Balotelli | Il calciatore contro il razzismo nel ricordo di George Floyd

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Mario Balotelli guarderà il fratello al GFVip (Getty Images)
Mario Balotelli guarderà il fratello al GFVip (Getty Images)

Mario Balotelli dice no al razzismo. Il calciatore, al netto delle proprie vicissitudini lavorative controverse nell’ultimo periodo, ci ha tenuto a partecipare alle manifestazioni in ricordo di George Floyd per un mondo più equo e senza intolleranze sociali.

Mario Balotelli contro il razzismo (Getty Images)
Mario Balotelli contro il razzismo (Getty Images)

Mario Balotelli, quando avere talento non sempre basta. Il calciatore, infatti, ha sempre brillato sul rettangolo verde purché si parli di calcio giocato. Non appena si mette il naso fuori da quella che, a tutti gli effetti, è la sua comfort zone, le cose cambiano: proteste, polemiche e ‘Balotellate’. Termine entrato pure nella Treccani ad indicare una condotta non sempre esemplare.

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Gli attriti con i mister, le esternazioni – tutt’altro che pacate ad arbitri e addetti ai lavori – pagine opache della sua carriera (piena di ricordi e momenti più o meno importanti nonostante la giovane età) che talvolta gli hanno fatto rinunciare anche a occasioni determinanti. Come ad esempio un’evoluzione e sviluppo con la Nazionale Italiana da cui è stato – a torto o ragione – estromesso tempo fa a causa di quella condotta che non è importante solo a scuola, come pro-forma, quando c’è da mettere i voti. Diciamo che Mario, più di una volta, non ha brillato (secondo i suoi detrattori in primis) per diplomazia e discrezione.

Balotelli, genio e sregolatezza in campo, impegno sociale e civile in piazza

Balotelli Insigne
Balotelli e Insigne (Getty Images)

L’ultima querelle, quella con il Brescia. Il Presidente Cellino, stufo delle sue alzate di testa e della sua indisponenza, lo ha licenziato per giusta causa. La ragione sarebbe rintracciabile nella “poca confidenza” di SuperMario – che ormai di anni ne ha trenta quindi deve necessariamente decidere cosa intende fare della sua vita – con riunioni di squadra, allenamenti e chat con lo staff tecnico. Una permanenza, quella dell’ultima parte della parentesi lavorativa con le Rondinelle, da separato in casa. Allora, Cellino deve aver pensato: “Tanto vale tagliare il cordone”, e lo ha fatto in maniera netta. Senza mezzi termini.

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Ora la diatriba fra le parti continuerà in tribunale. Tuttavia, al netto delle vicissitudini calcistiche e non, Mario Balotelli ha saputo mostrare anche un suo lato impegnato e battagliero a livello sociale e civile. È stato, ad esempio, uno dei primi rappresentanti della lotta al razzismo negli stadi: aspetto questo che torna attuale di recente dopo la morte di George Floyd.

Il tema del razzismo e degli abusi di potere è tornato ad essere primario anche grazie alle proteste partite dal Minnesota e sviluppatesi a macchia d’olio non solo in Europa. Balotelli, nel suo piccolo, ha utilizzato la sua immagine pubblica – controversa sotto certi aspetti e inappuntabile sotto certi altri – per cercare di abbattere le differenze sociali. La sua presenza alle manifestazioni in ricordo e difesa della memoria di George Floyd a Milano e in Lombardia ha, dunque, un significato preciso e fondante. Si cambia partendo da sé stessi e dal modo di porsi alla collettività. Forse proprio per questo Balotelli ha voluto metterci la faccia per sottolineare nuovamente e ancor di più quanto la differenza, in nessun caso, sia un difetto.

 

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