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Facebook, scandalo profili rubati: l’azienda crolla a Wall Street

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Facebook, scandalo profili rubati: l'azienda crolla a Wall Street
Mark Zuckerberg, Facebook (Websource/Archivio)

Facebook, scandalo profili rubati: dopo la pubblicazione dell’inchiesta da parte del ‘New York Times‘ e del ‘The Guardian‘ che ha evidenziato come la sottrazione dei profili di 51 milioni di elettori americani da parte di Cambridge Analityca abbia influenzato le elezioni presidenziali del 2016 favorendo Trump, la società di Zuckerberk ha subito un crollo verticale nella borsa americana perdendo il 6,8% (toccando il punto più basso degli ultimi 4 anni) e trascinando con se l’intera industria tecnologica americana.

Facebook, scandalo profili rubati: cessione di profili o furto?

In seguito alla diffusione di quanto successo durante la campagna elettorale che ha visto trionfare Donald Trump, i vertici di Facebook si sono giustificati dicendo che Aleksandr Kogan  avrebbe chiesto la possibilità di raccogliere dati per uno studio universitario attraverso un app chiamata ‘Thisisyourdigitallife‘, ma che successivamente avrebbe utilizzato i dati raccolti per venderli all’azienda che si occupa di statistica Cambridge Analityca (rea di aver influenzato anche le votazioni sulla Brexit) che ha utilizzato i dati così raccolti per influenzare le votazioni in favore del neo presidente eletto. A questa accusa ha risposto il responsabile dell’app dicendo: “Non sono una spia e sono pronto a parlare con l’Fbi e davanti al Congresso americano”, quindi contraddicendo quanto affermato dai portavoce di Facebook ha aggiunto: “Non abbiamo mai detto che il nostro progetto era finalizzato a una ricerca universitaria”.

Quale che sia la verità dietro a questa vicenda Kogan è stato radiato da Facebook per aver violato gli accordi e nel contempo il capo della sicurezza di Facebook, Stamos, ha abbandonato il proprio incarico. Intanto anche l’Unione Europea vuole vederci chiaro e nei prossimi giorni, la commissaria alla giustizia Vera Jurova parlerà con i responsabili del social per capire il grado di compromissione dei dati sensibili degli utenti: “Da una prospettiva Ue, il cattivo uso per fini politici di dati personali appartenenti agli utenti di Facebook, se confermato, è inaccettabile e orripilante”, ha commentato ai media la commissaria.