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CARO AVVOCATO: maltrattamenti in famiglia e coppie di fatto

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L’avvocato Sara Testa Marcelli risponde:

Negli ultimi anni si è modificato radicalmente il concetto di “famiglia“, oggi intesa come unione non necessariamente fondata sul matrimonio.

L’ordinamento giuridico si è dunque dovuto adeguare a questo cambiamento e, a tal riguardo, è stato modificato l’art. 572 c.p. (Maltrattamenti in famiglia) in quanto si è cercato di adeguare la norma alla realtà in cui versa attualmente la società.

Oggi quindi il soggetto passivo del reato, ossia colui che subisce i maltrattamenti, può anche essere un convivente. In questo modo si è inteso assicurare tutela penale non solo ai componenti della famiglia legale, ma anche ai membri delle unioni di fatto fondate sulla convivenza. Ciò in quanto si è riconosciuto il valore sociale della convivenza come modello idoneo a costituire una di quelle formazioni sociali che l’ordinamento costituzionale si impegna a riconoscere e garantire.

Agli effetti dell’art. 572 c.p., deve considerarsi famiglia ogni consorzio di persone tra cui, per intime relazioni e consuetudini di vita, siano sorti legami di reciproca assistenza e protezione. Ne consegue che sono da considerare persone della famiglia anche i componenti della famiglia di fatto, fondata sulla reciproca volontà di vivere insieme, di generare figli, di avere beni in comune, di dare vita ad un nucleo stabile e duraturo.