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Come scegliere l’acqua migliore da bere? Verità e falsi miti sull’acqua

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Come scegliere l’acqua migliore da bere? Tutta la verità e i falsi miti che devi sapere sull’acqua: sceglila in base al tuo stato di salute e a come vivi nel quotidiano

Quale acqua scegliere (Istock Photos)

Vorresti finalmente capire quali sono le acque migliori da bere? Oppure sapere se l’acqua del rubinetto è sicura o no? Prima di iniziare lascia che ti dica una cosa: non esiste una lista magica delle migliori o peggiori marche ma solo acque buone in base al tipo di salute che si ha e alla vita che si pratica. Si può fare a meno di molte cose nella vita, anche del cibo se è necessario (almeno per un po’) ma di certo non si può rinunciare all’acqua! È impossibile vivere senz’acqua ed è necessario mantenerne l’equilibrio interno soprattutto durante la stagione calda, quando attraverso il sudore ne espelliamo maggiori quantità rispetto al resto dell’anno. Indispensabile per vivere, l’acqua è ciò che aiuta il nostro organismo a vivere meglio. Usata per prevenire molti malanni e molti mali in genere, bere acqua è indispensabile per sentirsi bene. Ma come fare per scegliere l’acqua migliore da bere? Anzitutto per scegliere l’acqua migliore da bere è bene conoscere alcuni valori degli elementi che vi sono contenuti, in misura maggiore o minore, alla sorgente e in bottiglia. Spieghiamo prima, però, perché è importante bere l’acqua

Perché è importante bere l’acqua

come scegliere l’acqua migliore da bere (Istock Photos)

Bere in maniera adeguata acqua apporta notevoli benefici al nostro organismo. Tra i moltissimi scopriamo che l’acqua:

  • favorisce l’eliminazione delle sostanze di rifiuto dall’organismo in quanto aumenta l’escrezione di urina e sudore.
  • Favorisce lo sviluppo muscolare in soggetti che pratichino attività fisica in quanto: il 75% della massa muscolare è costituita da acqua; e perché l’acqua antagonizza gli effetti catabolici del cortisolo. Se l’attività fisica è prolungata le ghiandole surrenali aumentano la produzione di cortisolo. Il cortisolo è un ormone che ha un effetto catabolico sul tessuto muscolare, cioè tende a “disgregarlo” per produrre energia. L’acqua contrasta tale attività catabolica.
  • Ha un effetto “estetico” in quanto l’acqua conferisce forma e rigidità ai tessuti, quindi contrasta la ritenzione dei liquidi in eccesso (la cosiddetta pelle a buccia d’arancia)
  • Consente di mantenere adeguatamente umide le superfici di: naso, occhi, orecchie.
  • Favorisce una adeguata lubrificazione delle articolazioni tramite la produzione di liquido sinoviale

Quanta acqua bere e come berla durante il giorno

come scegliere l’acqua migliore da bere (Istock)

L’acqua ricopre la superficie terrestre per ben il 71% della sua superficie. Nel corpo umano l’acqua rappresenta ben il 70-75% del peso corporeo nei bambini, mentre negli anziani il 45-55%. L’acqua è presente in ogni cellula dell’organismo. Ogni grammo di proteine lega 4 grammi di acqua, mentre ogni grammo di grasso solo 0,2 grammi. E’ quindi evidente che i soggetti Obesi hanno una percentuale di acqua corporea inferiore ai soggetti magri.

Poiché le donne hanno normalmente, rispetto agli uomini, circa il 5% in più di tessuto adiposo, la loro percentuale di acqua risulta essere di circa il 55% rispetto al 60% degli uomini. Bere risulta quindi davvero fondamentale, così come idratarsi, specie in determinati momenti della giornata. Non bisogna mai e poi mai bere quando si ha sete bensì, molto prima, onde evitare di essere già in carestia d’acqua, ossia disidratati. Il solo 2% in meno di idratazione comporta ben il 20% in meno di energia fisica.

Inoltre non bisogna bere durante i pasti se non in quantità limitate per non spegnere il fuoco che brucia gli alimenti. Dilatare i succhi gastrici è molto facile se si beve durante i pasti.   Il calore dell’acqua assunta nei vari momenti del giorno è anche piuttosto importante. Bere al mattino è possibile e si dovrebbe ma, l’acqua in quei momenti potrà essere anche più fresca; al contrario man mano che si va verso la fine della giornata bisognerebbe bere acqua più calda. Al mattino bisognerebbe bere un quantitativo d’acqua di almeno 300-550 ml poiché il corpo durante il riposo non ha ricevuto liquidi. Successivamente sarebbe molto meglio bere fuori dai pasti. Mentre per gli allenamenti sarebbe bene bere acqua 330-540 ml pre e 500 ml subito dopo per idratare il corpo e raffreddare gli organi.

La quantità di acqua da consumare al giorno è compresa tra i 6 bicchieri da acqua ai 10 bicchieri da acqua. Il consumo medio di 1500 – 1600 ml può essere ottenuto consumando:

  • un bicchiere di acqua a colazione,
  • due bicchieri di acqua a pranzo,
  • due bicchieri di acqua a cena
  • mezzo litro di acqua lontano dai pasti.

Il consumo di acqua deve aumentare se:

  1. si svolge attività fisica poiché questa genera calore, per prevenire un innalzamento eccessivo della temperatura corporea l’organismo incrementa l’escrezione di sudore. Il sudore, evaporando, sottrae calore al corpo surriscaldato (si perdono 0,06 calorie).
  2. In alta quota. Ad altitudini superiori a 2500 metri aumentano l’escrezione di urina e la frequenza respiratoria con conseguente incremento delle perdite di acqua da parte dell’organismo.
  3. In tutte le occasioni in cui si ha un incremento della sudorazione: stati febbrili e climi particolarmente caldi.
  4. Nel caso di perdite idriche dovute a diarrea o vomito.
  5. Durante la gravidanza e l’allattamento. Per le donne gravide è indicato un consumo giornaliero di acqua di 2100 ml al giorno, per quelle che allattano un consumo di 3100 ml al giorno.

Ricordiamo che il sangue è fatto d’acqua oltre che di altre sostanze, quindi meno si beve e più il sangue si addensa. Ciò non è positivo per il cuore, che deve sforzarsi maggiormente per inviare il liquido in tutto il corpo. Bere è fondamentale e per gli atleti che vogliono definire il quantitativo in litri ideale da bere, la migliore soluzione è moltiplicare 0,05 per il proprio peso corporeo.

In breve, quando dobbiamo bere l’acqua?

  • Appena svegli
  • Prima dei pasti principali
  • Prima, dopo e durante l’attività fisica
  • Tra un pasto e l’altro
  • Quando si perdono molti liquidi per cause fisiologiche  quali: sudorazione, disidratazione durante i viaggi aerei, freddo, vento ecc., e patologiche come:diarrea, vomito, ustioni, emorragie.

Quali caratteristiche bisogna considerare per scegliere la migliore acqua

cibi con acqua come scegliere l’acqua migliore da bere Fonte: Istock

Anzitutto devi tenere in considerazione 3 parametri importanti prima di scegliere la tua acqua. Questi sono:

1. Il Residuo fisso

Il residuo fisso è un principio specificamente utilizzato per catalogare le acque minerali o, più ampiamente, le potabili. Misurato in “mg/L”, il residuo fisso costituisce l’entità dei fattori solidi secchi residui dopo l’evaporazione (prima a 100 poi a 180 °C, talvolta fino a 500 °C) di una certa quantità d’acqua (filtrata) in un contenitore di platino opportunamente tarato; in tal modo si eliminano acqua (a 100 °C), sali di ammonio (a 180 °C) e sostanze organiche ad es i nitrati (a 500 °C). La maggior parte delle persone crede che l’acqua migliore sia quella con il residuo più basso. Ma non è così! Il residuo fisso esprime la quantità di minerali presente nell’acqua. Quindi residuo fisso più elevato significa maggiori quantità di minerali che fanno benissimo al nostro organismo. Ed è molto strano che l’associazione nazionale dei biologi, nel libro “consumo consapevole” considera come quantità ottimale un residuo fisso tra 200 e 300 mg/L. Proprio l’opposto di quello che dicono le pubblicità, ovvero il più basso possibile. I minerali contenuti nell’acqua che vanno a formare il residuo fisso sono:

  • Calcio (Quante volte ti hanno detto bevi il latte che fa bene alle ossa? Questo è lo stesso calcio che favorisce il rafforzamento delle ossa e l’attività muscolare)
  • Magnesio (aiuta le cellule muscolari cardiache a rilassarsi)
  • Sodio;
  • Potassio;
  • Ferro (molto importante per le donne in gravidanza)
  • Magnese;
  • Fluoruri (prevengono le carie)
  • Zolfo (benessere di unghie e Capelli)

L’importanza del residuo fisso nelle acque potabili è da molti anni oggetto di studi, ipotesi e conclusioni troppo spesso azzardate (soprattutto in ambito di marketing). I solidi disciolti, ammesso che vengano completamente assorbiti, potrebbero avere un impatto più o meno rilevante sulla salute.

2. La durezza dell’acqua

Molto spesso sentiamo parlare di acqua dolce o dura, ma veramente cosa si intende per durezza dell’acqua? La durezza è il contenuto di sali di calcio e di magnesio presenti nell’acqua. Sono i sali di questi due elementi che causano, in soluzione, la presenza di elementi calcarei nocivi alla funzionalità di reni e fegato. A seconda della concentrazione calcarea, le acque vengono definite dolci, semi dure, dure e molto dure. Meglio scegliere acque con un basso indice di durezza.

E’ un parametro indicativo di qualità di un’acqua potabile? La durezza dell’acqua per la maggior parte delle persone è sinonimo di calcare e di usura degli elettrodomestici che nel tempo rendono meno e si deteriorano più velocemente. Poche persone sono consapevoli che in realtà, questo parametro di analisi dell’acqua potabile, rappresenta anche una caratteristica molto importante per la nostra salute. E’ infatti un riconosciuto fattore di protezione per le malattie cardiovascolari e anche gli addolcitori delle acque, utilizzati per limitare l’usura dei nostri elettrodomestici, se installati devono essere tarati in modo da mantenere un grado di durezza che preservi una durezza dell’acqua con effetti benefici sulla salute.

L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ha infatti pubblicato delle linee guida sulla relazione tra durezza dell’acqua e salute. Nel report si evince che esiste una diretta correlazione tra durezza dell’acqua e morte causata da malattie cardiovascolari.

Cosa significa acqua potabile dal punto di vista della durezza? La durezza dell’acqua è misurata in gradi Francesi (°F) e secondo il DL 31/01 le acque sono considerate potabili con durezza (in gradi francesi) compresa tra 15 e 50, dove un 1° F corrisponde a 10 mg/L di carbonato di calcio (CaCO3) e quindi ad un intervallo di concentrazione di calcio carbonato di 150-500 mg/L. In base al contenuto di carbonato di sodio poi l’acqua viene classificata come:

  • Acque dolcissime: 0 – 7 °F
  • Acque dolci: 8 – 15 °F
  • Acque Dure: 16 – 25 °F
  • Acque molto dure 26 – 35 °F
  • Acque durissime > 35 °F

La durezza dell’acqua rappresenta quindi un parametro molto più specifico rispetto a residuo fisso perché non si limita a indicare solo la presenza o la quantità relativa di sali minerali nell’acqua potabile, ma ci permette di risalire fino al contenuto di due minerali in particolare, il calcio e il magnesio. La durezza dell’acqua allo stesso tempo può influenzare o essere influenzata dal suo pH. Infatti, più il suo valore è al di sotto della neutralità più l’acqua è acida, dolce, poco mineralizzata e priva di calcare. Al contrario, più il pH è al di sopra della neutralità, più alta sarà la mineralizzazione dell’acqua, che tenderà quindi ad essere alcalina, dura e ricca di calcare.

Sempre secondo l’OMS l’acqua potabile fornisce dal 5 al 20% del fabbisogno di calcio e magnesio giornaliero a seconda della sua durezza e quindi dei processi di addolcimento o altri trattamenti in uso nel sistema idrico che possono condizionare il contenuto di minerali. I risultati di diversi studi dimostrano che più l’acqua del rubinetto è dolce e maggiore è l’incidenza di malattie cardiovascolari nella popolazione, mentre l’utilizzo di acqua più dura è risultato un fattore protettivo. Le prime evidenze di questo importante significato sanitario della durezza dell’acqua potabile sono comparse da studi condotti già alla fine degli anni ’50 e confermati in seguito da ulteriori e importanti studi clinici, epidemiologici, in vitro in vivo.

Una conferma sostenuta dalla comunità scientifica mondiale, e che ha portato vari Paesi a iniziare a considerare l’acqua potabile un importante mezzo di prevenzione delle malattie cardiovascolari. Nello specifico, l’OMS si è impegnata a prendere in considerazione l’identificazione di un parametro minimo di calcio e magnesio per l’acqua potabile.

3. Microorganismi e altre sostanza inquinanti come nitriti e nitrati

nitrati, composti a base di azoto e ossigeno, sono dei sali, che, in zone inquinate, possono compromettere la qualità delle fonti da cui sgorga l’acqua. I nitrati, insieme ai nitriti, vengono utilizzati dall’industria come conservanti e aggiungono sapore e colore alle carni lavorate. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha classificato i nitrati e i nitriti ingeriti come “probabilmente cancerogeni per gli esseri umani”. I nitrati di per sé, però, non sono cancerogeni: si trovano naturalmente in diversi alimenti, tra cui le verdure (bietole, sedano, rape, spinaci), e nell’acqua potabile. Di per sé, sono innocui. Possono però essere convertiti in nitriti dall’azione delle ghiandole salivari nella bocca. I nitriti, a loro volta, possono combinarsi con altre molecole, le ammine, presenti negli alimenti ricchi di proteine come carne, salumi, formaggi, a formare le N-nitrosammine, che sono invece cancerogene. Non ci sono prove che i nitrati presenti nell’acqua potabile causino tumori.

Qui si gioca un’altra battaglia tra l’acqua in bottiglia e quella del rubinetto. Iniziamo da una frase presente sulle acque in bottiglia che recita così: “acqua batteriologicamente pura”. Il fatto che in una bottiglia d’acqua vi sia la scritta “acqua batteriologicamente pura” non la lascia immune da rischi di contaminazioni di microrganismi patogeni. Nelle bottiglie alcuni batteri possono riprodursi in tempi brevi soprattutto per le bottiglie di plastica esposte alla luce del sole o al calore. Infatti la presenza di microrganismi patogeni nelle bottiglie di plastica si registra maggiormente in estate.

Per quanto riguarda l’acqua del rubinetto invece, per ridurre i rischi di contaminazione batterica viene addizionato il cloro. Spesso molti non bevono l’acqua del rubinetto per il suo sapore che è determinato appunto dal cloro. Per ovviare al problema del cloro ti basta semplicemente lasciare l’acqua esposta all’aria per pochi minuti. Il cloro è un gas quindi si allontanerà dall’acqua dopo qualche minuto lasciando il suo caratteristico odore.

In Italia la normativa stabilisce per legge che l’acqua possa essere definita potabile solo se contiene un quantitativo di nitrati inferiore ai 50 mg/l. Tuttavia sono preferibili acque con nitrati presenti al di sotto dei 10 mg/l. Anche in questo caso quindi il problema sta nell’assunzione di nitrati dalle fonti alimentari, prime tra tutte le carni conservate. L’associazione dei consumatori ha redatto un’inchiesta che dimostra che l’acqua del rubinetto è buona e sicura. Questo dimostra che in termini di sicurezza alimentare l’acqua del rubinetto non ha nulla da invidiare rispetto all’acqua in bottiglia.

I nitrati in gravidanza e per i bambini fino a 3 anni

come scegliere l’acqua migliore da bere (Istock)

Discorso a parte per le donne in gravidanza ed i bambini da zero a tre anni. L’elevato consumo di nitrati per i bambini fino al terzo anno di età può portare a metaemoglobinemia, una condizione patologica che riduce l’apporto di ossigeno all’organismo. Infatti ti sarà capitato di trovare al supermercato bottiglie con la faccia di neonati. Quando è presente vuol dire che quell’acqua ha un contenuto di nitrati inferiore ai 10 mg per litro. In breve se vuoi dare acqua del rubinetto a tuo figlio che ha meno di tre anni, assicurati che l’acqua abbia una quantità di nitrati inferiore ai 10 mg. In alternativa compra acqua in bottiglia, preferibilmente di vetro.

Calcoli renali: quale acqua scegliere?

come scegliere l’acqua migliore da bere (Istock)

Le acque non sono tutte uguali e chi soffre di calcoli renali dovrebbe utilizzarle una tipologia particolare. Gli esperti infatti ci consigliano sempre di bere almeno due litri di acqua al giorno, ma sottolineano anche che la scelta del tipo di acqua è importante, per questo il suo acquisto dovrebbe avvenire in modo consapevole, imparando a leggere l’etichetta e i valori indicati. Le acque, minerali e naturali, non sono tutte uguali, ma vengono classificate in base a diversi fattori, fra cui la presenza di sali minerali, definiti oligoelementi. Queste sostanze hanno un ruolo fondamentale per favorire il nostro benessere e in base alla loro quantità caratterizzano varie tipologie di acqua, da quella solfata alla bicarbonata, passando per l’acqua clorurata, quella calcica, quella magnesica, fluorata, acidula, sodica oppure ferruginosa.

La presenza significativa di un elemento particolare dunque può aiutare l’organismo e consentire di sconfiggere e prevenire alcune patologie, fra cui i calcoli renali. L’acqua migliore in questo caso è quella minimamente mineralizzata, molto leggera e con un residuo fisso inferiore ai 50 Mg/L. Consente infatti di depurare l’organismo, eliminare le scorie in eccesso e prevenire la formazione di calcoli.

Bisogna bere più del normale quando si è affetti da calcolosi renale, così da agevolare l’espulsione dei piccoli calcoli presenti negli ureteri. Per prevenire la formazione di nuovi calcoli è necessario bere almeno 2-3 litri al giorno al di fuori dei pasti. Simili quantità sono da bere anche per prevenire le infezioni urinarie e quando si è persa molta acqua a causa di forte sudorazione, vomito o diarrea. E’ fondamentale sfatare un falso mito: l’acqua del rubinetto non fa venire i calcoli! In passato infatti quest’acqua veniva “demonizzata” a causa di un alto contenuto di magnesio e calcio. Diversi studi scientifici però hanno dimostrato che queste sostanze non contribuiscono all’insorgenza della patologia, ma, al contrario, consentono di contrastarla.Sono in molti a credere che il residuo fisso delle acque “più dure” possa incidere negativamente sulla formazione di calcoli renali. In realtà nessuno studio è stato in grado di sostenere questa ipotesi; al contrario sembra che bere molta acqua (a prescindere dalla concentrazione di calcio, magnesio, sodio, potassio, fosforo) svolga un ruolo protettivo sull’insorgenza della calcolosi renale. Per chi soffre di calcoli ai reni e volesse comunque essere certo di non introdurre più minerali del dovuto, si potrebbe consigliare un’acqua a basso residuo fisso come quella oligominerale o minimamente mineralizzata.

Acqua: ritenzione idrica e cellulite

cellulite come scegliere l’acqua migliore da bere iStock Photos

Alcune aziende che distribuiscono acque povere di sodio lasciano intendere che queste siano capaci di prevenire la Ritenzione idrica e/o di espellere più efficacemente le “scorie”. Si tratta di affermazioni sostanzialmente fuorvianti. Anzitutto, come abbiamo già detto, non è il sodio presente nell’acqua a fare la differenza nel bilancio nutrizionale giornaliero. In secondo luogo, non è nemmeno dimostrato che l’eccesso di questo minerale possa aggravare la ritenzione idrica nelle persone sane.

Per la stessa ragione, nessun tipo di acqua e nessun parametro di residuo fisso possono incidere sull’insorgenza e sull’aggravamento della cellulite. È tuttavia consigliato, sia per quanto riguarda la ritenzione idrica, sia in merito alla cellulite, bere in maniera soddisfacente (circa 1 ml di acqua ogni kcal assunta con la dieta, per le persone sane e sedentarie). Affermare quindi che bere tanto elimina la cellulite è sbagliato, perché di fatto non esiste una cura certa e miracolosa per questo problema. La corretta idratazione, e uno stile di vita sano, sono però importantissimi a livello preventivo.

La nostra pelle è infatti composta di acqua per il 70% e per mantenersi elastica e luminosa deve essere nutrita in continuazione. Quando beviamo acqua contrastiamo la disidratazione, che è la principale responsabile dell’invecchiamento cutaneo. Non solo, l’acqua depura l’organismo, eliminando scorie e tossine che contribuiscono alla formazione degli inestetismi della pelle. Nessuna acqua elimina la cellulite, ma tutte possono aiutare a prevenirla. L’idratazione ostacola infatti l’accumulo di liquidi e i gonfiori, che spesso accompagnano le infiammazioni dei tessuti adiposi. L’acqua che beviamo agisce quindi positivamente su gambe gonfie e ritenzione idrica, perché stimola l’eliminazione dei fluidi attraverso la diuresi. Posto che tutte le acque svolgono un’azione diuretica, secondo alcuni studi quelle minimamente mineralizzate e le oligominerali a basso tenore di sodio assicurano un effetto più marcato.

Quale acqua scegliere per problemi di gonfiore addominale, stipsi, digestione e depurare l’organismo

come scegliere l’acqua migliore per bere (Istock)

Per tutto ciò che riguarda l’infiammazione, bruciore e stipsi , queste si possono eliminare semplicemente bevendo correttamente. Per ridurre l’irritazione bisogna scegliere un’acqua ricca di solfato, magnesio e calcio. solfati infatti agiscono al livello del duodeno, stimolando la produzione della colecistochinina, un ormone fondamentale per la digestione. Favorisce infatti l’attività degli enzimi digestivi che si trovano nel pancreas, aiuta il lavoro della bile e stimola il transito intestinale, contribuendo ad una corretta evacuazione. Quando si soffre di intestino gonfio è importante leggere bene l’etichetta prima di acquistare l’acqua.

Per facilitare la digestione e diminuire il senso di gonfiore addominale, puntate su un’acqua bicarbonata. Un’alta quantità di magnesio invece regala un ottimo effetto lassativo, del tutto naturale. Evitate invece le acque effervescenti naturali troppo ricche di anidride carbonica. Un quantitativo superiore a 250 mg per litro infatti può causare meteorismo, acidità gastrica e reflusso, per questo non è indicato per chi soffre di problemi all’intestino.

Le tipologie di acqua da bere

come scegliere l’acqua migliore da bere (Istock Photos)

L’acqua minerale potabile o in bottiglia è comunemente classificata in base alla concentrazione di minerali. In particolare possiamo distinguere 4 tipi di acqua minerale in base al valore del Residuo Fisso.

  • Minimamente mineralizzata o povera di sali: Questo  tipo di acqua è caratterizzata da un Residuo Fisso < 50 mg/l e viene anche definita “leggera” perché povera di sali minerali, una caratteristica puramente chimica. Naturalmente l’apporto di minerali è ridotto e a livello nutrizionale il beneficio è minimo. Generalmente può essere indicata in alcuni regimi dietetici controllati o in presenza di alcuni tipi di problematiche renali.
  • Oligominerale o leggermente mineralizzata:Con residuo fisso < 500 mg/l è generalmente la più diffusa in commercio ma anche come acqua potabile del rubinetto insieme a quella medio-minerale.
  • Mediamente mineralizzata: Residuo fisso tra 500 e 1000 mg/l, assieme a quella oligo-minerale è la più diffusa in Italia, sia come acqua potabile del rubinetto che in commercio. Un vantaggio, dato che le acque medio-minerali e oligo-minerali generalmente sono adatte a tutti, bambini, adulti e anziani, con piccole variazioni in base a età e stile di vita.
  • Ricca di sali: Con un Residuo Fisso > 1500 mg/l sono indicate le acque particolarmente ricche in sali minerali, caratteristica per cui se ne consiglia l’assunzione sotto controllo medico. A questi tipi di acqua infatti si possono attribuire proprietà quasi terapeutiche e comunque di sostegno per cui vengono generalmente consigliate da un medico.

Un’ulteriore definizione molto importante distingue le acque effervescenti naturali e frizzanti o gassate. Le prime sono acque minerali, o meglio medio-minerali, che sgorgano già alla fonte con una concentrazione maggiore di bicarbonato a cui si deve l’effetto leggermente frizzante. Le acque frizzanti o gassate sono invece acque minerali a cui viene aggiunta l’anidride carbonica.

Consigli per Adulti, Bambini, Sportivi e Anziani: quale acqua bere?

come scegliere l’acqua migliore da bere (Istock Photos)

Le varie tipologie di acqua hanno una composizione in minerali che può condizionare le nostre scelte in base a età, esigenze nutrizionali e anche stile di vita o stato di salute del singolo. Bambini, adolescenti, adulti e anziani hanno bisogno di tipi di acqua diversi. Scopriamo quali:

  • Per gli adulti: le acque oligo-minerali o medio-minerali rispondono al meglio alle loro esigenze nutrizionali. Al limite si consiglia di scegliere in base a stile di vita e stato di salute.
  • Per gli sportivi:si consiglia un’acqua medio-minerale ricca in Calcio, Sodio, Potassio, Magnesio e Cloruri per mantenere in equilibrio le riserve idriche e minimizzare le perdite di minerali dovute all’esercizio e alla sudorazione intensa.
  • Per i bambini e gli adolescenti: per il bambino è spesso consigliata un’acqua medio minerale, ricca di Calcio, Magnesio e Fluoro per la crescita di ossa e denti forti, mentre per l’adolescente un’acqua medio-minerale come il bambino ma ricca di Calcio,  Magnesio e Bicarbonato è più indicata specie per favorire il mantenimento di ossa e denti forti e diventare un adulto sano.
  • Per gli anziani:l’anziano sano prima di tutto deve bere per non rischiare la disidratazione e poi se beve acqua ricca di Calcio e Magnesio è tutta salute.

Un aspetto da sottolineare è che il contenuto di Calcio e Magnesio è essenziale nelle varie fasce d’età.

Breve guida dell’acqua: cosa ricordarti

come scegliere l’acqua migliore da bere (Istock)

  • L’acqua del rubinetto è sicura e non da problemi al tuo organismo;
  • L’acqua migliore non è quella con il residuo fisso più basso. Anzi l’ideale sarebbe bere un’acqua tra 200 e 300 mg per litro.
  • L’acqua in bottiglia non è esente da rischi batteriologici e l’estate il rischio aumenta;
  • I bambini sotto i tre anni e le donne in gravidanza non devono bere con regolarità acqua con un contenuto di nitrati superiore a 10 mg per litro.
  • Ora che hai finito di leggere, alzati e Bevi!

 

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