Covid in fase acuta: attivi quasi 5000 focolai in tutto il territorio

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Il monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità ha dimostrato un aumento vertiginoso dei casi di coronavirus e dei focolai attivi nelle regioni.

Covid-19 un gruppo sanguigno meno esposto
coronavirus e la sua diffusione from Adobe Stock

A poco più di una settimana dal nuovo DPCM i dati del monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità presentano uno scenario non piacevole.

Secondo quanto riportato dall’ ISS, stiamo assistendo ad un’accelerazione nell’evoluzione dell’epidemia, ormai entrata in una fase acuta che tiene in considerazione ovviamente un aumento progressivo nel numero dei casi.

Non solo, il monitoraggio effettuato ha anche mostrato delle evidenze di criticità nei servizi territoriali nonchè nella riduzione progressiva dei posti letto in terapia intensiva liberi.

I dati del monitoraggio mostrano che di questo passo in alcune Regioni/PA si potranno raggiungere i valori critici nel prossimo mese anche sulla disponibilità delle infrastrutture, così come anche riportato dalle preoccupazioni delle regioni al ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Siccome lo scenario che si evince non è assolutamente dei migliori, da parte del ministero della salute e dell’istituto superiore di sanità è stato lanciato un appello con cui in particolare si chiede con forza di rispettare il distanziamento fisico e l’uso corretto e appropriato delle mascherine.

Non solo, bisognerà, così come scritto anche nel DPCM, evitare quanto più possibile situazioni che possano favorire la trasmissione come ad esempio le varie aggregazioni spontanee e programmate che possono far impennare ancora di più la curva dei contagi ed aumentare i focolai.

Vediamo i numeri più nel dettaglio.

Indice di trasmissibilità e focolai covid nelle regioni

mascherine obbligatorie all'aperto, quando si può togliere
covid from Pixabay

Per quanto riguarda i focolai nello specifico sono 4.913 quelli attivi di cui 1.749 quelli nuovi.

A tal proposito sono aumentai quelli che sono considerati probabili focolai in ambito scolastico, anche se la trasmissione all’interno delle mura scolastiche rimane complessivamente limitata.

Il virus oggi circola in tutto il Paese e a livello nazionale l’indice di contagiosità Rt è di 1,17 (mediamente era sullo 0,5 e 0,7 verso aprile) calcolato sui casi sintomatici. Questo quanto rilevato dal monitoraggio relativo al periodo fra il 5 e l’11 ottobre.

Nella settimana presa in considerazione l’Istituto Superiore di Sanità (iss) ha notato un forte incremento dei casi, quasi un 20% in più rispetto a quanto rilevato la settimana precedente.

L’Italia, nelle parole del Ministro Speranza, resta in una situazione diversa dalle altre nazioni, seppur sempre complicata e pericolosa.

In 16 Regioni e nelle 2 Province autonome di Trento e Bolzano il valore dell’indice di trasmissibilità Rt è sopra l’1. 

Secondo quanto mostrato dall’ISS e poi riportato dall’ANSA, il valore più alto si registra in Valle d’Aosta (1.53), seguita da Piemonte (1.39) e Provincia autonoma di Bolzano (1.32).

Tre le Regioni con Rt pari a 1 o sotto 1. Si tratta di Basilicata (1), Calabria (0.94), Molise (0.83).

Non solo, secondo quanto riportato dal monitoraggio effettuato dall’ISS sarebbero circa dieci le regioni che avrebbero un rischio alto per la tenuta delle terapie intensive: si tratta di Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta.

Secondo il monitoraggio infatti queste regioni hanno una elevata probabilità di superare la soglia del 30% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid nel prossimo mese. Le regioni segnalate con il livello più alto di rischio per questo parametro sono la Lombardia, la Liguria.

Record contagi in Italia

COVID-19 Sintomi persistenti Coronavirus. Photo Adobe Stock

Lo scenario in effetti in questi giorni non è stato dei migliori, infatti basta tenere in considerazione che il 14 ottobre c’è stato un nuovo record assoluto di contagi in Italia per il Coronavirus.

Secondo il bollettino del Ministero della Salute nelle 24 ore successive si sono registrati poi addirittura 8.804 casi. I morti sono invece direttamente raddoppiati in un solo giorno da 43 a 83. Per quanto riguarda i tamponi si è parlato di quasi 163 mila. 

Tra le Regioni con più contagi giornalieri continua ad essere in prima posizione la Lombardia che ne ha 2.067, seguita dalla Campania con 1.127 e dal Piemonte con 1.033.

Il Veneto ne ha 600 mentre il Lazio, alla ribalta con il caso delle strutture, si attesta sui 594 ed infine la Toscana con 581.

Quanto descritto è preoccupante anche per i pazienti in terapia intensiva per il Covid in Italia aumentano di 47 unità in 24 ore, arrivando a quota 586, secondo i dati del ministero della Salute riportati dall’ANSA.

I ricoveri in reparti ordinari crescono invece di 326 unità, raggiungendo la cifra di 5.796.

Gli attualmente positivi su scala nazionale sono aumentati in 24 ore di 6.821 unità, arrivando a 99.266, sulla soglia dei centomila quindi.

I pazienti in isolamento domiciliare sono ora 92.884, con un aumento di 6.448 unità.

I guariti e dimessi, notizia positiva, sono ora 245.964, con un incremento di 1.899 persone.

La situazione contagi nelle regioni: il nord

Spostamento fra regioni, via libera dai primi di giugno (Getty Images)
Spostamento fra regioni tramite mezzi privati e pubblici (Getty Images)

Il caso molto preoccupante per ora è quello della città di Milano.

Qui i reparti di pronto soccorso degli ospedali Sacco e Fatebenefratelli di Milano hanno dovuto prendere una decisione molto difficile.

I due ospedali hanno infatti dichiarato di poter accettare solo malati con Covid-19 e dirottare su altri ospedali milanesi i pazienti con altre patologie. 

La decisione è stata presa per tutelare i malati non Covid con patologie urgenti indifferibili e riorganizzare così i reparti.

Pochi giorni fa il direttore della terapia intensiva del Sacco di Milano aveva infatti dichiarato di essere in una situazione esplosiva.

Notizia delle ultime ore infatti riguarda il raggiungimento negli ultimi giorni, a Milano, secondo quanto dichiarato dal sindaco Giuseppe Sala, di un indice di trasmissibilità superiore a 2, molto alto. 

In Lombardia come già noto, sia per Milano che su tutto il territorio regionale, la situazione è quindi pericolosa.

Per quanto riguarda invece la Valle d’Aosta, da quanto si apprende ai microfoni dell’ANSA, nelle prossime ore il Presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin, dichiarerà la ‘zona rossa’ in alcuni comuni della media valle.

Secondo quanto appreso dall’ANSA, il provvedimento riguarderà i comuni di Saint-Denis, Chambave e Verrayes. In queste zone infatti sembrerebbe che l’indice di contagio Rt risulta superiore ai limiti stabiliti dalla normativa.

In altra misura, pur sempre preoccupante, c’è stata ancora una giornata nera per i numeri del Covid in Veneto.

Come già accennato, i casi covid sono stati circa 600 nuovi positivi a fronte delle 24 ore precedenti che invece avevano registrato 657.

Il dato complessivo dall’inizio dell’epidemia ha raggiunto circa i 33.573 contagi.

Secondo i dati diffusi dal bollettino regionale, in questo caso il bilancio delle vittime ha raggiunto gli 11 in più mentre il numero totale dei morti (tra ospedali e case di riposo) raggiunge i 2.237.

Si aggrava ancora il conteggio dei ricoveri, 375 (+16), e dei pazienti presenti in terapia intensiva, 45 (+5). Salgono infine i soggetti in isolamento domiciliare, 12.972 (+138).

Passando poi a parlare delle Marche, bisogna dire che qui, in misura di gran lunga minore, si sono verificati, nelle ultime 24ore, 140 i postivi al coronavirus rilevati dopo i 166 riscontrati nelle 24 ore precedenti.

Secondo quanto comunicato dal Servizio Sanità della Regione Marche, i numeri registrati sarebbero simili a quelli presenti tra fine marzo e inizio aprile.

Situazione contagi nelle regioni: centro e sud
peste bubbonica cina
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Il dato più allarmante al sud resta il numero delle persone positive in Campania che supera la quota mille.

Secondo quanto rende noto l’Unità di crisi della Regione Campania, nelle ultime 24 ore i positivi sono 1.127 (il giorno prima erano stati 818) su un totale di 13.780 di cui.

I casi sintomatici sono 72; quelli asintomatici sono 1.055. Ad oggi il totale dei positivi è di 21.772 casi su un totale di 723.005 tamponi.

In questo caso sono state nove le vittime negli ultimi 5 giorni ma registrati ieri; 317 le persone guarite nelle ultime 24 ore.

Per quanto riguarda i posti letto di terapia intensiva complessivi, essi sono 110 di cui occupati 66.

Posti letto di degenza complessivi: 820; occupati: 762.

Per quanto riguarda la Campania bisogna anche dire che la situazione è non poco spiacevole e ricca di polemiche a seguito della decisione del governatore della Campania Vincenzo De Luca di chiudere le scuole almeno fino alla fine di ottobre.

Per quanto riguarda le università saranno garantite le lezioni in presenza solamente, in conferma a quanto già era stabilito, solo per le matricole del primo anno.

Il dato raccolto ha fatto superare anche il saldo di 800 unità tra nuovi contagi e guariti  che De Luca aveva indicato come soglia per “chiudere tutto”.

Le misure allo studio non andrebbero però verso un lockdown locale ma imporrebbero limitazioni in materia di trasporti e vita sociale.

Giunge così ieri in serata la decisione di fermare le  lezioni in presenza nelle scuole primarie e secondarie in Campania fino al 30 ottobre.

Secondo quanto si è poi appreso dall’ordinanza, sono infatti state sospese le attività didattiche e di verifica in presenza nelle Università, fatta eccezione per quelle relative agli studenti del primo anno, così come anticipato.

A tal proposito è giunto prontamente il commento della ministra Azzolina che aveva invece dichiarato di volerle tenere aperte in tutta Italia.

E’ una decisione gravissima e profondamente sbagliata“, ha infatti commentato la ministra dell’Istruzione.

Sembra ci sia un accanimento del governatore contro la scuola. In Campania lo 0.75% degli studenti è risultato positvo a scuola e di certo non se lo è preso a scuola. La media nazionale è 0.80. Se c’è crescita contagi non è di certo colpa della scuola“.

In Campania oltre ai contagi crescono quindi anche le polemiche.

Passando invece sul fronte capitolino, nel Lazio c’è stato un nuovo record di tamponi.

L’assessore regionale alla Sanità Alessio d’Amato ha infatti dichiarato che su quasi 16 mila sono 594 i casi positivi, 7 i decessi e 45 i guariti mentre nella valutazione settimanale il valore RT è a 1.14.

Situazione in evoluzione e non positiva anche per quanto riguarda l’Abruzzo.

Con 203 nuovi casi di covid emersi nelle ultime ore, l’Abruzzo registra il record dall’inizio dell’emergenza.

Il dato, infatti, supera quello del 29 marzo, quando i positivi furono 160. Il totale regionale sale a 5.648. I nuovi casi sono emersi grazie all’analisi di ben 3.222 tamponi, altro numero record poichè mai ne erano stati eseguiti così tanti in 24 ore.

Nel caso abruzzese però resta importante sul bilancio quotidiano, la situazione di una Rsa di Avezzano (L’Aquila).

Si parlerebbe in questo caso di 83 nuovi positivi che fanno riferimento alla struttura.

Il bilancio delle vittime sale a 491.

Coronavirus contagio
(Pixabay)

Seguiranno aggiornamenti.