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Covid | Villani: “Bambini mascherina da 3 anni. Contagiosi come adulti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:53
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“Per i bambini mascherina dai 3 anni. Possono essere contagiosi come gli adulti”. Ad affermarlo è Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria. 

per bambini mascherina dai 3 anni
Bambino con la mascherina (Adobe Stock)

“Ai bambini raccomandiamo di indossare la mascherina dai 3 anni in su. Possono essere contagiosi come gli adulti. Ad affermarlo è Alberto Villani, pediatra del Bambino Gesù di Roma e presidente della Società italiana di pediatria.

In una recente intervista rilasciata a Repubblica il medico intervistato da Elena Dusi ribadisce ancora una volta l’importanza di far indossare la mascherina anche ai piccoli al di sotto dei 6 anni.

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Sottolineando che “I bambini possono essere contagiosi come gli adulti. Hanno sintomi più lievi, ma nella trasmissione giocano un ruolo attivo, come avviene per tutte le infezioni respiratorie”.

Per Villani i bambini possono diffondere il Covid come gli adulti ecco perché devono indossare la mascherina dai 3 anni su

per bambini mascherine dai 3 anni in su
Adobe Stock

Quello di far indossare le mascherine ai bambini è stato un argomento molto dibattuto. Inizialmente alcuni pediatri avevano affermato che era consigliata ai bambini dai 2 anni in su. Leggi anche Coronavirus | Bambini e mascherine come e quando usarle.

Quindi l’Istituto superiore di sanità aveva dettato le sue linee guida stabilendo che l’età minima per indossarle andava dai 6 anni in su. Leggi anche Uso delle mascherine nella vita quotidiana | indicazioni Iss

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E ora Alberto Villani pediatra dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, ma anche presidente della Sip (Società italiana di pediatria), in un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica ha affermato che: “Raccomandiamo l’uso della mascherina per i bambini dai 3 anni in su”. Secondo il pediatra infatti “i bambini possono essere contagiosi tanto quanto gli adulti”.

All’affermazione che i bambini non lo fossero Villani risponde: “Lo suggerivano i dati della Cina, ma quando è emersa lì l’epidemia, le scuole erano chiuse per le feste del capodanno. Osservando le esperienze di altri paesi, dal Brasile agli Stati Uniti, abbiamo capito che nel trasmettere il virus i bambini si comportano come gli altri. Un conto è la gravità dei sintomi, e loro si ammalano effettivamente in modo più lieve. Altro conto è la capacità di diffondere il virus. In questo l’età non fa differenza. Nei circa 5mila bambini infettati in Italia, l’80% è stato contagiato in famiglia. Non ci stupisce, visto che sono rimasti quasi sempre chiusi in casa. I decessi sono stati quattro nel nostro paese. Tutti avevano già altre malattie”.

Il pediatra inoltre smentisce che gli asintomatici siano trasmettitori più deboli. “Non è una regola aurea e non abbiamo dati certi. Ci possono essere bambini più o meno contagiosi. Ma non è escluso che anche fra loro ci sia chi possa diventare un superdiffusore“.

Ecco perché la Sip raccomanda l’uso della mascherina dai 3 anni in su anche se “a scuola seduti al loro banco possono toglierla. Ma durante la ricreazione o il gioco insieme è buona norma indossarla”.

Non sempre però è un’impresa semplice farle indossare ai più piccoli. Come fare? Per il pediatra è molto semplice perché i bambini imitano gli adulti. Quindi se quest’ultimi la indossano anche i bimbi saranno portati a farlo. Anzi, per il medico i bambini rispondono alle regole meglio degli adulti.

Inoltre, nel corso di questi mesi sono state tante le false notizie sulle mascherine e il pediatra ha affermato senza mezzi termini che è stato umiliante. “Non è vero che l’anidride carbonica si accumula nella mascherina, né che norme igieniche rigorose evitano anche molti raffreddori e quindi indeboliscono il sistema immunitario. Sinceramente, siamo anche un po’ stanchi di smentire notizie senza fondamento. La realtà è che c’è un nuovo virus fra noi e dobbiamo cambiare le nostre abitudini. Non possiamo abbracciarci e dobbiamo restare distanti. La regola vale per tutti, a ogni età. Più la rispettiamo, meno ci ammaliamo“.

Ma per indossare le mascherine servono alcune cautele. E i bambini, si sa, potrebbero toccarle in continuazione. Come fare allora? L’esperto risponde che “è meglio che i bambini le tolgano e le rimettano piuttosto che lasciarli senza”. Inoltre, il pediatra afferma che “se non sono dispositivi medici, ma foulard o mascherine di comunità, va bene lo stesso. Rappresentano comunque una protezione”.

E in vista del ritorno tra i banchi, a settembre, Villani evidenzia che “sarà tanto più sicuro quanto più saremo rigorosi con le regole. In tanti avevano sollevato l’allarme per gli esami in presenza. Ebbene, quell’esperienza è andata benissimo. Rispettando le misure di sicurezza non ci sono state ripercussioni”. Leggi anche Scuola | Regioni e Enti locali danno via libera a nuove linee guida

Per quanto concerne l’apertura delle finestre l’esperto risponde che “basta aprirle per 5-7 minuti all’inizio e alla fine di ogni lezione”. Del resto si tratta di una norma igienica valida sempre, non solo con il Coronavirus.

E dai paesi con le scuole rimaste aperte si è potuto constatare come i danni siano stati notevoli spiega l’esperto. Ad esempio “in Germania le hanno dovute richiudere, in Svezia l’epidemia ha causato molti danni, così come negli Stati Uniti e in Brasile”. Il medico fa poi notare come invece in Italia, nonostante il sistema sanitario martoriato, ci sono state tante persone capaci di rimboccarsi le maniche, fra questi gli insegnanti.

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bambini mascherina dai 3 anni in su
Adobe Stock

La scuola ha comunque delle difficoltà oggettive a livello logistico, non ci sono spazi e insegnanti per tutti. Per il medico è un’ipocrisia accorgersene solo adesso. “Lo sappiamo da sempre e non abbiamo mai fatto nulla. Durante questa pandemia ci siamo posti il problema dei bambini solo quando i genitori dovevano tornare a lavorare. Speriamo almeno che il Coronavirus ci offra finalmente l’opportunità di risolvere i problemi strutturali della scuola. Le nuove generazioni sono un capitale umano fondamentale che trascuriamo da decenni. La scuola per loro deve essere un luogo sicuro e di arricchimento non solo perché c’è il rischio di contagio. Che ogni alunno in Italia abbia solo 1,2 metri quadri di spazio a testa è grave sempre, non solo oggi con la pandemia”.

(fonte: Repubblica)