A volte questa sua gelosia sfocia nella patologia per diventare poi ossessiva. In questi casi anche il padre del bambino viene visto come una minaccia, spesso dando origine al tracollo della coppia.

Bisogna dire che alcune donne si rendono conto del loro disagio e di quello che possono causare al figlio e quindi cercano di correre ai ripari chiedendo un sostegno psicologico, o almeno inizialmente parlandone con qualcuno di loro conoscenza. Un primo passo importante è quello in cui si riconosce di avere un problema. Solo in questo caso si può aprire la strada verso la guarigione. Anche se per una mamma questo passo è difficile da capire, si è troppo immerse nell’amore (malato) da non vedere al di là del proprio sentimento distorto, facendo così del male al bambino. Infatti queste madri giustificano il loro comportamento con le scuse più varie: la paura che i bambini possano contrarre malattie da chi viene a far loro visita, il possibile disagio che possono sentire se presi in braccio da altri individui. Nei casi più estremi, ritenere che se sta bene con la madre non abbia bisogno di altri e il pensiero che qualcuno glielo possa portare via.

In questo caso è fondamentale la figura paterna, che non può permettersi di lasciar perdere il comportamento della madre sperando che si risolva da solo. Occorre intervenire e creare una linea di crescita comune per il bambino e per il suo bene, in cui entrambi i genitori siano coinvolti e abbiano la stessa libertà di parola e azione.  Il figlio deve abituarsi a poter stare  con più figure di riferimento senza sentirsi perduto. La madre non può stare sempre con lui escludendolo dal mondo intero.

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La sindrome della leonessa: cos’è e quali conseguenze ha sul figlio

sindrome della leonessa cos’è, quali sono le conseguenze (Istock Photos)

La sindrome della leonessa è una vera e propria patologia che interessa la madre ossessivamente gelosa del proprio piccolo. Perché si chiama così? Perché proprio come la leonessa che cerca in tutti i modi di proteggere il proprio cucciolo di leone da ogni possibile minaccia, anche la madre umana tenderà a fare la stessa cosa, con conseguenze però devastanti per la psiche del proprio bimbo. Si tratta di un comportamento ossessivo che non lascia spazio alla razionalità e al buon senso.

Ma esistono alcuni campanelli d’allarme che fanno prevedere che una madre sta per entrare in questa brutta spirale di gelosia morbosa. Ecco i segnali più evidenti:

  • la madre diventa enormemente gelosa del suo rapporto con il neonato e tende a proteggere in maniera ossessiva i propri figli.
  • non accetta nessun consiglio proveniente dall’esterno, in quanto si sente l’unica persona a poter prendere decisioni corrette per il proprio bambino.
  • Questo attaccamento al neonato si trasforma in patologico, per cui tende ad allontanare con rabbia tutte le persone che possono, secondo il suo parere, arrecare pericolo al neonato, compreso il partner.

Per questi motivi, la sindrome da leonessa non è una condizione che nuoce solamente alla madre o al figlio ma anche all’equilibrio dell’intera famiglia. Uno dei problemi principali delle donne che soffrono di questa sindrome da leonessa è che non si rendono conto di star vivendo una condizione patologica e, per questo, sono sempre sulla difensiva, aggredendo qualsiasi persona possa avvicinarsi o dare consigli rispetto al neonato. Solitamente, queste donne sono ossessionate dai pericoli che possono colpire il figlio, in primis dalle malattie, evitando addirittura che altre persone tocchino il bambino. In qualità di madri, inoltre, sono ossessionate anche dall’idea che qualcuno possa impadronirsi del suo ruolo materno. Questa gelosia, infatti, si inasprisce se il bambino dimostra di provare affetto verso altre persone. Gran parte di questa loro insicurezza proviene anche dal periodo della gravidanza e da tutte le speranze e le paure che la donna ha provato durante questa fase.

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Come intervenire per aiutare la madre: il ruolo del padre è fondamentale

Fonte foto Pixabay

Per aiutare una donna che si trova a dover affrontare tale sindrome, il primo passo da fare deve provenire dal marito/compagno il quale, preso atto della situazione dovrà intervenire immediatamente. Ma come? E’ utile, per esempio, seguire questi piccoli consigli:

  • Il principale alleato è la comunicazione: cercare di rassicurare la mamma è fondamentale per far in modo che riduca la paura del distacco dal proprio figlio.
  • Servono tempo e pazienza affinché la madre si renda conto del problema e possa iniziare a superarlo. Questo perché alla base della sindrome c’è sempre un’insicurezza di fondo.
  • Chiedere aiuto ad uno specialista: Se le rassicurazioni del partner non bastano, è preferibile richiedere l’aiuto di uno psicologo o di uno psicoterapeuta che possano aiutare la paziente a perdere il timore del distacco, a intraprendere un rapporto più sano con il proprio figlio e a ritrovare l’equilibrio familiare con il partner e l’intera famiglia.

Quali sono le conseguenze per il bambino amato troppo?

bambino sindrome della leonessa, conseguenze per il bambino (Istock Photos)

Con una madre leonessa che ama troppo il proprio bambino, quest’ultimo rischierà diverse conseguenze da adulto:

  • maturerà più tardi rispetto ai suoi coetanei perché sin da subito viene privato della sua autonomia;
  • svilupperà una scarsa autostima perché, dato che la madre è stata sempre con lui a soddisfare qualsiasi esigenza, non si sentirà mai in grado di poter fare da solo;
  • si sentirà in colpa quando sceglierà di fare altro piuttosto che rimanere con la madre o quando sentirà il bisogno di stringere delle relazioni con altre figure;
  • non riuscirà a capire che cosa vorrà davvero dalla vita perché non oserà esprimere altro al di fuori dell’esperienza con la madre;
  • quando la madre non ci sarà più, il figlio adulto penserà di essere perduto e si sentirà nella condizione di dover iniziare tutto da capo
  • perché fino ad allora non avrà costruito niente che sia stato solo suo.

Il modo per prevenire l’insorgenza di questa patologia che di certo non è amore vero ma solo pura ossessione, è la cura. L’apprendimento di un percorso che può portare la madre alla guarigione e, di conseguenza, far crescere il bimbo in modo sano ed equilibrato esiste e deve essere intrapreso subito. L’amore per un figlio è sopratutto questo, fare di tutto per crescerlo sano, con il giusto amore, non da leonessa, ma da semplice mamma.

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