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Protezione solare | L’olio di carota può sostituire le creme solari?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:15
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L’olio di carota può sostituire la protezione solare? Quella degli oli vegetali che avrebbero spf particolarmente elevati è una credenza diffusa da tempo ma ha una qualche base solida e veritiera?

olio e carote
Foto da AdobeStock

Più le temperature si alzano e il cielo si fa limpido, più nella mente di tutte noi avanza un’idea fissa: l’abbronzatura.

Sarà per lo stress accumulato negli ultimi mesi, per allontanare i grigiore dell’inverno o semplicemente per vederci più belli ma l’idea di sdraiarci al sole e lasciare la nostra pelle dorarsi è a dir poco affascinante.

Sappiamo bene però come tutto ciò vada fatto in sicurezza e sicurezza più abbronzatura possono dare solo un risultato: protezione solare.

E’ il momento di affrontare di nuovo l’annosa questione che ogni anno torna a tormentarci: quale solare scegliere e, soprattutto, come usarlo al meglio?

E’ qui che le più originali tra noi, quelle che preferiscono i prodotti naturali e che non vogliono stressa oltremodo la propria pelle, potrebbero esser tratte in tentazione

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Da tempo si parla infatti di oli vegetali conosciuti per avere un fattore di protezione solare (SPF) naturale, in grado di rispettare la salute della pelle mentre la schermano dai raggi UVB.

Olio di semi di lampone rosso e olio di semi di carota sono tra gli esempi più popolari di tale teoria.

I più coscienziosi li consigliano come affiancamento alle protezioni per la pelle a altri ritengono che possano sostituire in toto le protezioni solari in crema. Ma è veramente così? Un’esperta ci aiuta oggi a fare chiarezza.

L’olio di carota può sostituire la protezione solare?

olio carote
Foto da AdobeStock

La teoria per cui gli oli vegetali avrebbero spf elevati, anzi, elevatissimi è in realtà non propriamente tra le più recenti.

Da vent’anni oramai si parla di questa particolare protezione solare e ogni estate l’argomento torna di moda.

Recentemente la questione è stata affrontata via Instagram dalla famosa Divagatrice, appellativo social di Beatrice Mautino, “biotecnologa, con un passato da neuroscienziata e un presente da divulgatrice scientifica”, come lei stessa si descrive.

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Per rispondere ai suoi numerosissimi follower che chiedevano lumi circa l’spf dell’olio di carota, Beatrice Mautino è partita da una semplice considerazione: “non state chiedendo nulla di nuovo”.

Già perché, a quanto pare, la teoria degli oli vegetali come filtri solari circola da ben più di qualche mese, probabilmente dovuta ad una tendenziosa interpretazione di alcuni vecchi studi interpretati, secondo Divulgatrice, in modo alquanto tendenzioso.

Due studi in particolare vengono citati dalla biotecnologa. Il primo misurava la capacità dell’olio di lampone di assorbire parte delle radiazioni UV con un test in provetta diverso da quello usato per i filtri solari. Il secondo invece fu condotto da un’università indiana nel 2000 analizzando alcune creme solari con protezione 40 a base di erbe ayurvediche.

Quest’ultimo in particolare sembra interessare Beatrice Mautino che lo commenta come segue:

“L’olio di carota era uno di questi ingredienti e questo deve essere bastato alla schiera di diffusori della leggenda di cui la nostra YouTuber è la più giovane erede per dedurre che abbia un SPF altissimo. Peccato che nella crema in esame ci fosse anche la Yashad Bhasma. Sapete cos’è? Il termine ayurvedico per l’ossido di zinco, cioè uno dei filtri solari più utilizzati.”

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La conclusione a cui Divagatrice in fatto di carote e olio di carota arriva è dunque presto detta:

“Mangiatele che son buone, ma non usatele per proteggervi dal sole.”

prendere il sole
Foto da pixabay

Per proteggersi dal sole e dai suoi potenziali danni sembra dunque che rimangano solo i cari vecchi solari, da acquistare con un spf adeguato alle proprie necessità.

Ogni altra soluzione lascia parecchie perplessità.