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Chiara Ferragni | Influencer musulmana per uno street artist di Torino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:05
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Chiara Ferragni è diventata musulmana? Sì, ma solo per arte. L’influencer è la protagonista di un manifesto artistico comparso a Torino.

Chiara Ferragni
Chiara Ferragni (Fonte: Instagram)

Conosciuto come il Banksy di Torino, Andrea Villa ha stupito i suoi concittadini (e probabilmente la stessa Chiara Ferragni) con l’affissione di una serie di manifesti che ritraggono la bella Chiara con un costume tradizionale musulmano.

I manifesti sono comparsi nella notte nella zona tra corso Regina e corso San Maurizio e ritraggono l’influencer con un pacco di Oreo in mano (la Ferragni ha portato avanti una collaborazione con la nota marca di biscotti proprio nelle scorse settimane) e un abito musulmano, molto simile a quello indossata da Silvia Romano nei giorni del ritorno in Italia dopo la sua liberazione.

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Che cosa rappresenta l’opera di Villa? E perché l’artista ha scelto di accostare due donne così differenti eppure così importanti nell’immaginario collettivo dell’Italia attuale?

Chiara Ferragni diventa Musulmana: il messaggio di Andrea Villa

Chiara Ferragni musulmana
Chiara Ferragni musulmana (Fonte: Instagram)

Andrea Villa è diventato famoso a Torino per i manifesti che vengono affissi per lo più di notte alle fermate dei bus. In tutto e per tutto simili a manifesti pubblicitari, le elaborazioni artistiche di Villa non sono altro che fotomontaggi ma riescono a trasmettere un messaggio con la stessa efficacia della vera pubblicità.

A spiegare il significato dietro all’opera su Chiara Ferragni ha provveduto lo stesso artista sul proprio profilo Instagram, provvedendo a taggare, con un’astuta mossa social, sia la Ferragni, sia Fedez.

“Le donne occidentali non sono molto più libere di quelle islamiche, poiché devono sottostare ai dettami dell’estetica consumistica” si legge nella didascalia del post, che continua. ” la donna occidentale spesso deve essere di successo e piacente, come Chiara Ferragni, e deve anche avere molti follower per essere valorizzata. Non si da importanza al bioritmo di ogni individuo, si prende ad esempio un’imprenditrice eccezionale e molte devono sottostare a quei dettami estetici, tramutando l’ esistenza delle donne in una gabbia invisibile, fatta di like e pixel e non di stoffa.”

L’idea alla base del messaggio di Villa, insomma, è che le donne occidentali non sono libere perché “imprigionate” all’interno di parametri estetici difficilissimi da soddisfare e che, spesso e volentieri, risultano completamente irraggiungibili per persone normali.

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Inoltre l’artista denuncia la riduzione del corpo femminile oggetto sessuale, una critica che da decenni viene portata alla società occidentale nel suo insieme.

Con la sua Chiara Ferragni musulmana però Villa vuole anche dare dell’Islam una visione molto più positiva rispetto all’idea diffusa tra la maggior parte degli occidentali: l’Islam non attribuisce molta importanza all’aspetto fisico di una persona, quindi un uomo musulmano si innamora di una donna musulmana in virtù della sua personalità e non del suo aspetto fisico, come invece capita spesso in Occidente.

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C’è da chiedersi però se non può esistere una via di mezzo tra le assurde pretese estetiche dell’Occidente e il totale annullamento del corpo femminile portato avanti da secoli nella società musulmana.

 

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Nascondere l’aspetto fisico di una persona (in particolare di una donna), classificandolo come “non importante” non è molto diverso dal bodyshamingin entrambi i casi si nega a una donna la libertà di essere in pace con l’esposizione del proprio corpo, che dal bodyshaming viene classificato come “non abbastanza bello”, mentre dall’Islam (secondo l’interpretazione di Villa) viene classificato come “non abbastanza importante” da essere mostrato.