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COSTA CONCORDIA INCIDENTE: commissario di bordo Manrico Giampedroni dimesso

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Manrico Giampedroni racconta come è sopravvissuto nella Costa Concordia affondata – “Quando ho visto il primo soccorritore, l’ho abbracciato d’istinto”: così è finita la tragica avventura del commissario di bordo della Costa Concordia Manrico Giampedroni, con un abbraccio liberatorio e la sensazione di essere beneficiario di un autentico miracolo.

Dopo il salvataggio Giampedroni è stato portato in ospedale e curato per una frattura alle gambe, ieri è stato dimesso e ad attenderlo c’era una folla di giornalisti. La curiosità circa quanto fosse accaduto nei momenti che hanno preceduto l’affondamento ha naturalmente preso il sopravvento: cosa fece il comandante Schettino? dove si trovava esattamente la ragazza moldava? perchè non ha dato disposizioni per far indossare il giubbotto di salvataggio ai passeggeri?  Giampedroni risponde sereno, sostiene fermamente la grande professionalità di Schettino e la sua, giustificando il proprio agire con la volontà di non creare panico: una disgrazia pare essere dunque per lui l’unico modo per descrivere la tragedia della Costa Concordia.

Una simile folla di giornalisti non poteva comunque ottenere altro effetto se non quello di far sentire l’ex commissario di bordo della Costa Concordia alla stregua di un vip: eccolo allora mentre coglie al balzo l’occasione di raccontare quelle tragiche 36 ore trascorse come prigioniero di quella che fino a poco tempo prima era una nave a lui familiare; “lì stavo in piedi su una gamba sola […] mangiato un panino trovato in acqua, era cattivissimo”. In fine la scelta  di far sentire la propria presenza sbattendo una padella contro le pareti della nave e finalmente la salvezza…. il resto è cosa nota.

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