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CARO AVVOCATO: anche in Italia praticare l’infibulazione è reato

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L’avvocato Sara Testa Marcelli risponde:

L’ingresso in Italia, in questi ultimi anni, di persone delle più disparate nazionalità ha provocato l’introduzione nel nostro paese della pratica dell’infibulazione e, più in generale, di pratiche di mutilazione degli organi  genitali femminili.

Queste sono pratiche tradizionali che vengono eseguite principalmente in 28 paesi dell’Africa sub-sahariana, per motivi non terapeutici. Tali pratiche ledono fortemente la salute psichica e fisica di bambine e donne che ne sono sottoposte.

La mutilazione dei genitali femminili è fortunatamente divenuta un autonomo reato già dal 2006 poiché, prima dell’introduzione di vari articoli nel codice penale che si occupano di sanzionare chi effettua tali pratiche, l’ipotesi di reato rientrava nella più ampia fattispecie delle “lesioni”.

Difatti la Legge n. 7 del 9 gennaio 2006 ha introdotto, all’interno del Codice Penale, gli articoli nn. 583 bis, 583 ter e 583 quater.

Oggi in Italia chiunque pratica l’infibulazione (o pratiche analoghe volte a mutilare gli organi genitali femminili) è punito con la reclusione da 4 a12 anni. La pena è aumentata di un terzo se la mutilazione è compiuta su una minore oppure quando è effettuata per scopo di lucro.

Se tali pratiche sono poste in essere da medici, si rischia l’interdizione dall’esercizio della professione da3 a10 anni.

È indubbiamente una vittoria per tutte quelle donne che, anche se immigrate in Italia, rischiano ogni giorno la vita a causa di queste pratiche violente ed inutili.