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PM SANGERMANO: Minetti fece l’amore per soldi, Ruby vulnerabile

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Lele Mora, con Emilio Fede e Nicole Minetti, sono in tribunale a Milano per assistere alla requisitoria nel processo che li vede imputati per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile.

Il pm Antonio Sangermano nella sua requisitoria ha parlato di ‘immaturità e vulnerabilità’ di Ruby ed ha spiegato che durante la sua testimonianza ‘Ruby si è contraddetta’; ha aggiunto poi che ‘l’unico dato certo è che Ruby ha sempre negato di essersi prostituita e di avere avuto rapporti a pagamento con Silvio Berlusconi’.

Emilio Fede e Lele Mora ha continuato Sangermano – come due sodali, saggiavano la gradevolezza delle ragazze, facevano l’esamino per vedere se avevano anche una capacità socio-relazionale e poi le immettevano nel circuito delle serate ad Arcore, un circuito a cui non è sfuggita nemmeno Ruby. Hanno concorso all’intrusione di Ruby nel circuito’.

Nicole Minetti – ha aggiunto il pm – non ebbe solo un ruolo di “intermediazione’, ma partecipò alle feste di Arcore ‘compiendo anche atti sessuali retribuiti’.

‘Questo processo – ha sottolineato il pm – é stato dipinto come una farsa e una maxi intrusione nella vita di una persona e i magistrati sono stati dipinti come accaniti spioni’, ma ‘noi abbiamo adempiuto con onore al nostro dovere istituzionale.

‘Abbiamo ricevuto – ha proseguito – una macroscopica notizia di reato, riguardante una ragazza minorenne che girava per le strade di Milano con pacchi di denaro, che frequentava alberghi di lusso, che viveva con una prostituta e andava a casa di un uomo ricco e potente da cui diceva di ricevere denaro dopo essere fuggita da una comunità. Era nostro dovere di indagare’.

‘C’é qualcuno – ha insistito Sangermano – che, indossando come noi la toga, a fronte delle dichiarazioni di una minorenne, delle oggettive anomalie della notte del 27 maggio 2010, che sentendo Lele Mora dire nelle telefonate di inghindarsi con biancheria intima e la Minetti retribuire le ragazze, c’é qualcuno, ripeto, che avrebbe riattaccato la cornetta e si sarebbe tappato le orecchie senza indagare?. La legge impone di indagare ed esercitare l’azione penale. La legge Merlin è la madre di questo processo’.

Fonte: Ansa.it