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Crescita Personale | Affrontare la ripresa: servono scopi o obiettivi?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:42
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Scopi e obiettivi sono la stessa cosa? Svolgono la stessa funzione nell’ambito della crescita personale? Come ci possono essere utili durante la Fase 2 per progettare il nostro futuro?

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(Fonte: Pixabay)

Il lockdown che ha interessato l’italia dalla metà di Marzo ha portato a una necessaria interruzione di molte attività quotidiane, da quelle lavorative a quelle relative alla sfera personale.

Molte persone hanno sperimentato la netta sensazione di vivere un periodo di pausa e di immobilismo in ogni settore della propria vita.

Se alcuni di noi hanno vissuto questo stato con una gran dose di ansia e talvolta attraversando momenti di depressione, altri hanno fatto moltissimi progetti per il futuro, immaginando la vita nuova dopo il Coronavirus.

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La verità è che la maggior parte delle persone nel corso degli ultimi tre mesi ha attraversato entrambe queste fasi, ritrovandosi a sviluppare o ritoccare progetti da una nuova prospettiva.

Nel momento in cui la Fase 2 è effettivamente cominciata e ci siamo ritrovati a mettere in pratica i nostri progetti, qualcosa è cambiato: le piccole e grandi difficoltà che avremmo normalmente incontrato sul nostro cammino si sono concretizzate e ci siamo resi conto che, forse, non eravamo in grado di gestire e affrontare il futuro come ci aspettavamo. Questo potrebbe indurci a rinunciare ai nostri obiettivi oppure a sperimentare una sensazione di fallimento che potrebbe abbassare la nostra autostima.

Il modo migliore per non farsi prendere dal panico è quello di definire scopi e obiettivi, organizzandoli nella maniera migliore possibile per ottenere dei risultati sul medio e sul lungo periodo.

Scopi e obiettivi: capire la differenza

cima della montagna
(Fonte: Pixabay)

C’è una domanda fatidica a cui moltissime persone si ritrovano a rispondere nel corso della propria vita e che, molto spesso, genera grande difficoltà: “Quali sono i tuoi piani per il futuro?”

Di solito le risposte che vengono date a questo genere di domanda sono estremamente ampie: le persone parlano di progetti a lunghissimo termine oppure estremamente generici: essere felice, costruire una carriera, diventare famoso eccetera.

Questo genere di risposte indica gli scopi di ogni individuo, cioè i progetti che intende realizzare in un futuro non meglio specificato e che, nella maggior parte dei casi, copre un orizzonte temporale lungo decenni.

Gli obiettivi invece rappresentano degli scopi sul breve periodo, cioè dei piccoli passi o piccoli successi che vengono inquadrati in un “piano” molto più ampio.

Perché è strettamente necessario conoscere questa differenza nel periodo in cui stiamo cercando di far ripartire la nostra vita?

Perché immaginare soltanto scopi, senza essere in grado di fissare un percorso fatto di obiettivi non è assolutamente produttivo.

“Diventare famoso”, per esempio, è uno scopo di tutto rispetto ma, per raggiungerlo, bisogna lavorare ogni giorno e raggiungere dei risultati costanti.

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Per questo motivo è fondamentale stilare una lista di obiettivi da raggiungere sul breve o medio periodo, quindi mettere in atto delle strategie volte al loro raggiungimento.

Ponendosi degli obiettivi concreti sarà molto semplice misurare i propri risultati, avendo la consapevolezza di aver fatto dei progressi rispetto alla situazione di partenza. Evitare o tralasciare di stilare una lista di obiettivi concreti, invece, lascerà sempre molto indistinto il momento in cui si raggiungerà il proprio scopo finale e darà l’impressione di non aver mai fatto dei passi in avanti.

Quali caratteristiche deve avere un obiettivo?

progettare il futuro
(Fonte: Pixabay)

Nella lingua inglese esiste una parola (più precisamente un acronimo) che permette di ricordare con la massima precisione quali caratteristiche deve avere uno obiettivo per essere ben formulato e quindi funzionale per la crescita della persona che lo ha sviluppato.

La parola in questione è S.M.A.R.T. e significa:

  • S = Specific (Specifico)
  • M = Misurable (Misurabile, nel senso della quantità)
  • A = Achievable (Raggiungibile)
  • R = Relevant (Rilevante)
  • T = Time – Based ( Misurabile, nel senso del tempo)

Oltre a indicare come dev’essere un obiettivo, questa serie di aggettivi indica anche gli errori da non compiere mentre si definisce un obiettivo.

Specifico significa che, contrariamente agli scopi, un obiettivo dev’essere molto dettagliato in merito al cosa si voglia ottenere e al come lo si voglia ottenere.

Misurabile indica che l’obiettivo dev’essere quantificabile. Non si può semplicemente “ottenere più like su Instagram”, bisogna decidere quanti like si vogliono ottenere.

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Raggiungibile ci ricorda che bisogna anche fare in modo che la misura dell’obiettivo sia proporzionale alle risorse di cui si dispone per raggiungerlo. Fissare un obiettivo troppo ambizioso è assolutamente controproducente, perché si sta preparando la strada a un fallimento sicuro. Inoltre, bisogna essere consapevoli che non tutto andrà esattamente come lo desideriamo e che un buon risultato non è necessariamente un risultato perfetto. La perfezione a tutti i costi, infatti, può essere un pericoloso killer psicologico.

Rilevante vuol dire che un obiettivo dev’essere significativo per noi, deve cioè avere un valore emotivo o morale in linea con i nostri valori.

Misurabile su base temporale significa invece che, esattamente come ci si pone un limite per le risorse da impiegare nel raggiungimento dell’obiettivo, è necessario fissare un limite di tempo entro il quale lo si vuole raggiungere.

Un obiettivo potrebbe comprendere obiettivi di “rango” inferiore o propedeutici al raggiungimento di un obiettivo più complesso. Per questo motivo la scala temporale potrebbe essere divisa in step a cui corrisponde il raggiungimento di ogni obiettivo propedeutico.

La progettazione è fondamentale nel momento in cui si decide di dare forma al proprio futuro e di intervenire in maniera decisa per raggiungere i propri scopi attraverso il conseguimento dei propri obiettivi.

Progettazione
(Fonte: Pixabay)

In questa situazione la pianificazione è certamente una strategia più utile rispetto all’improvvisazione, anche se bisogna fare attenzione a non rimanere “imprigionati” nella propria lista di obiettivi. Se un obiettivo che prima era realizzabile, improvvisamente dovesse divenire non realizzabile per motivi al di fuori del nostro controllo, bisognerebbe essere in grado di cambiare la strategia in corsa e riprogettare alcuni step puntando comunque allo scopo finale.