Uccide un gatto per un video di TikTok: ora ha paura di uscire da casa

La storia del ragazzo che uccide un gatto randagio per un video di TikTok, diventata virale nelle ultime ore, ha preso una piega strana.

uccide gatto randagio
gatti di strada (fonte: Pexels)

A diciassette anni siamo stati tutti, forse, un poco incoscienti.

In questo caso, però, possiamo ben dire che gli adolescenti in questione hanno oltrepassato il limite.

I due, trovati e già denunciati dai carabinieri, adesso si trovano in una brutta situazione.
Tutti i dettagli.

Uccide un gatto randagio per fare un video di TikTok: adesso non può uscire di casa

Tik Tok
l’applicazione TikTok (fonte: Pixabay)

Il fatto, veramente drammatico e gratuito, risale al mese scorso ma è diventato solo recentemente un caso piuttosto famoso.

Un video, ripreso per fare visualizzazioni su TikTok, mostra un giovane ragazzo di Napoli prendere a calci un gattino nero.
Una scena veramente orribile e brutale, soprattutto perché l’animale, un gatto randagio solo ed indifeso, perde la vita durante l’attacco.

In questi giorni il video è diventato virale ed il giovane protagonista ne sembrava veramente contento: aveva dichiarato, infatti, che avrebbe dovuto ringraziare l’animale per avergli portato tanta popolarità.

La reazione della rete, però, non si è fatta aspettare.

I giovani protagonisti della brutta esibizione sono stati riconosciuti ed identificati.
I Carabinieri hanno provveduto a notificare loro, immediatamente, la responsabilità penale del gesto.
I due, infatti, dovranno o pagare una multa (piuttosto salata) oppure passare dai 3 ai 18 mesi in riformatorio.

Ma al popolo del web questo non basta: in molti chiedono, a gran voce, una punizione esemplare.

L’indignazione creata dal gesto dei giovani ha creato un vortice veramente incredibile.
In tantissimi stanno commentando il gesto su Facebook o su Instagram, minacciando i due e diffondendo informazioni sensibili su di loro.

I ragazzi, infatti, sono stati immediatamente riconosciuti e c’è chi, addirittura, ha condiviso con la folla inferocita il nome completo e l’indirizzo delle loro abitazioni.

Il protagonista del video ha solo 15 anni ma adesso ha paura ad uscire di casa: le minacce, online e nella vita reale, stanno diventando troppe.

TikTok è un’applicazione non esente da polemiche: c’è chi voleva, addirittura, chiuderla per sempre.
Di certo i casi di cronaca che coinvolgono questa applicazione sono svariati: in Messico una giovane ha perso la vita per realizzare un video interessante per questa piattaforma.

La follia, collettiva, quindi che genera la pressione social non è uno scherzo, anzi.
La situazione è molto reale, come ci racconta anche il documentario The Social Dilemma.
Invidia social e problemi nei bambini più piccoli sono solo due delle, estreme, conseguenze a cui possono portare i social se non sono ben monitorati.

Sembra un vero e proprio episodio di una serie tv di fantascienza: la folla si riunisce su internet per trovare i colpevoli di un gesto che reputa mostruoso.

Il video, che non vi faremo vedere, è veramente crudo.
Il ragazzo responsabile dell’uccisione vera e propria, infatti, ha solo 15 anni. Prende a calci il povero gatto indifeso tra le urla di incitamento del gruppo di amici.
Chi riprende, un poco lontano dall’azione, è un altro amico di 17 anni: abbastanza per iniziare a prendere lezioni di guida e, l’anno prossimo, votare per il suo paese.

A condannare duramente il gesto non sono solo gli ambientalisti più sfegati: tantissimi utenti hanno redarguito pesantemente i due.

Ma tra redarguire e minacciare c’è una, seppur piccola, differenza: e chi usa parole troppo forti rischia, poi, di passare dalla parte del torto.

Tiktok
Tiktok – Fonte: Adobe Stock

I due giovani responsabili dell’orrendo gesto, quindi, stanno pagando un prezzo veramente molto alto per la loro follia.

Passati da bulletti dell’internet, convinti di essere nel giusto, sono adesso vittime dello stesso media che hanno utilizzato per raggiungere la fama.

Trasformare questa situazione, però, in un linciaggio pubblico che potrebbe avere anche estreme conseguenze, non è la soluzione.

L’unica vera vittima per ora, il gatto innocente, non beneficerà in nessuna maniera di altra violenza: la gogna pubblica non lo riporterà in vita.

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