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Equinozio di primavera: perché quest’anno cade il 20 marzo

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L’equinozio di primavera sancisce il cambio di stagione, vi spieghiamo perché quest’anno cade il 20 marzo e non il 21 marzo, come invece sarebbe la regola.

equinozio di primavera
(Pixabay)

Nonostante le previsioni del tempo siano poco rassicuranti e si prospettano nevicate a bassa quota, arriva puntuale – almeno per il calendario – la fine della stagione invernale e l’inizio della primavera. Bisogna sfatare però un luogo comune, ovvero quello che la primavera inizia il 21 marzo. Si tratta di una convinzione non del tutto esatta, infatti l’equinozio di primavera, che convenzionalmente viene fatto coincidere col cambio di stagione, è quel momento dell’anno in cui le ore di luce sono pari a quelle di buio. Vuol dire che si tratta di un momento che varia di anno in anno e che quest’anno cade il 20 marzo alle ore 16.15 (orario UTC – Universal Time Coordinated), ovvero alle 17.15 in Italia. Ma c’è di più: fino al 2102 l’equinozio di primavera non sarà il 21 marzo, ma il 20 o il 19.

Gli esperti spiegano perché l’equinozio di primavera cade il 20 marzo

Si tratta di un fenomeno che chiarisce molto bene l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope, rilevando che nel momento dell’equinozio, “il Sole nel suo moto apparente nel cielo, da Sud verso Nord lungo lo Zodiaco, viene a trovarsi all’incrocio tra equatore celeste ed eclittica, che è la proiezione nel cielo dell’orbita terrestre”. Le sue parole sono riportate dal portale meteoweb.eu, che raccoglie anche quelle di Paolo Volpini, dell’Unione astrofili italiani: “L’introduzione di un giorno ogni 4 anni nell’anno bisestile può far oscillare questa data anche di molte ore”. In ogni caso, è proprio l’anno bisestile che fa sì che l’equinozio di primavera, Punto Gamma o nodo ascendente o Punto d’Ariete, si verifichi sempre tra il 19 e il 21 marzo. Come noto, la Terra ruota sul suo asse polare una volta ogni 24 ore, mentre per compiere la sua rotazione intorno al Sole impiega 365,25 giorni, determinando così il ciclo annuale delle stagioni. Gli equinozi corrispondono a quando questi due movimenti si intersecano. L’orbita però è particolare e si sviluppa sul piano dell’eclittica. L’asse di rotazione è inclinato rispetto all’orbita di circa 67°. Anche per questo non ovunque il giorno e la notte hanno la stessa durata. In conclusione, definiamo equinozio di primavera il punto d’intersezione tra eclittica ed equatore celeste in cui il Sole passa dall’emisfero australe a quello boreale, mentre l’equinozio d’autunno o punto Omega o nodo discendente o primo punto della Libra descrive il punto di intersezione inverso.

GM